VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ZOOM arrow 16. BIENNALE ARCHITETTURA | Padiglione Giappone. Un viaggio attraverso l'etnografia architettonica
16. BIENNALE ARCHITETTURA | Padiglione Giappone. Un viaggio attraverso l'etnografia architettonica
di Marisa Santin   

lato_dingresso_della_w_house_2010__yukiko_suto_per_gentile_concessione_di_take_ninagawa.jpgNon deve essere stato semplice per la curatrice Momoyo Kaijima mettere insieme e coordinare il lavoro dei 42 autori (tra cui università, designer, architetti e artisti) chiamati a realizzare Architectural Ethnography from Tokyo, il progetto del Giappone per la Biennale Architettura 2018: «Siamo partiti dai disegni. Ho mostrato ai progettisti alcuni schizzi e ho chiesto loro di ragionare attorno al concetto di Free Space, il tema proposto quest’anno dalla Biennale».

 

Tutto qui? Ci dev’essere per forza di più per coordinare un gruppo così nutrito di persone. Forse occorre uno speciale talento fatto di essenzialità giapponese e filosofia orientale, qualità che la minuta curatrice sembra aver trasmesso perfettamente all’interno del Padiglione. La incontriamo al termine dell’inaugurazione, dopo aver accompagnato almeno una mezza dozzina di delegazioni giapponesi e italiane in giro per le sale: «Ora che riesco a prendermi il tempo di guardare indietro, è stato in effetti quasi un miracolo gestire tutte queste persone in Giappone, per un progetto da realizzare qui, dall’altra parte del mondo».

 

 

L’Etnografia Architettonica del titolo – che per intero prosegue con un curioso Guide di viaggio e progetti per la qualità della vita (Guidebooks and Projects on Livelihood) – si rifà ad un concetto già sviluppato alcuni anni fa da Atelier Bow-Wow, lo studio fondato nel 1992 a Tokyo dalla stessa Kaijima insieme a Yoshiharu Tsukamoto. Si tratta di analizzare le condizioni di vita delle persone attraverso l’osservazione dell’architettura e dell’ambiente antropico da un punto di vista comportamentale. L’obiettivo è dunque quello di mettere a fuoco il rapporto tra architettura e società attraverso lo studio dell’utilizzo delle risorse ambientali e dei comportamenti umani. Lo strumento scelto per esporre e presentare l’idea è la guida di viaggio, e Kaijima ci spiega perché: «Le guide di viaggio sono un perfetto compendio di architettura, e non parlo solo dell’architettura che viene in genere definita come “l’opera di un architetto”. Dall’edificio multifunzionale inserito in una metropoli fino allo spazio di interscambio tra ambiente urbano e campagna: una guida di viaggio racconta tutto del contesto locale».

 

momoyo_kaijima.jpgLa sintesi di questo enorme e minuzioso lavoro di raccolta e analisi è, non a caso, racchiusa nel catalogo del Padiglione, una sorta di peculiare guida di viaggio architettonica realizzata da Kaijima insieme ai cocuratori Laurent Stalder e Yu Iseki. Esaltando l’efficacia del disegno come strumento critico, i 42 lavori che compongono il cuore del Padiglione – e che spaziano da dettagli costruttivi a rappresentazioni spaziali delle attività, da mappe di edifici multifunzionali urbani a studi di edilizia rurale e di villaggi di pescatori pensati per far fronte al post-disastri naturali – sono stati ideati sia da architetti che da artisti: «Tutti concordi nel ricercare un nuovo approccio del design che ponga la vita al di sopra dell’architettura, pensato da, per e attorno alla società».

 

 

«Architectural Ethnography from Tokyo»

Giardini

www.jpf.go.jp