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Home arrow ART arrow La stagione del Maestro. Tutti gli eventi dedicati a Tintoretto nel suo (quasi) cinquecentenario
La stagione del Maestro. Tutti gli eventi dedicati a Tintoretto nel suo (quasi) cinquecentenario
Written by Franca Lugato   

Mostre Exhibitions

tintoretto.jpgIL GIOVANE TINTORETTO

a cura di/curated by Roberta Battaglia, Paola Marini, Vittoria Romani
7 settembreSeptember-6 gennaioJanuary, 2019
Gallerie dell’Accademia
www.gallerieaccademia.it/il-giovane-tintoretto

La mostra ripercorre attraverso le circa 60 opere il primo decennio di attività del pittore dal 1538, anno in cui è documentata la sua attività come maestro indipendente, al 1548, data del clamoroso successo pubblico grazie allo straordinario capolavoro raffigurante Il miracolo dello schiavo per la Scuola Grande di San Marco, gemma indiscussa delle Gallerie dell’Accademia. Un’esposizione dedicata alla formazione del pittore, ancora fortemente dibattuta dalla critica, con prestiti internazionali messi a confronto con le opere della collezione permanente. Il percorso espositivo segue la cronologia della sua produzione artistica giovanile ma altresì si articola in quattro ampie sezioni che contestualizzano l’opera di un giovane maestro che risente e risponde criticamente con un linguaggio estremamente personale e innovativo alle istanze di rinnovamento che giungevano in città negli anni Trenta e Quaranta del Cinquecento. La mostra apre con Venezia negli anni del Doge Gritti, che ripercorre la politica di rilancio artistico e culturale voluta dal doge grazie alla presenza in città di personalità quali Jacopo Sansovino, Sebastiano Serlio e Pietro Aretino. Inoltre, sin dall’inizio degli anni Trenta si percepisce in città la crisi del classicismo grazie all’apporto della produzione “protomanierista” del friulano Pordenone, che ispirerà il giovane Tintoretto. Nella sezione dedicata a I Toscani a Venezia si rende evidente la definitiva rottura della visione rinascimentale tizianesca consolidata nella città lagunare grazie all’arrivo tra il 1539 e 1541 dei toscani Francesco Salviati e Giorgio Vasari. Si entra nel vivo della produzione del giovane maestro veneziano con Gli esordi di Jacopo, nelle opere realizzate a cavallo tra la fine degli anni Trenta e l’inizio del decennio successivo si coglie l’incessante sperimentazione del pittore attraverso un’infilata di opere cardine, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, che ci permettono di comprendere la “modernità” della sua pittura. Ne L’affermazione sulla scena veneziana, Tintoretto nell’arco di un paio d’anni (1546-1548) è oramai un maestro affermato grazie ai teleri di grandi dimensioni che gli vengono richiesti da una committenza pubblica fino al capolavoro indiscusso de Il Miracolo dello Schiavo. / The exhibition traces the story of about 60 pieces from the first ten years of work by the artist, from 1538, when his activity as an independent painter was first recorded, to 1548, the year Tintoretto amazed his contemporaries with his masterpiece, the Miracle of the Slave for Scuola Grande di San Marco, now preserved at the Gallerie dell’Accademia and one of its most precious gems. We will learn about the painter’s education, still object of scholarly debate, with pieces loaned internationally and art from the permanent collection. The art by the young Tintoretto is arranged chronologically and articulated in four sections that contextualize the work of a master. His extremely personal, innovative language responds to the modernity that came to Venice in the 1530s and 1540s. The exhibition opens with Venezia negli anni del Doge Gritti (Venice in the years of Doge Gritti), the story of the cultural and artistic flourishing sponsored by the Doge that came to be thanks to artists and scholars such as Jacopo Sansovino, Sebastiano Serlio, and Pietro Aretino. Also, since the early 1530s, the crisis of Classicism made its way to Venice, which is notable in the ‘proto-maniera’ of Pordenone, who inspired Tintoretto. In the I Toscani a Venezia section (Tuscans in Venice), the rupture with the Titianesque Renaissance view is apparent thanks to Francesco Salviati and Giorgio Vasari, who moved to Venice in 1539 and 1541. We enter the world of Tintoretto’s art with Gli esordi di Jacopo, where continuous experimentation will make us understand the modernity of his art. L’affermazione sulla scena Veneziana (Tintoretto’s affirmation in Venice) shows us the artist at the peak of his success.

 

 

 

TINTORETTO 1519-1594tintoretto_ritratto_gentiluomo_con_catena_doro.jpg

a cura di/curated by Robert Echols, Frederick Ilchman
7 settembreSeptember-6 gennaioJanuary, 2019
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge

Con 50 dipinti e 20 disegni autografi, molti provenienti da importanti collezioni internazionali, la mostra Tintoretto 1519-1594 ripercorre l’intero cammino artistico del più veneziano tra gli artisti del Cinquecento, attraverso le ricerche dei suoi maggiori studiosi, italiani e stranieri. Il progetto espositivo è promosso congiuntamente con la National Gallery of Art di Washington, dove la mostra avrà la sua tappa arricchita nel 2019. Il percorso apre e chiude con due straordinari autoritratti dell’artista, all’età di 28 anni dal Museo di Philadelphia e di 80 anni dal Louvre, mostrando un’abilità senza pari in quella ricerca della verità intima, dell’analisi psicologica che è ben visibile anche nei numerosi ritratti presenti in mostra, dove il pittore si concentra sul volto del modello, perlopiù su un fondo neutro, spesso tralasciando i dettagli o simboli della condizione sociale. Molto è presente del Tintoretto “sacro”, dalle pale d’altare per chiese veneziane e vicentine ai soggetti biblici eseguiti per confraternite, che ci permettono di apprezzare alcune soluzioni formali e compositive del tutto innovative. Interessantissimo è l’affondo proposto su Tintoretto al lavoro, con disegni preparatori, opere non finite e modelli riproposti in varie composizioni dalla fiorente bottega. Ma soprattutto è stata allestita una maquette con quel ‘teatrino’ riportato dalle fonti antiche che serviva al pittore per disporre dei modellini di piccole figure in cera colti in atteggiamenti bizzarri e illuminati da lumicini, così da poter studiare gli effetti della luce e delle ombre. Di grandissima qualità sono le opere di Tintoretto “profano”, dall’Origine della via lattea della National Gallery di Londra alle quattro strepitose Allegorie realizzate per l’Atrio Quadrato di Palazzo Ducale, restaurate per l’occasione e ispirate alle favole mitologiche tizianesche. Anche se la fama di Tintoretto è legata principalmente alle opere religiose, possiamo apprezzare in mostra come il pittore riesca a trattare pittoricamente la bellezza femminile nel capolavoro del Kunsthistorisches di Vienna, il sensuale nudo Susanna e i vecchioni. Dalla mostra è possibile proseguire nell’immersione tintorettiana grazie alla presenza in Palazzo Ducale di cicli pittorici celebrativi, per concludere il percorso davanti a quello che viene considerato il quadro “più grande al mondo”, con più di cinquecento figure, ideato oramai da un vecchio e stanco Tintoretto e realizzato quasi interamente dalla bottega: il Paradiso, collocato sopra la tribuna dogale nella sala del Maggior Consiglio. / With 50 paintings and 20 drawings, exhibition Tintoretto 1519-1594 traces the story of the ‘most Venetian’ artist of the 16th century. The exhibition has been produced with the National Gallery of Art of Washington, where the exhibition will go in 2019. The exhibition opens and closes with two beautiful self-portraits by Tintoretto, one at the age of 18 and a loan from Philadelphia, one at the age of 80, courtesy of the Louvre. Both show an uncanny ability to look for intimate truth and psychological analysis, present in the several portraits in the exhibition. Tintoretto always focused on the face – neutral backgrounds and no unnecessary detail hid personal or social conditions. A large collection of sacred art is present too – altarpieces for churches in Venice and in Vicenza to biblical scenes for fraternities (scuole) let us appreciate innovative formal and compositional solutions. Of the utmost interest is a section on Tintoretto at work, with preliminary sketches, unfinished pieces, and models in different compositions. A maquette of the ‘stage’ the artist used to model scenes, lights, and shadows is reconstructed. The ‘profane’ Tintoretto is represented by the Origin of the Milky Way, a loan from the National Gallery in London, and by four amazing Allegories for the Courtyard at Palazzo Ducale, recently restored and inspired by mythology. While Tintoretto’s fame is due mostly to his works of religious art, we will appreciate the exceptional pictorial beauty in the nude in Susanna and the Elders, from the Kunsthistorisches Museum in Vienna.

 

 

 

mostra_palazzo_mocenigo.jpgLA VENEZIA DI TINTORETTO

a cura/curated by di Chiara Squarcina

7 settembreSeptember-6 gennaioJanuary, 2019

Museo di Palazzo Mocenigo

Il Museo di Palazzo Mocenigo offre un’immersione nell’universo cinquecentesco veneziano, nell’indissolubile legame tra l’individuo e la moda, tra l’essere e l’apparire. Attraverso opere di vario genere, tutte provenienti dal patrimonio della Fondazione Musei Civici di Venezia – stampe, disegni, volumi e accessori legati alla moda – vengono ricercati i motivi ispiratori di quanto Tintoretto comunicava nelle sue tele. Le coordinate intellettuali di approfondimento offerte nelle sale del Museo consentono così di conoscere il contesto storico e ambientale in cui vennero concepiti i capolavori di Tintoretto, facendone comprendere appieno atmosfere e risvolti, umori e significati. / The Museum at Palazzo Mocenigo offers a full immersion on the world of 16th-century Venice, especially the connection between the individual and fashion, what you are and what you look like. Diverse art – all belonging to Fondazione Musei Civici di Venezia – will show the inspiration behind what Tintoretto tried to convey in his art and with his art. The intellectual coordinates the Museum shares with us allow us to reconstruct Tintoretto’s historical milieu.

 

 

 

ARTE, FEDE E MEDICINA NELLA VENEZIA DEL TINTORETTO

a cura di/curated by Gabriele Matino, Cynthia Klestinec

6 settembreSeptember-6 gennaioJanuary, 2019

Scuola Grande di San Marco, Sala Capitolare

La Scuola Grande di San Marco, che commissionò a Jacopo Tintoretto la sua opera giovanile più importante, Il miracolo dello schiavoarte_fede_medicina_tintoretto.jpg, ora conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, con il suo duplice ruolo di museo di una confraternita e, contemporaneamente, biblioteca monumentale e medica del museo dell’Ospedale Civile di Venezia, offre lo scenario perfetto per una mostra che mette in evidenza i rapporti tra arte e medicina, studi anatomici e credenze religiose, attingendo da documenti d’archivio, manoscritti, libri rari, stampe, medaglie, disegni e dipinti. Uno degli argomenti trattati con particolare attenzione è il tema della rappresentazione del corpo umano nella tradizione artistica e medica del Cinquecento, le cure mediche per i poveri fratelli della Scuola, mezzo di purificazione spirituale, e la figura di Tommaso Rangone, medico e mecenate di Tintoretto. / The Scuola Grande di San Marco commissioned Tintoretto what was to become his most important juvenile piece, The Miracle of the Slave, now preserved at the Gallerie dell’Accademia. The Scuola had a double role as a fraternity and a monumental medical library. It offers the perfect background for an exhibition that highlights the relation between art and medicine, anatomical studies and religion. Examples of archive documents, manuscripts, rare books, prints, medals, drawings, and paintings will be present in the exhibition. One of the subjects that has been treated with the utmost attention is the representation of the human body in art and in medicine in the sixteenth century, medical care for the poor brethren of the Scuola, means of spiritual purification, and the figure of Tommaso Rangone, a physician himself and a patron of Tintoretto.

 

 

 

Itinerari Tintorettiani Tintoretto Itineraries

tomba_tintoretto.jpgTINTORETTO A VENEZIA. ITINERARI

Guida a cura di/Guide curated by Thomas Dalla Costa, Robert Echols, Frederick Ilchman

Nessun altro artista ha prodotto un numero così considerevole di lavori per chiese, confraternite, edifici pubblici e privati di Venezia come Tintoretto, molti dei quali si trovano ancora nei luoghi d’origine. È riduttivo dunque comprendere appieno l’artista senza prevedere degli itinerari in città in quei luoghi dove è possibile cogliere e godere al meglio dell’essenza artistica della sua pittura. È questo l’intento della guida voluta dal comitato americano Save Venice che negli ultimi anni si è dedicato, con energia e generosità, al restauro di circa una quarantina di opere tintorettiane dislocate su tutto il territorio. La guida è suddivisa in sestieri e ognuno può costruire il proprio personale percorso, ma c’è anche la possibilità di seguire la proposta degli autori per trascorrere al meglio una giornata tintorettiana senza tralasciare i siti più importanti, dalla Scuola Grande di San Rocco alla Chiesa della Madonna dell’Orto, dalle Gallerie dell’Accademia a Palazzo Ducale, dalla Chiesa di San Trovaso a quella di San Giorgio in Isola. / No other artist created quite so many works for churches, fraternities, and public and private buildings as Tintoretto did. Much of this art resides in its original place. It doesn’t do justice to the understanding of the artist to forgo a tour of the city in those very places where we can see the essence of his art. This is the goal of American committee Save Venice. Over the last few years, Save Venice committed, with energy and generosity, to the restoration of about 40 pieces by Tintoretto. The guide is divided by district, but it is best to dedicate a whole day to it, from Scuola Grande di San Rocco to the Madonna dell’Orto Church, from the Gallerie dell’Accademia to Palazzo Ducale, from the San Trovaso Church to San Giorgio in Isola.

 

 

 

VARIATIONS ON TINTORETTO DI JORGE POMBOscuola_grande.jpg

DalFrom 4 settembreSeptember

Scuola Grande di Rocco, Sala Terrena

Nella Sala Terrena della Scuola Grande di San Rocco viene esposta l’opera del pittore contemporaneo spagnolo Jorge Pombo, che propone una interpretazione personale della Strage degli Innocenti del pittore veneziano. Una ricerca, quella di Jorge Pombo, da sempre indirizzata all’analisi del rapporto tra creazione contemporanea e pittura moderna. La variazione dell’originale è per Pombo lo strumento con cui si relaziona ai maestri del passato. Il confronto avviene attraverso l’intervento sulla copia dipinta per mezzo del gesto pittorico e dei dissolventi versati direttamente sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting. Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista con il maestro veneziano. Il visitatore è invitato a riflettere sia sui valori eterni della pittura sia sulla dimensione temporale del linguaggio. / At the ground floor at Scuola Grande di San Rocco is an exhibition on contemporary Spanish painter Jorge Pombo and his personal interpretation of the Massacre of the Innocents by Tintoretto. Jorge Pombo’s research has always followed the analysis of the relation between contemporary creation and modern painting. The variation on the original is, for Pombo, the tool to access art from the past. The comparison takes place in an intervention on a copy created by means of painting and solvent poured on the canvas, à la action painting. The central theme of this kind of art is a reflection on painting itself and on the plastic, artistic dimension of these works. The multiplicity of versions/variations is at the base of the complexity of the artist’s relation with the Venetian master. Visitors are invited to reflect on the eternal values of painting and on the temporal dimension of language.

 

vergine_in_meditazione.jpg 

 

CANTIERE APERTO PER IL RESTAURO

de La Vergine leggente e La Vergine in meditazione

DalFrom 4 settembreSeptember

Scuola Grande di Rocco

Cantiere aperto per il restauro di due delle pitture più enigmatiche e suggestive della fase tarda di Tintoretto: La Vergine leggente e La Vergine in meditazione. Una pittura fluida e filamentosa, un paesaggio intimo e lirico che potranno ritornare all’antico splendore grazie al progetto conservativo coordinato con grande rigore scientifico e passione dalla Scuola Grande di San Rocco. / Ongoing restoration work on two of the most mysterious, suggestive works of the mature Tintoretto: the Reading Madonna and the Meditating Madonna. Fluid, stringy painting and intimate, lyrical landscape will soon return to their former glory thanks to preservation works at Scuola Grande di San Rocco.

 

 

 

 

Musica per Tintoretto Music for Tintoretto

marietta_tintoretta.jpg

 

MUSICHE PER MARIETTA TINTORETTA

Coenobium Vocale

Direttore/conductor Maria dal Bianco

Direttore artistico/Art Director Alessio Benedettelli

Con la partecipazione/With Melania Mazzucco

6 settembreSeptember h. 21

Scuola Grande di San Rocco

Su invito/by invitation only

La Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco, interamente decorata da Jacopo Tintoretto con storie tratte dall’Antico e Nuovo Testamento, ospita il concerto inaugurale delle celebrazioni per il Cinquecentenario della nascita del pittore veneziano. Il Coenobium Vocale, diretto da Maria Dal Bianco, con la partecipazione speciale di Melania Mazzuco, voce narrante, presenta il programma di Musiche per Marietta Tintoretta. Figlia primogenita di Jacopo, nata da una relazione prematrimoniale, fu allevata con grande dedizione dal padre che le insegnò l’arte del disegno e del dipingere, facendone il suo maggiore aiuto. Oltre che pittrice, Marietta fu una valente musicista, sia strumentale che vocale. Coenobium Vocale canta e suona le musiche scritte per la Tintoretta, riproponendo la trascrizione moderna di alcuni lavori di Julio Zacchino, organaro e organista attivo a Venezia nella seconda metà XVI secolo, e altri mottetti e madrigali scritti da musicisti vicini al Tintoretto. / The Capitular Hall at Scuola Grande di San Rocco, entirely decorated by Jacopo Tintoretto with stories from the Old and New Testament, houses the inauguration concert for the celebration of Tintoretto’s 500th birthday. Coenobium Vocale, conducted by Maria Dal Bianco with the special participation of Melania Mazzuco, presents Musiche per Marietta Tintoretta. Tintoretto’s illegitimate firstborn daughter was raised by her father, who taught her to draw and paint and made her his most talented aid. Marietta was also a proficient musician. Coenobium Vocale will play and sing music written for Tintoretta and other chants and madrigals written by authors who were close to the Tintorettos.

 

 

 

jacomo_tintoretto.jpgCONCERTO PER JACOMO TINTORETTO

Complesso vocale e strumentale A. Lotti

Direttore/conductor Paolo Camozzo

27 ottobreOctober h. 20.45

Chiesa della Madonna dell’Orto

entrata libera/free entrance

La Madonna dell’Orto è la Chiesa del Tintoretto, era solito frequentarla perché nei pressi si trovavano la sua casa e la sua bottega. Il pittore lavorò a più riprese in questo luogo dell’anima, lasciando numerose opere tra le quali spiccano le portelle dell’organo raffiguranti la Presentazione di Maria al Tempio, da molti considerato uno dei suoi capolavori. Questo luogo è speciale anche perché sono conservate le sue spoglie, all’interno della tomba di famiglia, assieme ai figli Marietta e Domenico e al suocero Marco Episcopi. In occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario, grazie a Save Venice e alla Scuola di San Rocco, è stato curato un importante restauro. Il 27 ottobre il Complesso vocale e strumentale A. Lotti, diretto da Paolo Camozzo, dedicherà a Tintoretto un concerto con musiche di Gabrieli, Verdelot, Lotti, Biffi, Hassler, Galuppi e Vivaldi per Soli, Coro e orchestra. / The Madonna dell’Orto Church is Tintoretto’s Church – the artist lived and worked in its parish. He worked in several occasions in this abode of the soul. One of the most precious works is the Presentation of Mary in the Temple, which many consider Tintoretto’s masterpiece. This place is also special because the painter rests here, in his family’s tomb, with Marietta, Domenico, and Marco Episcopi, his father-in-law. For the 500 years since his birth and thanks to Save Venice and Scuola di San Rocco, the art has been restored. On October 27, the Vocal and Instrumental Ensemble A. Lotti, conducted by Paolo Camozzo, will perform in a concert with music by Gabrieli, Verdelot, Lotti, Biffi, Hassler, Galuppi, and Vivaldi for solo singers, choir, and orchestra.

 

 

 

Lectio Tintorettiane

 

madonna_tintoretto.jpgTUTTE LE DONNE DEL TINTORETTO

Lectio Magistralis Augusto Gentili

17 settembreSeptember h. 17.30

Ateneo Veneto, Aula Magna

Noto storico dell’arte, raffinato e provocatorio iconografo, Augusto Gentili non parlerà (o quasi) dei ritratti, che erano riservati agli uomini d’alto rango, ma delle tante donne ‘anonime’ che nella realtà veneziana provvedevano all’assistenza e alla nutrizione, protette per discrezione dai modelli esemplari delle storie e delle allegorie cristiane. E poi le figure storiche, mitologiche e bibliche della seduzione (Venere, Susanna, Lucrezia) e perfino le audaci personificazioni della tentazione diabolica. Per concludere poi con le due donne (davvero due?) che in fondo alla Sala Terrena della Scuola Grande di San Rocco attendono da tempo il riconoscimento della loro identità e del loro significato. / An art historian and a refined, provocative iconographist, Augusto Gentili will (almost) never talk of portraits, which were reserved to men of a certain standing, but of the several ‘anonymous’ women who, in Venice, took care of food and assistance and were looked upon by the exemplary models of Christian stories and allegories. And then historical, mythological, and biblical figures of seduction (Venus, Susanna, Lucretia) and the brazen personification of diabolical temptation. Finally, two women (or are they two?) that in the far end of the ground hall at Scuola Grande San Rocco have long been waiting for the identity and the meaning of their presence to be revealed.