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Libertà di espressione. L'universo femminile nell'arte di Valeria Costa
Written by M.M.   

87441-valeria_costa_22la_veronica_22_1980_circa_olio_su_tela_70x100cm_valeria_costa_piccinini_heritage_fund.jpgNonostante l’arte sia un terreno di assoluta libertà di linguaggio e di sentire, appare ancora stridente il rapporto che connota la presenza maschile e quella femminile nel panorama contemporaneo e più ancora volendo ripercorrere il Novecento.

 

The Women’s Burden. Sulle tracce di un neo-espressionismo al femminile è in questo senso una mostra sorprendente perché racconta attraverso una selezione di opere dal forte impatto emotivo come l’artista Valeria Costa (1912–2003) abbia abbracciato i principi del linguaggio neo-espressionista con entusiasmo nonostante la crudezza fosse apparentemente poco gradita alle artiste donne, tanto che tra le fila di questa tendenza internazionale si ricordano ben pochi nomi femminili.

 

L’uso violento del colore e della materia pittorica, l’interesse quasi ossessivo per la figura umana che appare spesso deformata nei tratti e nelle proporzioni, tormentata, afflitta dal peso di una profonda inquietudine esistenziale, sono infatti la cifra distintiva di questa serie di lavori che la Costa realizzò tra la fine degli anni ‘60 e gli anni ‘80.

 

Le opere in mostra colpiscono per il modo assolutamente originale con cui viene raccontato l’universo femminile: nascita, maternità, famiglia, morte, guerra, paura, difesa, sono le parole chiave che ispirano questi dipinti. Nata a Roma nel 1912, inizia la sua carriera artistica nella seconda metà degli anni ‘30, dopo aver studiato pittura all’Accademia di Belle Arti e alla Scuola di Nudo di Roma.

 

Alla sua esperienza con il fratello Orazio Costa come costumista e scenografa teatrale, si affianca la produzione di dipinti e una costante ricerca di generi e stili pittorici estremamente diversi. Dall’iniziale fascinazione per la nuova oggettività tedesca e il realismo magico italiano, con evidente influenza della Scuola Romana, ben presto comincia a sperimentare l’astrattismo, che le garantisce una maggiore libertà di espressione e che resterà una costante nella sua produzione fino agli ultimi anni di vita.

  valeria-costa-misericordia.jpg

La figurazione si fa invece più materica, carica di una certa aggressività del tratto e di una violenza gestuale che meglio si addice ai temi che l’artista inizia ad affrontare in quegli anni, mostrando aderenza al neo-espressionismo, ponte tra le esperienze della Scuola Romana e quelle della Transavanguardia. La mostra, curata da Pier Paolo Scelsi e Valentina Gioia Levy, che inaugura il 15 febbraio, è ospitata nel complesso monumentale di Palazzo Contarini del Bovolo e realizzata in collaborazione con Fondazione Venezia Servizi (I.R.E.) e con il supporto di Valeria Costa Piccinini Heritage Fund

 

«The Women’s Burden»

16 febbraio-28 aprile 2019

Palazzo Contarini del Bovolo

San Marco 4303 - Venezia
www.gioiellinascostidivenezia.it

www.valeriacosta.org