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A tinte forti. Fusioni dalla potenza rara
di Redazioneweb2   

moonlightbenjamin2.jpgLa carriera del chitarrista americano Marc Ribot, classe 1954, attraversa tutti i generi. Dalle sue collaborazioni con orchestre sinfoniche fino a quelle con luminari del soul e del jazz, il suo percorso artistico è un inno alla complessità ed alla ricchezza della musica popolare delle Americhe. Il concerto in solo di Ribot che ci potremo godere al Candiani il 7 maggio è aperto dal giovane duo acustico udinese formato da Luca Dal Sacco e Matteo Mosolo, che ci regaleranno una personale interpretazione in chiave jazzistica del repertorio di Sting, presente nel loro ultimo album Synchronicities.

 

Beat Voodoo, rock haitiano e blues americano, una fusione potente ed originale che l'artista Moonlight Benjamin ha reso unica con questo nuovo album Siltane, uscito nel 2018 che l'ha vista anche tra gli highlights del Womex 2018. Un mix esplosivo tra la voce ribelle e potente dell'artista haitiana emigrata in Francia e le chitarre di Matthis Pascaud, in programma al Candiani il 16 del mese.

 

Orfana dalla nascita (sua madre muore nel metterla alla luce), Moonlight è adottata da un pastore protestante che dirige l’orfanotrofio del piccolo paese rurale nel quale l’artista nasce nel 1971, ed è a lui che deve anche il suo nome luminoso.

 

A casa ascoltava musica classica e jazz anni ‘30, ma è a Port-au-Prince che si avvicina ai suoni tradizionali haitiani, alla religione vudù e al rock occidentale. Lì incontra il chitarrista e compositore Tines Salvant e lo scrittore Jean Claude Martineau, grazie al chitarrista Max Aubain; con quest’ultimo vince un contest televisivo che la porta ad intraprendere la carriera di musicista professionista. Studia canto nella scuola d’arte della capitale, in seguito si trasferisce in Francia con suo marito, un francese conosciuto ad Haiti mentre questi lavorava per una ONG.

«Candiani Groove»
7, 16 maggio Centro Culturale Candiani-Mestre
www.culturavenezia.it/candiani