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Il ritratto del sé. Fotografia, sostantivo femminile e ‘personale’
di M.M.   

under-pressure--guia-besana-low.jpg«Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. È curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima?» (Concita De Gregorio).

Una cinquantina di scatti di cinque affermate fotografe italiane – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – compongono la mostra Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione, che apre il primo dicembre alla Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco. L'idea è di dare visione alle pagine dell'omonimo libro di Concita De Gregorio, edito da Contrasto, in cui la giornalista ha a lungo conversato con le fotografe sul tema dell’autorappresentazione ma non solo.

 

«A tutte loro ho chiesto delle loro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia». Le immagini surreali e narrative di Guia Besana si affiancano ai primi autoritratti accostati alle immagini piene di fascino di luoghi abbandonati di Silvia Camporesi, e alla serie degli affetti familiari e delle fotografie scattate nelle case abitate temporaneamente da Anna Di Prospero a New York. Gli autoritratti di Simona Ghizzoni sono una specie di terapia per conoscersi e liberarsi dalla paura di vivere, mentre Moira Ricci riflette attraverso video e fotografie sulla sua incapacità di sentirsi della “dimensione giusta”.

«Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione»
1 dicembre 2018-3 febbraio 2019
Fondazione Bevilacqua La Masa, Piazza San Marco 71/c

www.comune.venezia.it