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Ricordando Giuseppe Berto. A Mogliano una rassegna di eventi dedicata allo scrittore veneto
di Redazioneweb   
giuseppe_berto.jpgL’1 novembre del 1978, moriva a Roma lo scrittore Giuseppe Berto, uno degli autori più italiani più importanti della sua generazione, data l’originalità della sua scrittura e il confronto che che essa stimola con temi come la gloria, la lotta dell’uomo contro se stesso e contro l’antico terrore della fine, il male radicato nell’essere prima ancora che nel corpo.

 

Nel quarantesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Berto (Mogliano Veneto 1914–Roma 1978) la città di Mogliano Veneto, che diede i natali allo scrittore, omaggia il suo illustre cittadino con una rassegna di eventi dal 22 al 30 ottobre che culminerà con la messa in scena di un adattamento teatrale del suo ultimo libro La gloria, pubblicato proprio nell’anno della sua morte. L’adattamento è stato curato da Nicola De Cilia, scrittore finalista del Premio Berto del 2016, ed insegnante al Liceo cittadino intitolato a Berto, ed è prodotto dal Teatro Busan di Mogliano Veneto, con l’interpretazione di Alberto Fasoli e la regia di Giuseppe Emiliani.

La gloria, è un’opera che “resiste imperterrita al tempo che corre”. Così la definì Cesare De Michelis, l’editore recentemente scomparso che fu tra i più appassionati studiosi di Berto, colui che diede un impulso significativo alla ristampa delle sue opere a partire dal 2014 e che, senza alcuna incertezza, definì l’autore del Male oscuro «il più grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano».

«La scrittura e il racconto come testimonianza erano le armi di Berto per non arrendersi definitivamente al “male universale” e con questo stato d’animo, con questa lucida coscienza, egli continuò a praticarli lealmente e ostinatamente come un “dovere” per quarant’anni, solo che la salute glielo consentisse, ogni volta ripartendo da capo l’esplorazione della vita e dei sentimenti, dell’animo e delle sofferenze, restio a sviluppare una propria poetica, a imbastire qualsiasi teoria, persino a difendersi dalle altrui maldicenze: per questo allora, in quel terribile 1978, scrisse La gloria, un testo cioè che nulla aveva a che fare con il vissuto o l’esperienza e piuttosto […]  cercava di esprimersi allusivamente, se non addirittura allegoricamente, al punto che nel suo Giuda specchia candidamente se stesso, anch’egli quindi “traditore” della verità, che è comunque il messaggio di Cristo: “Io dico parole di verità"», scrisse Cesare De Michelis nella prefazione a La gloria (BUR, novembre 2014)

«Per noi questo anniversario è occasione per lasciare un segno concreto nei luoghi della nostra città che furono i luoghi di Giuseppe Berto, perché sia patrimonio di tutti noi e di coloro che nel suo nome e nella passione per le sue opere vorranno venire a Mogliano a capire qualcosa di più del nostro grande scrittore. Per questo scopo abbiamo deciso di apporre nei luoghi citati da Berto nei suoi libri dei cartigli che indicheranno una sorta di "percorso Berto"», commenta il sindaco di Mogliano Carola Arena.


Il posizionamento di undici cartigli e il loro ideale scoprimento darà il via alla settimana di celebrazioni per questo quarantesimo anniversario della scomparsa dello scrittore moglianese. (22 ottobre ore 11), presente anche Antonia Berto, figlia di Giuseppe.


giuseppe-berto-biografia.jpgUn dodicesimo cartiglio sarà donato alla città di Ricadi, di cui Berto nel Male oscuro scrisse che «potrebbe andare bene come luogo della mia vita e anche della mia morte».  Un luogo dove effettivamente Berto visse gli ultimi anni della sua vita e dov’è sepolto. Una relazione, quella tra Mogliano e Ricadi, sviluppatasi per decenni nel nome dello scrittore nella collaborazione per la gestione del Premio Berto, ospitato dai due comuni in alternanza dal 1988, e proprio in questi giorni suggellata da un gemellaggio deliberato dai rispettivi Consigli comunali.
Nell’ambito delle celebrazioni, martedì 23 ottobre, Giuseppe Lupo, scrittore e vincitore del Premio Berto nel 2001, condurrà un incontro con gli ultimi tre vincitori del Premio, Sergio Baratto (2015), Giulia Caminito (2016) e Francesco Targhetta (2017).


Infine si chiuderà col cinema, altro territorio nel quale Berto si cimentò come sceneggiatore, e che dalle opere di Berto trasse spunto per alcune importanti pellicole, con la proiezione di Il cielo è rosso di Claudio Gora, tratto dall’omonimo romanzo di Berto (martedì 30 ottobre).

 

PROGRAMMA:

l LUOGHI 
      

Lunedì 22 ottobre h. 11 (Partenza dal Municipio)

BERTO NELLA CITTÀ
11 cartigli posizionati in luoghi moglianesi raccontati dallo scrittore.

Letture a cura degli studenti del Liceo Giuseppe Berto e del'lUNITRE


IL PREMIO
        

Martedì 23  ottobre h. 17, Sala Don Bosco, Collegio Astori

Giuseppe Lupo, introduce
Francesco Targhetta, vincitore del Premio Letterario G. Berto ed. 2018
Giulia Caminito, vincitrice del Premio Letterario G. Berto 2017
Sergio Baratto, vincitore del Premio Letterario G. Berto 2016 a cura UNITRE e Associazione Culturale Giuseppe Berto

Ingresso libero

 

Mercoledì 24 ottobre h. 16.30, Aula Magna Liceo Statale G. Berto

NONNA ASSUNTA e ESAME DI MATURITÀ

Letture animate delle novelle tratte da Un po' di successo di Giuseppe Berto

a cura degli studenti del Liceo G. Berto e UNITRE

Ingresso libero

 

 

IL TEATRO        

Venerdì 26  ottobre h. 21, Teatro Busan

LA GLORIA

Regia di Giuseppe Emiliani
Adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia

Con Alberto Fasoli

Produzione Teatro Busan
Ingresso: 18/16 €

 

 

IL CINEMA  

Martedì 30 ottobre ore 20.30 Cinema Teatro Busan

IL CIELO È ROSSO

Regia di Claudio Gora
tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto
Presentazione a cura di Nicola  De Cilia
Letture a cura degli studenti del biennio del Liceo Giuseppe Berto
Ingresso libero