VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow VENICENESS arrow Senso contemporaneo. 9 Bistrot, l'ambizione a tavola
Senso contemporaneo. 9 Bistrot, l'ambizione a tavola
di Fabio Marzari   

_mg_7094.jpgNon era compito facile quello di dare anima ad un luogo contenuto all’interno di una realizzazione architettonica importante e ambiziosa come M9 di Mestre. Il Museo del Novecento è ancora un infante che sta muovendo i suoi primi passi, ma la direzione intrapresa sembra essere quella giusta per poter affermare che una nuova idea di città sta prendendo forma grazie alla sua spinta propulsiva. Ogni realizzazione legata al Museo è il derivato di un pensiero che sostanzia idee sviluppate in maniera integrata con la realtà urbana rappresentata da Mestre, ircocervo architettonico riflesso di un periodo storico segnato da crescita selvaggia e disordinata e da cui, paradossalmente, si è saputo creare un’ identità dal caos apparente. Nella scelta della ristorazione museale non bastava dunque attrezzare uno spazio in maniera anonima o convenzionale, era necessario riportare il leitmotiv progettuale e concettuale scelto da Louisa Hutton e Matthias Sauerbruch per dare veste di continuità con tutto l’edificio.

 

9 Bistrot diviene elemento vitale dell’intero progetto, punto di aggregazione e di unità sancito dalla scelta dei materiali d’uso: cemento, legno di faggio da costruzione e trachite, gli stessi dell’intero edificio.

 

Anche il perimetro fisico, abbracciato da uno specchio, moltiplicatore di ‘viste impreviste’, secondo l’efficace definizione datane dall’architetto Paolo Lucchetta, che ha curato sin dal 2012 il progetto della parte non strettamente museale di M9, riporta le irregolarità delle forme dell’edificio complessivo. 9 Bistrot riflette lo spirito più profondo del Museo e assume una valenza quasi urbanistica, le forme geometriche irregolari sono un frattale di rimando alla frammentazione di idee su cui è cresciuta la città di Mestre, che sottendono al progetto complessivo medesimo.

 

_mg_7078.jpgL’intervento effettuato riveste scelte precise nella modalità di utilizzo del luogo secondo i vari momenti della giornata e ogni dettaglio, dalla luce, alle sedie, al suono, preludono alla fruizione non passiva degli spazi. Ogni aspetto presenta una diversa funzionalità e anche le sedie, in questo caso di design nordico, non possono essere le stesse per i vari ambiti: diverso è il caso di un lunch veloce rispetto ad una cena oppure ad un cocktail-aperitivo. A diverse predisposizioni equivalgono altrettante soluzioni, che non rappresentano un esercizio di stile ma la risposta a scenari diversi, un ‘trattamento del valore’ - sempre secondo le parole di Lucchetta - che tiene conto di una maggiore consapevolezza nei bisogni di qualità, garantiti dall’esperienza del Gruppo ‘Molo di Venezia’, che dallo storico e inappuntabile ‘Caffè Concerto’ di Favaro, fino alla ristorazione in Biennale, si contraddistingue per la credibilità dell’operato svolto.

 

L’architettura non ha rappresentato un alibi per i fornelli, la bontà delle proposte e le declinazioni dell’accoglienza e del servizio rimangono dei punti fermi irrinunciabili. L’attenzione agli elementi sensoriali, oltre al gusto, divengono in tutto e per tutto terreno di coltura per la crescita di una visione esperienziale complessiva. M9 e 9 Bistrot sono un segnale di vitalità insperata, che ha già portato all’avverarsi di un nuovo e ulteriore passo in avanti con la creazione di un distretto di produzione, una smart city che si nutre di idee e non solo.


9 Bistrot
Distretto M9-Mestre
www.9bistrot.it