VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow L’ultima età dell’oro. La magistrale lezione di Canaletto a Venezia
L’ultima età dell’oro. La magistrale lezione di Canaletto a Venezia
di Sara Bossi   
canaletto_il_canal_grande_da_palazzo_balbi_a_rialto_1722_ca.jpg«Troppo varia si vide esser ella (la pittura) nelle opere degli artefici di quei tempi. Cagion di ciò fu che non solamente parte di essi seguirono le scuole de’ forestieri accasati in Venezia, e parte assecondando la libertà del genio uno stile proprio si formarono; ma vi fu chi uscendo di Patria e portandosi a fare i maggiori suoi studi nelle altre scuole d’Italia, ne riportò con le apprese dottrine, le immagini che vedute avea, e costantemente seguille; onde per tutto ciò si può conchiudere, che si videro allora in Venezia tante maniere quanti erano quelli che li dipingevano».

 

È il 1771 e all’occhio attento del contemporaneo Anton Maria Zanetti appare già tutta la ricchezza e la varietà della proposta artistica che Venezia offre nel Settecento. La città dell’epoca è un centro dinamico, in grado di assumere, grazie ai suoi artisti, un ruolo determinante a livello internazionale, in contraddizione con la situazione politica, sociale ed economica della Repubblica. Già stremata dalla disperata e vana difesa di Candia (1644/69), nuovamente impegnata in logoranti e inutili tentativi di riconquista nell’Egeo, la Serenissima nel XVIII secolo si trova emarginata dal gioco politico europeo, in una condizione di passiva neutralità, che sfocia in un rigido e nostalgico conservatorismo.


L’immagine di una Venezia opulenta e fastosa non corrisponde più al vero e sopravvive solo nella pittura, negli apparati effimeri delle feste, nelle magnifiche quanto anacronistiche cerimonie pubbliche. È in questa realtà, così profondamente disomogenea, che operano architetti, scultori, artigiani, ma soprattutto pittori. Canaletto e Venezia, la grande mostra a cura di Alberto Craievich in collaborazione con RMN – Grand Palais Parigi, indaga questo secolo straordinario, attraverso il caleidoscopico mondo dell’arte e il suo protagonista, Giovanni Antonio Canal.


Le sale di Palazzo Ducale ospitano il racconto dell’ultima geniale interpretazione del Barocco, con Tiepolo e Piazzetta; del gusto Roccocò, anticipato dal Ricci e interpretato in modo originalissimo dal Guardi. Nell’ambito delle ricerche sulla “realtà”, naturale o di costume, si dà spazio, oltre a Canaletto, a Carlevarijs, a Bellotto, al pittore di genere Pietro Longhi, alla ritrattista Rosalba Carriera. E non solo… al protoromantico Piranesi e al grande Canova, che chiude il percorso e il secolo con una nuova visione del mondo, quella introdotta dal Neoclassicismo.


Ma Venezia nel ‘700 è anche arte dell’incisione, del vetro di Murano, dell’oreficeria e della manifattura di porcellane. È la città vivace e cosmopolita, meta imprescindibile del viaggio italiano di amatori e turisti (Grand Tour), soggiorno di diplomatici, uomini d’affari, mercanti. Soprattutto ai residenti stranieri, come il console inglese Joseph Smith, politico ma anche collezionista e mecenate, si deve l’apertura dell’Europa all’arte veneziana e insieme lo stimolo per quest’ultima al rinnovamento a contatto con le correnti di gusto europeo. La frequenza e la continuità dei soggiorni di artisti veneziani all’estero, frutto di questi rapporti, sono certo segno di prestigio internazionale. E, ancora una volta, la lezione di Canaletto è magistrale…

«Canaletto e Venezia»
23 febbraio-9 giugno 2019

Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
palazzoducale.visitmuve.it