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Home arrow TEATRO arrow Il solco della memoria. Per i 150 anni l’omaggio dell'Ateneo ai cafoscarini caduti
Il solco della memoria. Per i 150 anni l’omaggio dell'Ateneo ai cafoscarini caduti
di Livia Sartori di Borgoricco   
foto_gruppo_per_newsletter.jpgC’è un piccolo, antico cortile a Ca’ Giustinian dei Vescovi, sede centrale dell’Università Ca’ Foscari, poco noto e in posizione defilata rispetto al via vai quotidiano – non lo conoscono molti studenti, ma nemmeno molti veneziani. È il Sacrario della Niobe, principessa della mitologia greca punita da Apollo e Artemide con l’uccisione di tutti i suoi quattordici figli perché colpevole di essersene gloriata, in cui su grandi lastre di pietra sono incisi i nomi dei più di duecento cafoscarini – studenti, ex-studenti e professori – caduti durante i conflitti del Novecento.

 

I 150 anni dell’Ateneo, celebrati proprio quest’anno, sono stati l’occasione per rendere omaggio anche a loro, dando vita a Tutto il tempo in un cortile: il Sacrario dei caduti cafoscarini, un progetto interdisciplinare coordinato da Francesca Bisutti e condotto da docenti e borsisti che ha intessuto aspetti storici, artistici, culturali e conservativi, riuscendo così a ricostruire le vite di molti dei giovani caduti.

 

Questa sorta di Spoon River universitaria è consultabile da tutti attraverso un archivio digitale, che pure nella freddezza del mezzo tecnologico, riesce a essere fortemente emozionale e restituire una galleria di giovani dallo sguardo aperto e fiero, più un inno alla gioventù e alla vita che un catalogo di morte.

 

E serbi un sasso il nome: memorie dei cafoscarini caduti è una costola di questo più ampio progetto, un lavoro teatrale diretto da Stefano Pagin con la drammaturgia di Paola Bigatto in cui tutta la documentazione servita a ricostruire le storie dei giovani caduti, diari, lettere, atti notarili, testimonianze, ha preso la forma di uno spettacolo in cui i giovani di oggi vestono i panni dei giovani di allora.

 

niobe__spazi_espositivi_800_x_400.jpgInterpretato dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Veneta, lo spettacolo, in scena il 18 e 19 dicembre (ore 20.30) al Teatro Ca’ Foscari di Santa Marta, racconta le molte, piccole storie che tutte insieme portano alla Storia.

 

Il cortile-sacrario, rievocato sulla scena, innesca un doppio livello di racconto in cui lo ieri e l’oggi si intrecciano, in cui gli ideali, anche contraddittori, e i comportamenti quotidiani in tempo di guerra del mondo universitario di allora si misurano con quelli del presente. Ecco quindi che diplomi di laurea ad honorem, o un tesserino universitario dell’anno accademico 1913/1914 con ancora due stelle alpine conservate, o ancora un intero corpus di lettere dal fronte diventano il tramite per scoprire, anche lasciando spazio all’immaginazione, le vite di tutti questi figli di Niobe.

E serbi un sasso il nome: memorie dei cafoscarini caduti
18, 19 dicembre 2018

Teatro Ca’ Foscari, Santa Marta - Venezia
www.unive.it