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Home arrow NIGHTLIFE arrow Welcome back Mr. Cook! Fatboy Slim, la leggenda del big beat sbarca in laguna
Welcome back Mr. Cook! Fatboy Slim, la leggenda del big beat sbarca in laguna
di M.B.   

fatboy-slim-norman-cook-mixer-1440x959.jpgMr. Norman Cook, così all’anagrafe, per chi alla metà degli anni ‘80 entrava nella sua età maggiore rappresentava il cuore ritmico di quella band freschissima che rispondeva al nome di Housemartins. Un fulmine a ciel sereno nella scena indie pop britannica, che con il memorabile London 0 Hull 4 si impose all’attenzione planetaria con milioni di copie vendute. Miglior pop britannico condito da forti tinte soul e da una finta leggerezza interpretativa che donava a dei testi socialmente forti una cifra di allegria e spensieratezza.

 

Ma il buon Norman, da sempre musicista vorace e dalla spiccatissima personalità artistica propria, non poteva certo ‘accontentarsi’ di rivestire il ruolo di bassista di una pur importante band pop, che comunque non avrebbe potuto rivestire a lungo vista la prematura fine del gruppo.

 

Alla fine degli anni ‘80, rientra nella sua Brighton dove, con una serie di formazioni tra cui spiccheranno i Freak Power, concorre in maniera determinante a far esplodere il brit hop. La scena elettronica, la dancefloor brit divengono grazie a lui e ai Chemical Brothers il verbo musicale del decennio. Il resto è storia, con Right Here, Right Now e Rockafeller Skank, singoli memorabili del successo clamoroso di You’ve Come A Long Way, Baby, album da 4 milioni di copie che, grazie allo straordinario talento pop-melodico del nostro, non a caso maturato nella Hull degli Housemartins, permettono all’universo sonico ossessivo del big beat di rendersi più accessibile a un pubblico trasversale enorme, senza perdere nulla delle sue radici piantate nella dancefloor più estrema.

 

 

Arriveranno poi non molti altri album, tra cui Palookaville, meno amato dai fan più radicali proprio perché Fatboy Slim qui accelera il suo flirt col pop, ritornando ad abbracciare gli strumenti convenzionali del rock. Ad ogni modo la sua cifra live rimane potentissima, con le celebri performance on the beach tra la sua amata Brighton e Rio de Janeiro.

 

La grandezza di questo artista è proprio nel suo profondo eclettismo, frutto di una grande conoscenza dei generi e delle loro mille contaminazioni possibili. Una trasversalità che, anziché erigere barriere tribali tra generi, crea un melting-pot sonico che inevitabilmente divide, fa discutere. Il merito veramente unico, da condividere con i Massive Attack, con quel loro trip hop senza mai tradire la forma canzone, è alla fine quello di avvicinare a un genere per molti ostico una moltitudine di ascoltatori che avrebbero davvero faticato ad avvicinarsi all’elettronica acida e ossessiva. Questo il vero tratto dei grandi innovatori, perché unire è impresa da pochi, dividere è impresa da – quasi – tutti.

Fatboy Slim
16 marzo 2019

CS Rivolta-Marghera
www.centrosocialerivolta.org