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BIENNALE TEATRO 2019 | L'ingrediente segreto. Terzo atto per Antonio Latella
di Chiara Sciascia   
ImageDopo il focus sulla regia e i suoi linguaggi che nel 2017 ha portato a Venezia le più interessanti registe europee, dopo aver sviscerato nel 2018 il dilemma Attore/Performer che ha evidenziato la ricerca ossessiva di un inedito linguaggio di comunicazione, Antonio Latella giunge al terzo e penultimo atto della propria avventura in Biennale per affrontare il complesso tema delle Drammatugie, titolo «volutamente lasciato al plurale – dichiara il Direttore –, proprio perché crediamo che, nel ventunesimo secolo, sono tante e differenti le drammaturgie per la scena e, direi, per tutto ciò che concerne lo spettacolo dal vivo».

 

Dal 22 luglio al 5 agosto La Biennale di Venezia presenta il 47. Festival Internazionale del Teatro, un festival che parla la lingua della conoscenza, della ricerca, e del sostegno a nuovi talenti grazie al College. Con ben 14 artisti invitati a presentare più titoli in una sorta di breve “biografia artistica”, con 28 spettacoli di cui 2 in prima europea e 6 in prima assoluta, la nuova edizione di Biennale Teatro si presenta come una speciale ‘cucina’ di linguaggi che nutre il suo pubblico, ragazzi compresi, di grandi interrogativi sulla guerra, sull’esistenza, sulla fede sia essa accettata o respinta, sulla fragilità umana che trascurata si infetta di paura, degenera in razzismo, odio, fascismo, sul dialogo mancato con la natura e sul ruolo dell’essere umano nel mondo. Perché le drammaturgie «sono gli ingredienti del racconto scenico e le loro diverse combinazioni – ha chiarito Antonio Latella – Ci sono piatti che con piccole variazioni possono diventare completamente diversi, eppure sono composti dagli stessi ingredienti. Così è la drammaturgia: lavoriamo dei testi che alla fine sono come dei piatti serviti al pubblico».


Come s’intuisce già dall’immagine del manifesto, il Festival si apre nel segno dell’imprescindibile drammaturgo della Germania dell’Est, Heiner Müller, con cui si misurano la scrittura registica, la biografia e la storia di due nomi di punta della scena europea e dei loro ensemble: dai Balcani Oliver Frljić, autore di una graffiante e provocatoria messinscena di Mauser, e dalla Germania Sebastian Nübling, che realizza The Hamletmachine con l’Exile Ensemble del Gorki Theater, presentato dal Leone d’Oro alla Carriera, Jens Hillje.

 

Secondo Latella, Müller «è stato forse il primo drammaturgo che ha cominciato a raccontare storie per il teatro che non avessero un inizio, un centro e una fine; semplicemente ha smontato questo tipo di lavoro […] lo aveva fatto Beckett prima, che è stato il primo drammaturgo a scrivere un testo senza parole, ad esempio (Atto senza parole, ndr). Bertold Brecht ha creato il “nuovo attore”, […] un nuovo tipo di teatro. Il Novecento ci ha lasciato questo. Oggi fare drammaturgia è qualcosa di incredibile – prosegue il Direttore –, perché la scelta di un costume, la scelta di un attore, la scelta del colore di un tessuto, la scelta delle parole, delle luci… tutto è scrivere per il palcoscenico. Questa è drammaturgia. Ognuno di noi lo fa in modo diverso, e in questo Festival abbiamo voluto portare diversi registi, ognuno con un rapporto completamente differente con la drammaturgia, cercando di offrire un ventaglio di visioni il più variegato possibile».

 

Nelle pagine a seguire scopriremo i volti, i titoli e gli ‘ingredienti’ di questa nuova edizione, che promette numerose sorprese e novità, tra cui lo speciale ciclo di letture Parole dall’Inferno per omaggiare il sommo poeta italiano, i cui versi continuano a essere inesauribile fonte di ispirazione per ogni tentativo di scrittura. Sarà Annibale Pavone, interprete da sempre impegnato nella divulgazione dei versi danteschi, a restituire, attraverso la lettura di alcuni canti dell’Inferno, la forza e la necessità di un poema immortale. Il tema drammaturgie inoltre sarà messo a fuoco, dal simposio Pubblicare Teatro, e attraverso una serie di incontri quotidiani con gli artisti del Festival, moderati da Claudia Cannella, critica di teatro e direttrice della rivista «Hystrio».

«47. Festival Internazionale del Teatro»
22 luglio- 5 agosto 2019

Arsenale, Ca’ Giustinian e Teatro Goldoni - Venezia

www.labiennale.org