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INTERVISTA | Il mondo tra le pareti. Giuseppe Emiliani presenta "La casa nova"
di Chiara Sciascia   
giuseppeemiliani.jpgEsattamente 40 anni fa il Teatro Goldoni riapriva le sue porte ai veneziani e al mondo. Dopo una lunghissima e dolorosa chiusura, il 22 aprile 1979 il più antico teatro di Venezia veniva restituito alla Città, totalmente ricostruito secondo i canoni della sua antica bellezza. In occasione di questo importante anniversario il Teatro Stabile del Veneto si prepara a una grande festa che si terrà l’11 aprile con la speciale prima de La casa nova, in scena fino al 14 aprile, che vede debuttare la Compagnia Giovani.

 

La nuova produzione è realizzata nell’ambito dell’Accordo di Programma tra la Regione e lo Stabile, finalizzato all’attuazione dell’innovativo modello veneto TeSeO. Acronimo di “Teatro Scuola e Occupazione”, TeSeO è il primo modello in Italia ideato con l’obiettivo di valorizzare l’attitudine artistica dei più giovani, attraverso un ciclo formativo completo che permette di coltivare e far maturare il talento, sostenendo una professione fragile e impegnativa in un territorio dalla forte vocazione teatrale come quello veneto. Giuseppe Emiliani, alla guida di questo talentuoso gruppo, porta in scena il capolavoro di Carlo Goldoni esaltando con una sapiente regia la ricchezza di sfumature di un testo che fu tra i preferiti dello stesso drammaturgo veneziano. Protagonisti delle vicende de La casa nova sono Anzoletto e Cecilia, novelli sposi alle prese con un oneroso trasloco. Da una parte Cecilia è capricciosa, arrivista, amante dell’eleganza e del lusso, dall’altra Anzoletto è debole, incapace di opporsi alle irragionevoli pretese della consorte. C’è un gran movimento, un affannarsi agitato e confuso anima il microcosmo attorno alla casa dove i due dovranno andare a vivere…
In questa commedia, Goldoni, grande innovatore del teatro in senso moderno, affronta alcuni dei temi chiave della vita della sua Repubblica, cogliendo le radicali trasformazioni urbane e sociali che la caratterizzano, e rivelandosi, ancora una volta, un vero antesignano dell’uomo contemporaneo.

 

Quali sono le motivazioni che hanno portato alla scelta di questo particolare testo goldoniano per il progetto?
Era doveroso che il Teatro Stabile del Veneto decidesse di allestire questo testo perché è un capolavoro. Questa commedia, rappresentata nell’autunno del 1760, piacque non solo al pubblico e alla critica (Carlo Gozzi ne parlò con entusiasmo nella Gazzetta Veneta) ma anche all’autore: «Credo che mi sia lecito di preferirla a molt’altre, e di collocarla nel numero delle mie dilette».
La casa nova è una commedia d’ambiente in cui lo spazio poetico è occupato innanzitutto dalla vivacità dei dialoghi. I personaggi sono straordinarie creazioni linguistiche e la struttura drammaturgica è caratterizzata da un continuo “crescendo”, da un ritmo sempre più incalzante fino a diventare vertiginoso.
Ciò che più colpisce di questo capolavoro è il suo raffinato equilibrio; il commediografo risolve in un impeccabile contrappunto gli elementi drammatici e gli effetti comici. Ogni fase dell’intreccio, ogni elemento della vicenda, ogni motivo dell’impianto tematico è perfettamente calcolato e sapientemente integrato.
 
Quali sono le tematiche che vengono affrontate in questa commedia?
Fra le pieghe de La casa nova s’intravedono i temi più significativi dell’ultima splendida stagione di Goldoni. Intorno alle dinamiche di un banale trasloco l’autore innesca una macchina drammaturgica perfetta, che mette in luce le smanie di arrivismo di una classe borghese strenuamente alla ricerca di un prestigio nobiliare che non le appartiene.
I temi della dissipazione, dell’interesse, dell’ipocrisia sociale, della crisi economica si fondono con l’orgoglio fatuo di una borghesia che ha perso ogni autocontrollo e dirittura morale. Una borghesia ormai schiava della cultura dell’apparire, smaniosa di ostentare finte ricchezze, in preda a un’ossessiva febbre del possesso e ormai dominata da un’effimera follia.
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Come ne Le baruffe chiozzotte, che abbiamo avuto occasione di vedere durante lo scorso Carnevale, i costumi sono firmati dall’Atelier Stefano Nicolao, mentre le scene e la scenografia virtuale sono di Federico Cautero 4DODO. Che tipo di soluzioni sono state adottate per il nuovo allestimento?
I costumi di Stefano Nicolao daranno una splendida nota di colore all’allestimento. Come sempre saranno di raffinata fattura e contribuiranno a offrire un fedele affresco settecentesco allo spettacolo. I costumi si combineranno cromaticamente con l’impianto scenografico di Federico Cautero. L’azione scenica della commedia si svolge su due piani di un palazzo veneziano: nel primo piano si svolge il trasloco di una giovane coppia, nel piano superiore abitano due anziane signore. Il rapido passaggio da un piano all’altro avverrà attraverso alcune soluzioni virtuali di grande impatto visivo.

Con quali obiettivi nasce la Compagnia Giovani e che tipo di esperienza sta vivendo, guidando questi ragazzi a un debutto così importante?
Credo che il progetto TeSeO e la costituzione di una Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto siano un fatto di straordinaria importanza. Sono persuaso che la funzione principale di un Teatro pubblico debba essere quella di far nascere e crescere nuovi talenti, e investire su progetti teatrali innovativi.
Per me lavorare con questi giovani attori è un’esaltante esperienza ‘rigenerativa’. Io metto a disposizione le mie conoscenze e la mia esperienza registica con grande passione e loro mi regalano entusiasmo e fresca creatività.

Da questo suo palcoscenico privilegiato, quale il futuro del teatro in Italia?
Il teatro ha sempre avuto e sempre avrà davanti a sé un grande futuro, perché il teatro è una grande forza civile, perché è il luogo dove le persone si incontrano, perché è l’arte a 3D da sempre, perché toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto e lo fa divertendo, commuovendo, suscitando emozioni. Perché il teatro è quel luogo dove – qualcuno ha detto – tutto è finto ma niente è falso…

La casa nova
11-14 aprile 2019

Teatro Goldoni - Venezia
www.teatrostabileveneto.it