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Home arrow ARTE arrow Noi nell’Oceano. Joan Jonas e la Chiesa di San Lorenzo, idee e spazio per il futuro
Noi nell’Oceano. Joan Jonas e la Chiesa di San Lorenzo, idee e spazio per il futuro
di Maria Laura Bidorini   
jonas.jpgDopo quasi cento anni riapre a Venezia la speciale Chiesa di San Lorenzo, grazie alla generosità di Francesca Thyssen-Bornemisza, che qui ha voluto fondare la sede di Ocean Space e TBA21–Academy, una istituzione diretta da Markus Reymann che si occupa della difesa degli oceani attraverso l’arte.

 

Un pool di scienziati, politici, intellettuali e biologi marini del calibro di Sylvia Earle lavorano nella ricerca interdisciplinare tra arte e scienza per cercare di convincere il più possibile le persone a cambiare atteggiamento nei confronti dell’ambiente e, in questo caso specifico, dei mari e degli oceani.

 

La prima ambasciatrice di questo ambizioso programma è Joan Jonas, straordinaria pioniera di video art e performances, che torna a Venezia, dopo aver rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale Arte 2015, con un progetto poetico e intenso esposto dietro lo stupefacente altare secentesco della Chiesa di San Lorenzo, in un labirinto di tubi Innocenti, polvere e luce rarefatta. Curata da Stefanie Hessler, Moving Off the Land II è un tributo alla potenza degli oceani, che unisce i famosi disegni di pesci, così infantili e intensi, video, proiezioni, musica e una performance che si svolgerà il 7 maggio durante il vernissage della Biennale Arte 2019.

 

Joan Jonas, classe 1936, riesce ancora a stupire e affascinare il visitatore, ha una capacità rara di emozionare e di portarti in una dimensione ‘altra’, estraniante e magnifica. L’artista è capace di giocare con ogni contaminazione tra generi diversi.

 

Come un folletto lei entra nei suoi video e danza leggera tra i cetacei, accarezza balene e delfini, nuota negli acquari di tutto il mondo, disegna in riva al mare i suoi famosi pesci con un tratto spesso e azzurro, inventa passi di danza, intreccia i versi delle poesie di Emily Dickinson e gli scritti di Melville e T.S. Eliot.

 

Questo suo complesso lavoro è un omaggio incondizionato agli oceani e alla vita degli animali che vi abitano, alla biodiversità e al delicato ambiente in pericolo. Vedere con quanta grazia e abilità Joan Jonas riesce a renderci partecipi e partecipanti alla vita dei mari è qualcosa di magico. E proprio di magia parliamo quando entriamo fisicamente nello spazio dei video, costruito come un teatro che ricorda il teatro No o quello delle ombre. Vedere i suoi video così complessi in uno spazio appositamente creato è come penetrare nella profondità dell’oceano, che si riflette attorno a noi come un gioco di specchi, usati molto spesso nelle sue performances, poiché creano riflessi e cambiano la percezione rendendola incerta.

  jonas1.jpg

Le immagini si sovrappongono, accostano mari diversi, fondono luoghi e ambienti e mescolano interno ed esterno, nel tipico stile dell’artista americana. La sua voce ci accompagna e racconta le storie più incredibili sul mito delle sirene o sulle storie delle creature marine. I suoi disegni svelti, spessi, eterei sono sparsi ovunque, appesi ai tubi e noi ci sentiamo immersi in questo oceano fantastico. Un’altra caratteristica del complesso lavoro di Joan Jonas sono tutti gli oggetti che sceglie a corollario dei video e delle performances.

 

Per la mostra veneziana ha progettato un acquario in vetro eseguito da maestri muranesi, ispirato a una cartolina del XIX secolo che raffigurava un paesaggio sottomarino. D’altronde il vetro è fatto di sabbia ed è trasparente come l’acqua del mare e gli acquari sono minimondi, usati anche per proteggere le specie in via di estinzione.

 

«Joan Jonas. Moving Off the Land II»
Fino 29 settembre 2019

TBA21–Academy Ocean Space

Chiesa di San Lorenzo, Castello - Venezia

www.tba21.org