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Home arrow CLASSICAL arrow FESTIVAL BRU ZANE | Mare, dentro. All'alba del ventesimo secolo
FESTIVAL BRU ZANE | Mare, dentro. All'alba del ventesimo secolo
di Redazioneweb2   

jeancras.jpgIl festival primaverile di Palazzetto Bru Zane propone, grazie a un compositore che era ufficiale di Marina, Jean Cras, di comprendere meglio il ruolo della musica in alcuni momenti difficili della storia francese grazie ad un variegato programma di mélodies e di musica da camera che darà testimonianza di quel periodo tormentato. Il patriottismo che prende sempre più piede tra i francesi si inserisce anche nei dibattiti di natura estetica: in seguito alla sconfitta di Sedan (1870), la neonata Société nationale de musique rivendica un’arte francese degna di emulare quella tedesca. Il dibattito si riaccende nel 1914, nel momento in cui, grazie a Ravel, Schmitt, Cras, Magnard, Caplet, Vierne e molti altri, la stagione del romanticismo si chiude. Tra le figure più importanti del festival di primavera, Jean Cras occuperà un posto particolare. Nato e morto a Brest, il compositore è indissociabile dall’elemento marino, più ancora di Rimskij- Korsakov e di Roussel.

 

Pur avendo manifestato molto presto attitudine per la musica, egli porta avanti la tradizione di famiglia entrando, nel 1896, nella Scuola Navale. Durante un soggiorno a Parigi nel 1900 conosce Henri Duparc, il quale, colpito dal suo talento, gli dà quasi quotidianamente lezione per tre mesi. Prosegue tuttavia la carriera militare, dimostrando un coraggio che durante la Prima Guerra Mondiale gli varrà una decorazione. Nel 1931 è promosso contrammiraglio, poi maggior generale del porto di Brest.

 

Il mare gli ispira molte partiture, come i brani orchestrali Journal de bord (1927) e Soirs sur la mer (1929) o il “dramma lirico” Polyphème (1912-18), che consegue nel 1921 il primo premio del Concorso musicale della Città di Parigi e viene rappresentato all’Opéra-Comique l’anno dopo, procurando al compositore quel riconoscimento che ancora gli mancava. Nonostante la sua carriera “bicefala”, Cras segue le correnti artistiche del tempo, pur rivendicando la propria indipendenza.

 

Inizialmente impregnata dell’influenza di César Franck, la sua musica assume a poco a poco colori sempre più impressionisti, con una mescolanza di riferimenti alla cultura celtica e alla fede cattolica. Si tinge anche di esotismo, a ricordo dei suoi viaggi in contrade lontane: lo attestano L’Offrande lyrique su poesie di Tagore, il Quintetto per archi e pianoforte, la Suite per flauto e arpa o il Quintetto per flauto, arpa e trio d’archi.

 

«I Musicisti nella Grande Guerra»
6-28 aprile Palazzetto Bru Zane, Scuola Grande San Giovanni Evangelista

www.bru-zane.com