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Mangiare ad Arte. Filippo La Mantia arriva a San Giorgio
di Marzio Fabi   

18_11_13_bancone.jpgL’isola di San Giorgio ha abituato il pubblico di affezionati estimatori ad avere sempre un’offerta culturale declinata al massimo livello, c’era tuttavia un solo campo in cui si registrava un deficit che ora è stato colmato in modo efficace, quello alimentare. In Isola infatti, a meno che non si fosse un religioso o un loro ospite e si venisse ammessi alla mensa dei Benedettini, il tema cibo era votato al nulla, da quando il piccolo e unico bar dell’Isola è stato chiuso. Dal 6 aprile c’è una novità molto importante, apre San Giorgio Café con Filippo La Mantia, il progetto gastronomico concepito e fortemente voluto dalla Fondazione Giorgio Cini per la valorizzazione dei servizi di accoglienza dell’Isola, realizzato da D’Uva con l’oste e cuoco Filippo La Mantia. Il San Giorgio Café con Filippo La Mantia dispone di circa 80 coperti, di cui una cinquantina nel dehors esterno, in uno spazio rinnovato e accogliente, accanto alle mura benedettine della Fondazione, direttamente sul bacino di San Marco, con una suggestiva vista sulla darsena dell’Isola e Riva degli Schiavoni.

 

Il nuovo spazio svolge il ruolo contemporaneamente di bar, caffè, bistrot e ristorante e offre diversi servizi, tutti i giorni della settimana tranne il mercoledì, a partire da una ricca colazione, servita dalle 10 del mattino, per poi proseguire con la cucina, aperta tutto il giorno, e con la cena, disponibile inizialmente nei giorni di venerdì e sabato, oppure su richiesta per eventi speciali. Il San Giorgio Café può divenire da subito un must be per aperitivi indimenticabili accompagnati dalla suggestione delle luci lagunari al tramonto.

 

Il locale rappresenta un valore aggiunto alle visite in Isola: ogni particolare, dagli arredi all’illuminazione, all’uso dei colori è stato sapientemente studiato. La cucina di La Mantia, che ritiene imprescindibili le materie prime, contempla l’utilizzo anche di prodotti dell’orto e della cantina dei monaci benedettini dell’Isola.

 

filippo_la_mantia.jpg«Mi piace l’idea di poter ricreare a San Giorgio – racconta Filippo La Mantia - un’atmosfera di altri tempi, quelli in cui il cuoco offriva prodotti di stagione e l’oste ti accoglieva recitando il menù; così come desidero proporre un ambiente rilassato dove gli ospiti si possano sentire come a casa. Mi piacciono le nuove sfide, mi piace rimettermi in discussione, sempre e comunque, mi piace incontrare gente attraverso il cibo. Ho modificato leggermente il mio progetto gastronomico per il San Giorgio Café, adattandolo ai visitatori sia stranieri che italiani: l’ho voluto rendere semplice, accattivante e tradizionale. Ho giocato con la mia tradizione e con quella di Venezia, perché rispetto tutte le regioni d’Italia e do sempre precedenza alla mia Sicilia, partendo da Palermo.

 

Per esempio, ho letto che il riso fu portato a Venezia dagli Arabi e difatti un piatto tipico sarà ‘Risi e Bisi’, ovvero riso e piselli: sarà sempre presente in carta insieme allo spaghetto al pomodoro o a quello con le vongole. Secondo me chi viene in Italia deve assolutamente mangiare italiano! La carta varierà di continuo, deve essere una sorta di prolungamento della casa, vado a fare la spesa e cucino, tutto qui; mi auguro di attingere spesso dall’orto dei monaci benedettini, nostri vicini di casa e di utilizzare tutti i loro prodotti coltivati con dovizia e amore. Alla fine, ogni progetto che riguarda accoglienza e cibo è un atto d’amore. Desidero che tutte le persone che condivideranno questa avventura con me abbiano sempre e comunque il sorriso sulle labbra. L’accoglienza, l’arte e il cibo sono gli elementi che meglio rappresentano gli italiani in tutto il mondo. Ma spero che a parlare saranno i fatti, non i racconti».

 

San Giorgio Café
Isola di San Giorgio Maggiore
www.sangiorgio.cafe