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CARNEVALE DI VENEZIA 2019 | Il meglio del programma ufficiale
di Redazioneweb2   

festaveneziana.jpg

FESTA VENEZIANA SULL'ACQUA

16 FebbraioFebruary

Rio di Cannaregio h. 19-21

Prologo al Carnevale, la Festa Venezia sull’acqua è diventata un vero e proprio appuntamento da non perdere. Le magie delle evoluzioni di ballerini e luci sul Rio di Cannaregio riportano quest’anno alle atmosfere lunari, omaggio ai cinquant’anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna, tema del Carnevale 2019. Una sfilata sull’acqua che si compone pezzo per pezzo sotto gli occhi di un pubblico affascinato, trasformando il canale in un magnifico palcoscenico dai mille riflessi. L’uomo sulla Luna e i suoi primi passi... letteralmente è come tornare tutti bambini! The Prologue to the Carnival, Festa Venezia is a must see. The magical performance of dance and light on Rio di Cannaregio are inspired, for the 2019 edition, to the Moon. Fifty years after the first landing, a parade on water comes to life before the eyes of an enchanted audience, turning the canal into a wonderful stage. Man on the Moon and his first steps... feels literally like being children once again!

 

 

 

 

CORTEO E FESTA DELLE MARIE

marie.jpg23 FebbraioFebruary

dafrom Via Garibaldi (Castello)

ato Piazza San Marco h. 14.30-16

La Festa delle Marie era una delle più amate dal popolo veneziano. Narra una leggenda che nel 943, sotto il doge Pietro Candiano, fosse nell’uso veneziano celebrare i matrimoni in «un unico giorno dell’anno, in particolare il giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio. Le spose partivano in corteo acqueo dall’Arsenale lungo il rio detto “delle Vergini” per raggiungere i promessi sposi che le attendevano assieme agli invitati nella Chiesa di San Nicolò al Lido. Quell’anno i pirati triestini o narentani, con una temeraria scorreria, assalirono il corteo in laguna e rapirono le spose con tutti i corredi e le doti. I pirati furono presto raggiunti poche ore dopo il ratto nella laguna di Caorle dalla spedizione dei veneziani inferociti. I pirati vennero tutti trucidati sul posto e le spose riportate alla cerimonia. Il Governo della Serenissima impose allora a dodici famiglie patrizie di provvedere ogni anno alla dote di dodici fanciulle veneziane povere, scelte tra le più belle e che venivano battezzate come “Marie”. La festa si svolgeva nel mese di gennaio e prevedeva che le fanciulle si recassero nelle Chiesa di San Pietro di Castello dove venivano benedette dal Vescovo. Dopo la benedizione, le ragazze venivano portate a San Marco per incontrare il Doge. Seguiva la sfilata sul Bucintoro fino a Santa Maria Formosa. Nel corso dei secoli ci furono volte in cui la festa diventò una vera e propria farsa con le Marie sostituite da dodici fantocci di legno sui quali il popolo si esercitava al tiro al bersaglio. Da questo gioco nacque il detto della “Maria de Tola” a indicare una donna fredda e impettita. La Festa cadde in disuso già nel 1379, fu ripresa alcuni secoli dopo ma in forma molto ridotta, per essere reintrodotta in tempi recenti e diventare uno degli eventi più attesi e ammirati del Carnevale di Venezia. Legend has it that in the tenth century, weddings were celebrated only one day in the year, on February 2. Brides-to-be were brought to their betrothed on boat along the Rio delle Vergini. In the year 943, pirates assaulted the cortege, kidnapped the brides, and stole their dowry. They were rescued a few hours later and the pirates slaughtered in place. Since then, the Government imposed tax on the rich to endow twelve girls of lesser means. Today, we remember this thousand-year-old tradition during Carnival days.

 

 

voloangelo.jpgVOLO DELL'ANGELO

24 FebbraioFebruary

Piazza San Marco h. 11/12

VOLO DELL'AQUILA

3 MarzoMarch

Piazza San Marco h. 11

Divenuto rituale inaugurale dei festeggiamenti del Carnevale, il Volo dell’Angelo quest’anno raddoppia: a scendere dal Campanile di San Marco, domenica 24 febbraio, sarà non solo, come da tradizione, la vincitrice del concorso delle Marie del 2018, Erika Chia, ma anche un’altra Maria, Micol Rossi che con una lettera al Sindaco di Venezia ha richiesto di poter effettuare il Volo in rappresentanza di tutti coloro che non si arrendono alle malattie.

 

A una settimana di distanza, domenica 3 marzo, la Piazza accoglie festante il Volo dell’Aquila. Come ogni anno il protagonista di questa spettacolare discesa sarà svelato solo qualche giorno prima. Chiude simbolicamente il Carnevale, martedì 5 marzo alle ore 17, lo Svolo del Leon, l’enorme storico gonfalone di Venezia che scende sulla Piazza come omaggio finale alla città e alla sua bellezza senza tempo. La tradizione dello svolo nacque in un’edizione del Carnevale nella metà del Cinquecento, quando venne realizzato un evento straordinario che fece molto scalpore: un giovane acrobata turco riuscì, con il solo ausilio di un bilanciere ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando, nel frastuono della folla sottostante in delirio, sopra una lunghissima corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta. Nella discesa raggiunse, poi, la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge. Dopo il successo di questa spettacolare impresa, subito denominata “Svolo del turco” che solitamente si svolgeva il Giovedì grasso, si decise di ripetere l’iniziativa come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni, con tecniche simili e con forme che con gli anni subirono numerose varianti. Per molti anni lo spettacolo, mantenendo lo stesso nome, vide esibirsi solo funamboli di professione, finché non si cimentarono, con imprevedibili variazioni, nell’impresa anche giovani veneziani. Quando queste variazioni portarono a prevedere, per lunghi anni di seguito, un uomo dotato di ali e appeso con degli anelli alla corda, issato e fatto scendere a gran velocità lungo la fune, si coniò il nuovo termine di “Volo dell’Angelo”. Il prescelto, al termine della discesa nel loggione di Palazzo Ducale, riceveva sempre dalle mani del Doge dei doni o delle somme in denaro. The Angel’s Flight is the most spectacular event of Carnival. It all began in the 1500s, when a young Turkish acrobat tightrope-walked from the tip of the bell tower in San Marco to a boat berthed by the quay. Venetian loved the shows, which usually took place on Shrove Thursday, and many acrobats would try their hand at the same feat over the years, until more recently someone thought of turning into a proper ‘flight’, with the acrobat fastened to the rope, donned in angel’s costumes with wings and all.

 

toro.jpgBALLATA DELLE MASCHERE CON IL TAGLIO DELLA TESTA AL TORO

28 FebbraioFebruary

Piazza San Marco h. 14-17.30

La Festa si consumava il Giovedì grasso di ogni anno. Il sacrificio della testa del toro non era la conclusione, bensì l’inizio dei festeggiamenti di Carnevale, cui sempre assisteva il Doge con tutto il Consiglio e la Signoria. La Festa era celebrativa di una vittoria e l’episodio che la ispira risale al giorno di Giovedì grasso dell’anno 1162, quando il doge Vitale Michiel II festeggiò la vittoria sul Patriarca Ulrico di Aquileia e sui suoi dodici Feudatari ribelli. Per risarcire al tentativo di insurrezione soffocato nel sangue, Venezia con sarcastica magnanimità chiese ogni anno, anche i successori del Patriarca, di inviare in dono e a risarcimento al Doge in carica un toro, 12 pani e 12 porci ben pasciuti. Il toro-Patriarca con i 12 Porci-Feudatari venivano messi allo scherno della pubblica piazza con un rituale che prevedeva al suo culmine lo spettacolare taglio della testa del toro. Gli animali venivano successivamente macellati e cucinati e la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili, il clero, il popolo e i carcerati. La Festa, trasformata nei secoli in un gioco senza malizia, durò così fino alla caduta della Repubblica. Da qualche anno questa Festa diventa il fulcro delle celebrazioni del Giovedì grasso con un animato corteo mascherato capitanato da un gigantesco toro di stoffa e cartapesta, circondato da maschere di porci, che sfila per le calli di Venezia, da Campo Santa Margherita fino a Piazza San Marco. The bull’s head sacrifice was the beginning of Carnival – it celebrated Shrove Thursday of 1162, when the Duke of Venice won over the Patriarch of Aquileia and over twelve rebel vassals. The Duke demanded a tribute of a bull – the Patriarch – and twelve pigs – the vassals – to be paid every year on that day. Since a few years, the Sacrifice is at the centre of celebration, albeit with a papier-mâché bull and not a real one, which is paraded all over Venice and then ritually killed.

 

 

lotte-veneziane.jpgEL CARNEVAL E  I SIGNORI DELLA NOTTE

1 marzoMarch

Piazza San Marco h. 15-17
I popolani di Venezia furono sempre divisi in due fazioni rivali e in lotta. Quelli di Castello, San Marco, Dorsoduro e Giudecca, ossia i “Castellani” e quelli di Santa Croce, San Polo, Cannaregio con gli alleati Muranesi (o Gnatti), chiamati i “Canaruoli”. Nel 1310 le contrade di Dorsoduro, San Nicolò dei Mendicoli, l’Anzelo Rafaele, San Basilo, Santa Margherita e San Pantalon si rifiutarono di pagare le decime sui morti al vescovo castellano. Fu così che il prelato decise di recarsi di persona per la riscossione, ma fu ucciso al “Malcanton”. Queste contrade furono scomunicate e gli abitanti abbandonarono i Castellani per unirsi ai Canaruoli. I Canaruoli erano perlopiù pescatori e traghettatori di merci. I Castellani invece erano in maggioranza operai dell’Arsenale. La rivalità tra le due fazioni ha radici molto remote e veniva appositamente fomentata per un duplice scopo: mantenere il popolo sempre pronto al combattimento e contare sulla fedeltà di una delle due fazioni in caso di congiura. La guerra consisteva nel far sanguinare (romper el mustacio) o nel far cadere gli avversari nel rio sottostante. La cruenta lotta del 31 ottobre 1548 tenutasi sul ponte di San Barnaba, segnò ulteriormente le rivalità. Le due fazioni che pretendevano di cambiare il nome dei rivali, per risolvere questo bizzarro problema giunsero a una nuova ‘guerra’. Ebbero la meglio i Castellani (i gamberi rossi), dalle fasce alla vita e il berretto rosso, che non divennero Bragolani, mentre i perdenti Canaruoli mutarono in Nicolotti (le ombre), vestiti di nero.

Parte dunque dalla storia più profonda di Venezia la rievocazione che Venerdì grasso animerà il Carnevale con una avvincente narrazione e da un combattimento che accendende per gioco e per divertimento le antiche rivalità.
Venetian commoners have always been divided in two factions, roughly the northern and southern halves of the city. Authorities knew how to play them and instigated rivalry, so as to hone the fighting skills of the populace and to count on at least one side in case a conspiracy be brought against them. The two sides fought regularly over a bridge in San Barnaba. This story runs deeply in the history of Venice and it will be re-enacted on Friday to stir up, in jest, the centuries-old rivalry.