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La fierezza del leone. Marciano Pub a Venezia
Written by Redazioneweb   

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Un buon posto dove passare bene del tempo. Questa dovrebbe essere la base di ogni locale, senza cadere nell’assurda fiera delle iperboli o dello stupore a tutti i costi. Il Marciano Pub, altra creatura di Daniele Reale, è l’appendice veneziana dell’ormai storico pub di Marghera, tappa obbligata per le serate in terraferma e rientra in questa fattispecie. Reale può a ragione sentirsi fiero di aver portato in città qualcosa di nuovo, una formula a mezzo tra il pub e la ristorazione più tradizionale, con un’offerta vasta e variegata in grado di soddisfare palati con differenti esigenze.

 

Marciano è un pub di tradizione veneziana, pur rientrando nella tradizione dei “ristoranti con la birra” del nord Europa, e si chiama Marciano in onore a San Marco e come in ogni osteria veneziana degna di nota si trovano sempre dei cicchetti freschi che troneggiano sul bancone in ingresso, oltre ad hamburger di grande qualità, paste, piatti di pesce.

 

All’esterno, sul muro, si trova disegnato un nizioleto con scritto "Sestier de Marghera", doveroso omaggio alle origini di un successo. Il locale si trova in zona Ormesini, Sestiere Cannaregio – una garanzia per i fruitori della città non turistica –- ampio, armonioso e molto ben illuminato. Il tema dell’illuminazione artificiale non è secondario nella scala di gradimento di un locale; la luce deve saper creare calore e connotare il tipo di ambiente, permettendo da qualsiasi visuale una chiarezza di insieme senza fasci di luce distorta o fredda.

 

Il bancone, posto come un grande cubo centrale, offre la possibilità agli avventori di stare a contatto con il personale, molto garbato e premuroso, che sa prendersi cura dei clienti in maniera efficiente, creando un rapporto empatico corretto, senza eccessi di zelo o di affettazione. Una nota di merito a parte per Carlo Cancellier, perfetto come sempre dietro al bancone.

 

Il menù presenta anche una sezione dedicata a palati curiosi e poco inclini a commuoversi di fronte al Libro della Giungla (!), in cui carni ‘bizzarre’ come zebra, renna e canguro fanno capolino tra un’offerta più rassicurante di animali convenzionali, anche se a definirli tali si sente il peso della loro uccisione per il nostro godimento da carnivori...

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A bagnare il tutto le birre, un trionfo di varietà, colore e provenienza: 13 spine, di cui 5 artigianali e 8 industriali, e una ventina in bottiglia sempre a rotazione. La filosofia della scelta delle birre industriali segue un rigore strettissimo: si acquistano solo i fusti prodotti nel paese di origine. Anche per i superalcolici c’è una carta dei distillati con 100 whisky diversi, 100 gin e un gran numero di rum e Cognac.

 

Inoltre per gli sportivi più incalliti, che non rinunciano a vedere il dribbling o il tiro in porta anche quando sono fuori casa, grandi schermi piatti posti a portata di sguardo assicurano la giusta visuale e va detto che non disturbano più di tanto chi proprio ha l’idiosincrasia verso lo sport in diretta televisiva. Un luogo intergenerazionale, per locali e per ‘foresti’, dove la venezianità è nei particolari, nel canale che scorre lambendo il Marciano, nella toponomastica in calle Gheltof o Loredan al civico 1863/C e dove il piacevole incrocio di lingue e culture diverse unisce le persone senza aspetti folcloristici da bacaro veneziano, divenuto nella maggior parte dei casi solo una trappola per turisti. Marciano è spirito di Venezia e nel ruggito del leone sta la forza di un’idea vincente, nuova, ma anche tradizionale. Speriamo solo che non lo mettano in pentola, il povero felino!

 

Marciano Pub Venezia
Calle Loredan, Cannaregio 1863/C
Fb: Marciano PUB Venezia