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Universi paralleli. Candiani Groove scorre tra le dita
Written by Redazioneweb2   

cristina-dona.jpgUnire due corpi in uno, in un fremito di passione. È l’illusione che regala il tango con il suo gioco di gambe che si allacciano in ganci e mezzelune, di piedi che disegnano semicirconferenze complementari sulla pista della milonga, di teste che si confrontano in un unico profilo. Alma de Tango, al Candiani il 5 dicembre, è un gioco di seduzione velato di nostalgia, intreccio di sguardi e tocchi leggeri tra languidi abbandoni e scatti repentini, il tutto coniugato in coreografie di danza che sanno esaltare e appassionare il pubblico.

 

Già impegnato nella scrittura di testi e musica per altri artisti, Mirkoeilcane nel 2016 decide di avviare una carriera musicale da solista, che lo porterà al Candiani il 7 dicembre. Viene poi selezionato alla 68esima edizione del festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il brano Stiamo tutti bene arrivando secondo, ma vincendo anche il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo, il Premio della Critica Mia Martini, il Premio Enzo Iannacci di NuovoImaie e la Targa PMI. Con musica e parole di Mirko Mancini, prodotto da Steve Lyon (già produttore di Paul McCartney, Depeche Mode, The Cure) il brano è un vortice sonoro in cui l’ascoltatore viene risucchiato ad ogni minuto in cui il brano avanza e le parole assumono colori sempre più intensi.

 

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Tra le più raffinate autrici e interpreti della canzone italiana, Cristina Donà è protagonista di una sorta di “canzoniere dell’acqua”, concerto in cui propone alcuni dei suoi brani più celebri a partire da Goccia ma anche composizioni dei suoi autori del cuore: da Robert Wyatt, omaggiato con Sea Song e Maryan, a Nick Drake con Riverman e Way to Blue o Nick Cave con The Weeping Song e The Ship Song, fino a Onda su onda di Paolo Conte e Com’è profondo il mare di Lucio Dalla. A intessere le trame sonore tra questi universi é uno dei suoi storici collaboratori e fra i più interessanti batteristi della scena italiana, Cristiano Calcagnile, che per questa nuova produzione ha coinvolto cinque amici e magnifici musicisti.

 

«Arriviamo dall’acqua - spiega la cantautrice milanese - e nell’acqua, a volte, torniamo, fisicamente o metaforicamente, attratti dalla sua potenza senza rivali, dalla sua inafferrabilità, dal suo trasformismo, dalla nostra dipendenza da essa. L’acqua è entrata spesso nelle mie canzoni, ed ho amato in modo viscerale alcuni brani degli artisti che hanno nutrito e idratato la mia vita artistica e personale». A gennaio spazio all’improvvisazione di musica persiana il 26, preceduta il 20 dal Michael Formanek Trio, con la stessa Mary Halvorson ammirata ad inizio novembre con il suo ottetto a Ca’ Foscari.

«Candiani Groove»
5, 7, 14 dicembre, 20, 26 gennaio 2019 Centro Culturale Candiani-Mestre
www.culturavenezia.it/candiani