VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow TEATRO arrow INTERVISTA | La sconfitta dei confini. Luisa Ranieri si racconta in "The Deep Blue Sea"
INTERVISTA | La sconfitta dei confini. Luisa Ranieri si racconta in "The Deep Blue Sea"
di Fabio Marzari   

_dsc9303.jpg

Luisa Ranieri, un volto tra i più amati dal pubblico televisivo e cinematografico, è in tournée con lo spettacolo The Deep Blue Sea di Terence Rattigan con la regia di Luca Zingaretti. A dicembre, dal 12 al 16, al Teatro Toniolo di Mestre e a gennaio, dal 9 al 13, al Teatro Verdi di Padova. Uno spettacolo convincente nella recitazione e nella regia, un dramma borghese contenuto in una storia d’amore e di passione, scritto nella metà degli anni ‘50, capace di mantenere una forza attuale nella narrazione e nello svolgimento della vicenda. Luisa Ranieri interpreta con grande bravura il ruolo di Hester Collier Page sapendo connotare il personaggio di sfumature borghesi di estrema eleganza simbolica, creando un’inevitabile dicotomia con la dimensione del dramma di una donna dotata di grande potenza e forza. La storia si sviluppa nell’arco di una sola giornata e inizia con la scoperta, da parte dei vicini, del fallito tentativo di Hester di togliersi la vita utilizzando il gas.

 

La donna ha lasciato il marito, un facoltoso e influente giudice dell’Alta Corte, perché innamorata del giovane Freddie Page, un contadino, ex pilota della Raf, dedito all’alcool. La relazione, nata sull’onda della passione e della sensualità, si spegne progressivamente a causa delle difficoltà economiche, della differenza di età e di ceto. Alla fine della giornata, grazie all’intercessione di Mr. Miller – un vicino di casa, ex dottore, radiato dall’albo per ragioni sconosciute – Hester si vede costretta a prendere una decisione particolarmente difficile. Questi due reietti, emarginati dalla società per il loro eccessivo amare, si scoprono legati da una curiosa e commovente solidarietà. Sul palco, accanto a Luisa Ranieri, ruota una compagnia eccellente, armonica e di perfetto contorno: Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Francesco Argirò, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa e Giovanni Serratore.

 

 

The Deep Blue Sea è una straordinaria storia d’amore e di passione. Che cosa l’ha colpita in questo testo del 1955 di grande e stringente attualità?
Mi ha colpito proprio il suo essere attuale, perché è un testo che parla di identità, di quanto è importante sapere chi si è per evitare poi di cercare di raggiungersi attraverso amori sbagliati o altri errori. La modernità di The Deep Blue Sea è la cosa che mi ha sorpreso di più, perché anche se è un’opera degli anni Cinquanta parla di come siamo noi oggi, della nostra incapacità di cercare gli amori giusti.

_dsc9182.jpgCome sta reagendo il pubblico di fronte a questo “dramma” borghese sulle conseguenze dell’amore?
È straordinario, stiamo ricevendo ogni sera un calore dal pubblico davvero inaspettato. In molti si riescono a riconoscere nella storia e nei personaggi. Inoltre, secondo me, l’aspetto contemporaneo dell’opera, ben sottolineato dalla regia (di Luca Zingaretti, n.d.r.), deriva dal fatto che nessun personaggio viene mai ‘criminalizzato’, ognuno a ben vedere ha le sue ragioni e per comprenderle è sufficiente spostare il punto di vista. Il giovane ragazzo ha le sue ragioni, come ne ha di sue la protagonista, che paga le conseguenze di aver scelto un uomo incapace di amare proprio per una questione di età, e poi quel marito, così borghese e dall’ottima posizione sociale, che a modo suo si sforza, senza riuscire mai ad arrivare dove lei vorrebbe, ma che proprio per questo suo impegno non può essere colpevolizzato. L’aspetto intrigante di questo testo è che dipende dai punti di vista da cui lo si osserva, non permette mai di prendere una posizione assoluta nei confronti di un personaggio proprio perché alla fine ognuno ha comunque le sue motivazioni nell’agire in un determinato modo.

Domanda inevitabile: come riesce a conciliare il ruolo di protagonista con la regia di suo marito Luca Zingaretti? Si riescono a scindere i due ruoli lavoro/famiglia?
Sì, assolutamente. Devo dire che senza accordarci precedentemente ci siamo trovati ad avere un approccio estremamente professionale, nel rispetto assoluto dei reciproci ruoli, e abbiamo lavorato benissimo insieme. Questa è la prima regia di Luca senza essere anche in scena e il risultato – e non lo dico come giudizio di parte! – ha premiato la sua lettura del testo. Ho una grande stima verso Luca come professionista e quella sua capacità introspettiva, che lo accompagna sempre anche nella vita, è una cosa che è riuscita davvero ancora a sorprendermi e affascinarmi nel suo lavoro con i personaggi.

La compagnia in scena è perfettamente rodata, ma quando ho visto lo spettacolo a Treviso al Comunale qualche settimana fa eravate quasi al debutto. Quale alchimia vi ha unito
?
Devo confessare che è stato molto semplice, quasi naturale, perché siamo tutti attori professionisti con una storia alle spalle e umanamente tutte persone piacevoli, cosa che non guasta mai. Lavorare a questo spettacolo è stato ed è un viaggio bellissimo e di questo bisogna dare ulteriore merito a Luca e al suo modo di lavorare sapendo fare squadra. Ha scelto e messo insieme il gruppo ed è riuscito a infondere la giusta energia per amalgamarlo.

Quali differenze nel suo essere attrice trova tra recitare al cinema, in televisione e a teatro? E come ha declinato le sue personali sfumature attoriali sul palcoscenico?

A dire il vero io non faccio molta differenza tra i diversi mezzi, perché li affronto tutti con lo stesso piglio. La differenza nel teatro è l’immediatezza del mezzo: in un piano sequenza di un’ora e quaranta minuti vivi l’intera avventura del personaggio, dall’inizio alla fine, invece nel cinema e nella televisione il lavoro sul lungo tempo è più razionato. La cosa che più mi piace del teatro è proprio il viaggio “senza fermate” che ti permette di fare a ogni recita con il personaggio. Luca ci ha chiesto naturalmente di usare un registro teatrale, perché la voce a teatro va modulata in modo che il pubblico possa sentire, ma di mantenere un’attitudine alla recitazione quasi cinematografica. Una contaminazione che ha fortemente voluto inserire nello spettacolo e che siamo molto felici sia stata colta e apprezzata anche dal pubblico.

_dsc9270.jpgNel teatro il rapporto con il pubblico è prioritario e unico. Quali emozioni e quali paure le regala questo rapporto diretto, trovandosi ogni sera davanti a un pubblico diverso.
Il bello è proprio questo: nel viaggio con il mio personaggio incontro donne e uomini diversi, in base alle regioni. Il nostro è davvero un Paese particolarissimo, perché spostandosi di città in città si possono incontrare mondi completamente diversi e quindi è interessante osservare anche quale sia il senso dell'umorismo nelle diverse zone d’Italia. In alcune regioni il pubblico ride e si commuove in determinati passaggi dello spettacolo, mentre in altre regioni succede che gli spettatori rispondano in punti che non avrei mai immaginato. Una diversità che è molto interessante per un attore. Io già nei primi cinque minuti dello spettacolo percepisco quale tipo di pubblico ho davanti.

Molto convincenti sono la sua identificazione nel personaggio e la regia, che riesce a infondere a ogni momento un’atmosfera diversa. L’insieme sarebbe anche potuto risultare claustrofobico, l’ambientazione unica avrebbe potuto dare un senso di oppressione, invece quello che emerge alla fine è il ritratto di una donna molto libera, che vuole e sa scegliere.

Sì, Hester è una donna che ha sconfitto i suoi confini.

Quali sono i suoi progetti futuri dopo il teatro?
Per ora non saprei dirlo… L’anno prossimo continuerò a portare in tournée questo spettacolo, poi ho una serie di progetti in via di definizione sia al cinema che in televisione, ma non riesco adesso a immaginarmi in proiezione. Io sono proprio una persona da “qui e ora”, cerco di vivere il momento, sennò mi viene l’ansia!

 

 

The Deep Blue Sea
12-16 dicembre 2018

Teatro Toniolo-Mestre

www.comune.venezia.it

9-13 gennaio 2019

Teatro Verdi-Padova

www.teatrostabileveneto.it