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La gabbia del talento. Ezra Pound: il ‘ritorno’ del poeta/profeta al Teatro Goldoni
di Fabio Marzari   

ezra.jpgIn questo brutto presente di mascelle ostentate, di “menefrego” compiaciuti e varie altre tristi amenità, il nome di Ezra Pound suscita un piccolo brivido, perché egli viene automaticamente associato ad un movimento politico orribile – qui non è mancanza di spirito democratico, è chiamare le cose col loro nome! – e quindi del poeta e intellettuale, assai discusso, rimane solo un nome che evoca teste semi rasate per non usare altri epiteti esornativi che sarebbero più rispondenti alla verità.

 

Vita e poesia, in Pound, coincidono, una penetra l’altra, non possiamo disarticolare Ezra facendone, da un lato, il folle fascista che ha preso una clamorosa sbandata politica, e dall’altra il vertiginoso poeta che ha fondato riviste, avanguardie, estetiche. Ezra è uno. Unico. Quando nel 1948 Pound ottiene il Bollingen per i Pisan Cantos – una specie di risarcimento all’infamia comminato dagli amici poeti – è chiaro a tutti che il poeta ha ruminato e vomitato la Storia. Vinto dalla Storia, invitto davanti agli uomini.

 

Pound è ancora un agnello sacrificale del Novecento. Lo spettacolo Ezra in gabbia. O il caso Ezra Pound, incluso tra gli eventi speciali al Teatro Goldoni, accompagnato da una serie di appuntamenti di approfondimento, rappresenta un tentativo di riconciliazione tra il controverso intellettuale e il pubblico. Si vuole celebrare un grande artista, un pensatore raffinato, un ecologista ed economista anticipatore di temi e tendenze. Al centro del palcoscenico c’è Mariano Rigillo, rinchiuso dentro una gabbia, la stessa che nell’estate del 1945 ospitò Pound sessantenne nel campo di prigionia dell’esercito americano presso Pisa. Con quella gabbia iniziarono 13 anni di reclusione in manicomio criminale. Pound fu liberato nel 1958.

 

Ora, dopo 70 anni, il poeta è ‘tornato’ per chiedere agli spettatori di giudicarlo, per avere quel processo che non ha avuto. L’autore del testo e regista dello spettacolo Leonardo Petrillo descrive il suo lavoro «uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia, per la libertà, per l’usura, che corrode il mondo… L’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, “a rendere le cose coerenti”; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini. È una messinscena che tutto mostra e tutto nega. La scena è spoglia, a eludere sé stessa. La musica è distorsione del reale. I video montano e smontano il concetto stesso di materico, come un bimbo che gioca a creare. Solo la parola, ghianda di luce, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio, finale e definitivo apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà. A ragione della memoria».

Ezra in gabbia. O il caso Ezra Pound
16, 17 novembre 2018

Teatro Goldoni - Venezia
www.teatrostabileveneto.it


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UN GIORNO CON EZRA

[aggiornamento 12.11.18]

Lo spettacolo del Teatro Stabile del Veneto si inserisce nell’ambito di VenEzra, programma culturale promosso dalla Regione Veneto con il patrocinio del Comune di Venezia e ideato da Francesca Barbi Marinetti e Leonardo Petrillo, che ripercorre la vita e le opere dell’intellettuale e il suo rapporto con la città lagunare,ultima amata dimora del poeta, luogo di libertà. Il progetto della durata di cinque mesi, prevede una serie di incontri di approfondimento, la proiezione del video inedito dell’intervista di Pasolini a Pound, spettacoli teatrali e mostre monografiche dedicate al poeta e alla sua Venezia.
 
Venerdì 16 novembre, nel foyer del Teatro Goldoni alle ore 17 il giornalista, scrittore e filosofo Marcello Veneziani inaugura il progetto VeneEzra con una conferenza-spettacolo con reading dai Cantos e da altri testi di Pound: Pensieri e Versi. Al termine della conferenza il programma della giornata prosegue con la proiezione dell’intervista televisiva di Pier Paolo Pasolini a Ezra Pound (1968) Un’ora con Ezra Pound. Dagli archivi di Rai Teche, e nella versione digitalizzata grazie all'intervento della Cineteca di Bologna, viene presentata in forma integrale la preziosa testimonianza filmata dell'incontro avvenuto a Venezia nell'autunno del 1968 tra Pier Paolo Pasolini, ancora giovane e visibilmente emozionato, e il poeta americano Ezra Pound.