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La stella di Cuba. Rubalcaba, chiusura in bellezza
di Giuseppe Mormile Direttore artistico Venezia Jazz Festival   

gonzalorubalcaba3-1160x773.jpgDopo l’apparizione nel 2009 al Teatro La Fenice con Richard Galliano, Gonzalo Rubalcaba approda ora in piano solo sul palco di Veneto Jazz, in uno degli eventi di punta di Venezia Jazz Festival Fall edition, che fino al 13 novembre propone un ricco programma di concerti dedicato alle diverse anime del jazz internazionale. Nato a L’Avana nel 1963, figlio d’arte, maturato come pianista e compositore attraverso profondi studi classici e poi jazzista per scelta, Rubalcaba è considerato uno dei maggiori pianisti della scena contemporanea. Nella propria arte fonde con intelligente sensibilità la musica cubana delle sue radici, il jazz e la musica classica.

 

Solista dalla tecnica brillante e versatile, dal sicuro gusto melodico, dal tocco sensibile e ricco di sfumature, dall’apertura stilistica a 360 gradi, Rubalcaba è stato scoperto da un grande del jazz, il bassista Charlie Haden. Un incontro provvidenziale al Festival de L’Avana nel 1986 ha fatto sì che Haden si prodigasse per far conoscere il pianista alle platee internazionali, invitandolo a suonare con lui e con Paul Motian a Montréal nel 1989. Da allora Rubalcaba è stato compagno di avventure musicali di altri grandi solisti, tra cui Jack DeJohnette, Joe Lovano, Dizzy Gillespie, Herbie Hancock, Ron Carter, Chick Corea e Al Di Meola, quest’ultimo assieme a lui nel calendario della rassegna veneziana.

 

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«Dizzy fu il primo a segnalare il mio nome a Lundvall e lo fece circolare dappertutto dopo che suonammo assieme al Festival Jazz Plaza a L’Avana. - ricorda in un’intervista a Musica Jazz lo stesso Rubalcaba - Non saprei dirti se Dizzy e Charlie fossero stati colpiti proprio dagli elementi che hai citato (il jazz in clave, il tumbao o il montuno, ndr), ma entrambi sapevano capire benissimo la presenza di aspetti innovativi da poter sviluppare. Avevano la vocazione di promuovere nuova musica, erano due apostoli dell’arte delle note, due persone di grande nobiltà: il fatto che mi abbiano sostenuto, anche se giovanissimo, mi riempie di orgoglio». Gonzalo Rubalcaba ha ricevuto attenzioni particolari anche sul versante della classica, se è vero che Simon Rattle, direttore principale dei Berliner Philharmoniker dal 1999 al 2103, l’ha definito «il pianista più dotato del pianeta». E non passa certo inosservato il duo pianistico con una star del mondo classico come Katia Labèque.

 

Nella carriera artistica Rubalcaba vanta una trentina di dischi registrati come leader, in buona parte per la celebre etichetta Blue Note. Lavori che hanno ricevuto ben quindici nomination ai Grammy Awards e che in quattro casi si sono trasformate in vittorie. Naturalmente Rubalcaba ha mantenuto rapporti proficui con la musica cubana e i suoi esponenti: un esempio è la collaborazione con il pianista, compositore e arrangiatore Chucho Valdés. Il suo legame con Cuba è anche alimentato dall’attenzione per le percussioni e per i poliritmi, particolarmente in evidenza nelle sue performance in solo. Ricordo che Dizzy Gillespie, la prima volta che lo ascoltò, disse: «…il miglior pianista che abbia sentito negli ultimi dieci anni…». Era il 1985. Forse è ancora così.

 

Gonzalo Rubalcaba

13 novembre Teatro Toniolo-Mestre

www.venetojazz.com