VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ZOOM arrow Giorno della memoria 2019. Contro razzismi vecchi e nuovi
Giorno della memoria 2019. Contro razzismi vecchi e nuovi
di Renato Jona   

memoriavenezia.jpg

Quest’anno sono 18 anni dall’istituzione del Giorno della Memoria. Merita riflettere se questo tempo sia stato speso in modo proficuo o se potevamo fare meglio, se abbiamo dedicato in modo efficace le nostre attenzioni o se una inutile, addirittura dannosa ritualità ci abbia ingannato. Con il passare degli anni muta il contesto, la storia va avanti, sempre più veloce. Ma in quale direzione? Si ripetono errori del passato? Quali le spinte politiche nuove? Sentiamo ancora pressanti le esigenze che hanno fatto emanare la legge del 20 luglio 2000 n. 211, istitutiva del Giorno della Memoria?

 

Se, sul tema, vogliamo renderci conto della realtà in cui viviamo, pochi, precisi elementi sono sufficienti a darcene un’idea: la CNN ha consultato ben 7000 persone in 7 Paesi d’Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria, Polonia, Svezia, Ungheria). Si tratta di un campione significativo, utile e sufficiente, anche per la omogeneità degli esiti ad allarmarci, a farci constatare in quale mondo viviamo, in quale direzione possiamo e dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni: in Francia, ad esempio, il 20% dei giovani interrogati (tra i 18 e i 34 anni) non ha la benché minima idea del genocidio degli ebrei consumato nell’ultima guerra; in Austria, il 12% dei giovani non ha mai sentito parlare di Shoah! Nei paesi sopra indicati, scelti per l’indagine dalla CNN, il 18% addossa la colpa dell’antisemitismo al comportamento degli ebrei, in generale!


Se nei primi anni del dopoguerra il pudore o, meglio, la vergogna impediva di esternare apertamente sentimenti e pregiudizi antisemiti (che peraltro qualcuno avanzava sporadicamente, sotto forma di negazionismo), oggi gli stessi sentimenti ostili e prevenuti si presentano in forma più consistente (ben il 28%), giustificati spesso da ostilità nei confronti dello Stato di Israele.


L’ignoranza, la mancanza di leggi adeguate (o, se esistenti, la voluta non applicazione delle stesse) sono l’humus perfetto che consente il prosperare, nelle varie nazioni, di un sempre maggiore, sfrontato antisemitismo, da molti sottovalutato, da altri deliberatamente ignorato.


Il razzismo, fenomeno a dir poco spregevole, che si riteneva dopo la II Guerra Mondiale e fino a qualche anno fa, decisamente superato, viene oggi nuovamente utilizzato come argomento per effettuare esecrabili distinzioni. E, come osservava anche recentemente il prof. Piero Guido Alpa, noto giurista, i diversi modi di distinguere gli individui (per conformazione anatomica, preferenza sessuale, culto religioso ecc.) costituisce strumento di potere, di aggregazione, di prevaricazione, di sfruttamento, di discriminazione. Non diverso, in proposito è anche il pensiero contenuto nel Saggio sui diversi di Hans Mayer.


A 80 anni dalle vergognose leggi razziali, emanate proprio per lo scopo appena esposto, i timori di una ricaduta non sembrano esagerati e la dignità umana nuovamente minacciata. La storia, dicevamo, con i mezzi di comunicazione a disposizione, oggi corre più veloce. Non è ancora scomparsa la generazione che ha personalmente fatto terribili esperienze (che porta ancora sul braccio un marchio infame, un numero che, nelle intenzioni di chi marchiava, voleva snaturare l’essere umano fino al punto di cancellarne il nome sostituendolo con un numero) e già ritornano lampi funesti (sembra caduto ogni ritegno, pare una conquista esternare liberamente ogni meschinità, ritornano il “prima alcuni, poi altri”, il nazionalismo, il negato diritto alla vita di una categoria di persone, la negata uguaglianza di fronte alla legge). La sensazione è che si tralasci, volutamente o meno, la tutela di questi valori, indispensabili, fondamentali per una pacifica convivenza per preferire… E’ necessario quindi potenziare l’educazione e rafforzare la legislazione contro il razzismo e l’antisemitismo.


Il Presidente Mattarella saggiamente ha voluto di recente soffermarsi e distinguere tra il sano patriottismo e l’esecrabile nazionalismo che porta necessariamente ad atteggiamenti aggressivi, non giusti e pericolosi. ll Giorno della Memoria, oggi più che mai, non deve essere semplicemente una data sul Calendario, ma deve servire a prendere atto della situazione, a diffondere tra i giovani la conoscenza del passato per trarne una urgente lezione per il loro futuro. Altrimenti, come indicato da Liliana Segre, la Shoah tra poco si ridurrà ad una riga sui libri di storia, nel mare della colpevole, indecente indifferenza.

 

di Renato Jona