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CARNEVALE 2019 | E il litigar m’è dolce in questa Laguna...
Written by Marzio Fabi   
dsf1895-jpg.jpgNei giorni clou del Carnevale veneziano il Teatro Goldoni offre al pubblico la ghiottissima occasione di poter assistere a uno degli spettacoli più famosi scritti da Carlo Goldoni: Le Baruffe Chiozzotte, una produzione Teatro Stabile del Veneto con la regia di Paolo Valerio che dirige una nutrita e ben rodata schiera di 13 attori. Il testo andò in scena per la prima volta a Venezia nel gennaio del 1762 ed è una delle opere corali e dialettali in cui Goldoni ritrasse con simpatia e indulgenza il popolo, qui rappresentato da pescatori di Chioggia, colti nel loro vivere quotidiano tra fatica, ansie, pettegolezzi, litigi, riappacificazioni e, ovviamente, schermaglie amorose che non possono che concludersi col lieto fine di ben tre matrimoni.

 

La storia inizia con una baruffa causata da Toffolo che guida il battello nei canali di Chioggia. Toffolo ha regalato una fetta di zucca a Lucietta, fidanzata col pescatore Titta-Nane, scatenando così la gelosia di Checca, a cui il battelliere fa la corte. La baruffa è interrotta dal ritorno dalla pesca di padron Toni e degli altri uomini e dalla vendita del pesce.

 

Nei vicoli, però, continuano i pettegolezzi di Lucietta e di Orsetta (fidanzata del pescatore Beppo) sulle avventure di Toffolo; alla fine tutto il quartiere è coinvolto in un’unica, generale, gigantesca baruffa che richiede l’intervento di Isidoro, il Cancelliere criminale. Isidoro, dopo aver interrogato Lucietta e Orsetta, capisce che si tratta solo di bisticci fra ragazzi (putelezi) e riesce a far tornare la pace. La giornata, iniziata con una baruffa, si conclude con una grande festa per la celebrazione delle nozze di Lucietta con Titta-Nane, di Orsetta con Beppo e di Toffolo con Checca. Ed è Lucietta che incalza all’inizio con: «Creature, cossa diséu de sto tempo?». Da subito il tempo atmosferico e quello psicologico si intrecciano.

 

Le Baruffe sono tra gli ultimi lavori di Goldoni, fatta eccezione per il suo testo d’addio, Una delle ultime sere di carnovale che scrive prima della partenza per Parigi. E infatti, in questo affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, si intravede il colore della malinconia, la sensazione del tempo inarrestabile che fugge.

 

mar_8160.jpgNelle note di regia Paolo Valerio scrive «Le donne delle Baruffe sono in attesa, hanno una decisa urgenza, quella di non far passare un altro inverno senza essersi maritate. Poi gli uomini ripartiranno per mare, e torneranno, forse, presto o tardi a Chioggia. E per raggiungere questo scopo, l’anello e il matrimonio, le regole di Chioggia vanno rispettate, e le differenze di censo tra pescatori sono semplici, ma chiare.

 

Il mondo femminile, fatto di famiglie e relazioni, di lavoro al merletto e di sogni d’amore, di attesa e di vitalità, è il luogo della strada. Accanto, il canale, il mondo degli uomini del mare che tornano per ripartire...». Il regista inserisce tutti i personaggi della commedia in uno spazio minimale, chiaro, quasi asettico che si bilancia con il testo, vivo, acceso e per certi versi anche passionale. Il ritmo è serrato e le scene si susseguono una via l’altra, le caratterizzazioni dei personaggi sono ben definite e le parti equilibrate, la scena risulta così essere molto più corale che individuale.

 

I costumi di Stefano Nicolao riportano visivamente al meglio l’affresco popolare e la tipica sonorità del dialetto di Chioggia – che fece scrivere allo stesso Goldoni nelle note alla commedia: «ho fatto una fatica grandissima ad instruire i miei Comici, affine di ridurli ad imitare la cantilena e l’appoggiatura delle finali» – è resa in modo puntuale. Da non perdere! 

Le baruffe chiozziotte
28 febbraio-3 marzo 2019

Teatro Goldoni - Venezia
www.teatrostabileveneto.it