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Sette volte Detour Film Festival
di Marisa Santin   

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«Il Detour cambia date, cambia sedi, cambia passo». Così Marco Segato parla del Festival del Cinema di Viaggio da lui diretto (e presieduto dal produttore Francesco Bonsembiante) che, a sette anni dalla prima edizione, propone alcune importanti novità. Di ordine temporale innanzitutto. Non solo si allontana dall’affollata programmazione autunnale, prendendosi i suoi spazi oltre l’ombra lunga dei fratelli maggiori Venezia e Roma, ma aggiunge anche qualche giorno in più, dieci in tutto dal 22 al 31 marzo, concedendosi un respiro più disteso e una programmazione più articolata.

 

La sede in realtà non cambia. Il centro rimane il Cinema PortoAstra di Padova, a cui si aggiungono però quest’anno le sale dell’Astra storico nel quartiere Arcella, che amplierà le possibilità di vedere i film in concorso, e il Marconi di Abano Terme, che ospiterà in particolare una selezione di sei film d’esordio italiani (Viaggio in Italia).


 

esterno_portoastra.jpgIn viaggio per il mondo in otto film
Quello che invece non cambia è l’anima di questo festival che ruota attorno al tema semplice ma affascinante del viaggio. Viaggi reali, immaginari, interiori; il cinema stesso non è altro che un potente mezzo di locomozione per la mente. Gli otto film del concorso internazionale, mai usciti nelle sale italiane, compongono un itinerario che dalla Libia - vista dall’Italia (My Home, in Libya della regista padovana Martina Melilli) - arriva in Svizzera (Genesis 2.0 di Christian Frei e Maxim Arbugaev, documentario sul ritrovamento di una carcassa di mammut) e in Francia, per parlare di immigrazione e lavoro (Prendre le large di Gaël Morel; La fête est finie di Marie Garel-Weiss), deviando verso la Repubblica Ceca (Winter Flies di Olmo Omerzu, un divertente film sull’amicizia in età adolescenziale) e la Polonia (Fugue di Agnieszka Smoczyńska, un viaggio di riscoperta interiore al femminile), per proseguire fino in Giappone (Complicity di Kei Chikaura, storia di formazione di un ragazzino cinese che trova una nuova vita un ristorante di soba, e Takara - La nuit où j'ai nagé di Damien Manivel e Kohei Igarashi, una poetica e affascinante immersione nel paesaggio innevato giapponese). Dopo ogni proiezione è possibile esprimere il proprio giudizio e contribuire così all’assegnazione del Premio finale del pubblico.

Gli eventi da non perdere
Oltre alla possibilità di godere di una selezione di film di qualità, difficilmente disponibili altrimenti, il Detour offre anche occasioni di incontro con molti protagonisti del cinema e non solo. Ad Abano il festival apre il 22 marzo con Aldo Baglio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, protagonista di Scappo a casa, una scatenata commedia degli equivoci del regista Enrico Lando. Il 23 marzo saranno presenti Valerio Mastandrea e Chiara Martegiani per presentare Ride, esordio alla regia dello stesso Mastandrea. Il 24 marzo il regista Claudio Giovannesi presenta al pubblico di Abano La paranza dei bambini, film tratto dall’omonimo film di Roberto Saviano.
 A Padova, da non perdere in particolare l’incontro con il regista Silvio Soldini (Pane e tulipani), che introduce il documentario Il treno di spade, sulla figura del giornalista e scrittore Raffaello Baldini (venerdì 29 marzo, Cinema PortoAstra), e Fabrizio Bentivoglio, protagonista della serata di chiusura del 24 marzo.

ospite_fabrizio_bentivoglio.jpgFabrizio Bentivoglio per un omaggio ai vent’anni de La lingua del santo
Oltre al pubblico, il festival assegna un premio al miglior film in concorso tramite una giuria composta da Alessandro Pesci (direttore della fotografia, Nastro d’argento per Habemus Papam), Nabiha Akkari (cantante e attrice francese di origine tunisina, conosciuta da noi soprattutto per aver recitato con Checco Zalone in Che bella giornata) e lo scrittore padovano Romolo Bugaro (Effetto domino, La buona e brava gente della nazione).

 

I premi saranno consegnati durante la cerimonia di chiusura, la sera di domenica 31 marzo al Cinema PortoAstra, che vedrà come ospite speciale Fabrizio Bentivoglio, presente al festival in omaggio ai vent’anni de La lingua del santo. La proiezione speciale del film di Carlo Mazzacurati ambientato e girato in gran parte proprio tra Padova e Abano chiuderà questa 7. edizione del Detour. 
Il programma completo è disponibile su www.detourfilmfestival.com .