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Il vicino di posto. Henry James e i suoi fantasmi
di F.M.   
mondello-sito.jpgl riferimento a The Others di Alejandro Amenábar con Nicole Kidman del 2001 è inevitabile, il film fu ispirato dalla novella di Henry James Giro di vite, scritta nel 1898. Il racconto è un capolavoro di ambiguità che fin dal titolo glissa sul significato di quanto si legge. Il prologo spiega il cosiddetto “giro di vite” come l’inasprimento di una situazione drammatica data dal fatto che ne sono protagonisti due fanciulli.

 

«Naturalmente ci sono gli altri. Ci sono gli altri – ci sono veramente gli altri…» (H.J.).
Molto prima della pellicola cinematografica Carmelo Bene lo definì «il più pauroso film dell’orrore mai realizzato». Non parlava di un’opera cinematografica, ma di questo romanzo breve, un ‘unicum’ nella storia della letteratura, l’ambiguo, oscuro, misteriosissimo Giro di vite. Un capolavoro che ancora oggi a distanza di anni continua a porre inquietanti interrogativi nella mente dello spettatore. Che cos’è la realtà? Dove finisce il mondo dei vivi e dove comincia quello dei trapassati? Che cosa vediamo veramente? Che cosa crediamo di vedere? È un mondo denso di nebbie quello in cui ci fa sprofondare la tesa narrazione.


Il regista Giancarlo Marinelli ha adattato il testo di Henry James per il teatro e ha puntato sull’affascinante Romina Mondello, sulla forza interpretativa di Fabio Sartor e sul volto da eterno ragazzo di Primo Reggiani. In un’atmosfera tesa e allucinata, carica di sciagura, l’autore ambienta una vicenda complessa, che solo in apparenza è una storia di fantasmi. Scrive Marinelli nelle note di regia: «Gli spettri esistono solo per chi li vede. Sono solo suoi. Angeli custodi delle nostre tenebre individuali.

 

e047123b-a502-4cd2-876b-61e21303ece6-khjb-u460705035724556rd-1024x682corriereveneto-web-veneto.jpgChe cosa fa la nostra eroina? Non le interessa tanto convincere Miss Grose circa la consistenza di quelle apparizioni; quanto fare in modo che nessun altro, soprattutto i bambini, li veda. E se anche lo spettatore, tutte le volte che si siede in un teatro, vedesse un fantasma che è solo suo? Se anche lo spettatore, a un certo punto, si rendesse conto che ciò a cui assiste non è per niente condiviso, percepito, visto nella stessa maniera, da chi gli è seduto a fianco?».

 

Il regista invita il pubblico a immaginare: «uscite dalla sala e dite al vostro vicino di posto: “Era molto bello il costume in seta di quella anziana signora alla fine del primo atto”. E l’altro spettatore: “Vestito in seta? Anziana signora? Ma dov’erano?”. Questo è ciò che vi capiterà. Vedrete ciò che gli altri non vedranno. E lo vedrete perché il Teatro vedrà soltanto voi. E sarete profondamente indecisi, profondamente impauriti. Ho visto un fantasma o il fantasma ha visto me?».

Giro di vite
13-16 dicembre 2018

Teatro Goldoni - Venezia
www.teatrostabileveneto.it