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Home arrow ZOOM arrow Linee di partenza. Waterlines, un nuovo intenso anno di residenze
Linee di partenza. Waterlines, un nuovo intenso anno di residenze
di Redazioneweb   
Albert OstermaierDrammaturgia, narrativa, diritti umani e giornalismo diventano evento. Sono questi gli ingredienti delle residenze 2019 di Waterlines, progetto di Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale Ca’ Foscari e San Servolo srl, che vede nascere originali collaborazioni fra artisti ospiti nell’isola di San Servolo.

 

Il 2019 è inaugurato dal drammaturgo Albert Ostermaier, autore tra i più apprezzati nella scena teatrale tedesca ed europea. In collaborazione con il Teatro Ca’ Foscari, Ostermaier lavora sul tema Una libbra di carne. Venezia. Gli invisibili, impegnandosi in una serie di laboratori teatrali in lingua inglese e tedesca rivolti agli studenti del Collegio, dell’Università Ca’ Foscari e delle scuole (maggiori informazioni sono reperibili a questo link.

 

La residenza veneziana di Ostermaier si conclude al Teatro Ca’ Foscari mercoledì 27 febbraio alle ore 16.30 con uno spettacolo messo in scena dagli studenti.


Nella prima metà del mese di aprile è in programma un’altra residenza, realizzata in collaborazione con Incroci di Civiltà, che avrà come protagonista la scrittrice messicana Guadalupe Nettel. Autrice di numerose raccolte di racconti, che le sono valse importanti riconoscimenti fra America Latina ed Europa, ha visto pubblicato da Einaudi nel 2013 il suo primo libro tradotto in italiano, Il corpo in cui sono nata.


Per la fine di maggio 2019 è in programma un evento speciale, una tavola rotonda su Rothko a Lampedusa, il progetto espositivo che UNHCR – l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – presenterà a Palazzo Querini in occasione della 58. Biennale Arte di Venezia.

 

Aperto al pubblico, l’incontro permetterà di conoscere le storie e le aspirazioni di sei artisti internazionali emergenti selezionati da UNHCR. Accomunati dalla condizione di rifugiati, gli artisti resteranno in residenza nell’isola di San Servolo un intero mese e avranno l’opportunità di creare relazioni utili a sviluppare le loro carriere artistiche. L’obiettivo del progetto è quello di far vedere i rifugiati non più attraverso lo stereotipo del costo e del peso sociale, ma di farli conoscere come artisti dalle grandi potenzialità creative.


In autunno, l’ospite atteso è l’olandese Frank Westerman, giornalista freelance impegnato per molto tempo nel Continente africano, in Medio Oriente e nei Balcani. La sua importante esperienza sui fronti caldi del mondo lo ha portato a scrivere romanzi-reportage attraverso cui scandagliare i temi del razzismo, dell’identità e del potere. L’enigma del lago rosso, Ararat e Pura razza bianca sono tra i testi da ricordare.
waterlinesproject.com