VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow TEATRO arrow Classici ribelli. Maurizio Scaparro e Alessandra Pizzi inaugurano il Ciclo al Teatro Olimpico
Classici ribelli. Maurizio Scaparro e Alessandra Pizzi inaugurano il Ciclo al Teatro Olimpico
di Livia Sartori di Borgoricco   
Image

Inaugura il 19 settembre la 72. edizione del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, la prima sotto la direzione artistica di Giancarlo Marinelli, che ha scelto come titolo della rassegna un programmatico Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani – rovesciamento del muore giovane chi è caro agli Dei di Menandro – non solo una dichiarata riflessione intorno al grande tema della ribellione nel rapporto tra gli uomini, il Fato e gli Dei, ma soprattutto la decisa rivendicazione del potere e del dovere maneggiare “i grandi classici”, ché veramente le opere considerate ‘intoccabili’ rischiano di non riuscire a dirci più niente, nel loro isolamento dorato, mentre invece è dando loro nuova linfa, che continuano a perpetuare il racconto della potenza umana, a un tempo grandiosa e misera. Il primo appuntamento in programma (19-22 settembre) è una dedica artistica a un grande Maestro del teatro italiano: Giorgio Albertazzi.

 

A lui, e al suo Memorie di Adriano, Maurizio Scaparro, regista profondamente legato al Teatro Olimpico, dedica Frammenti di memorie di Adriano, evento speciale in esclusiva nazionale, realizzato con la collaborazione di Ferdinando Ceriani, e portato in scena da Pino Micol, interprete di un testo originale che mescola l’opera di Marguerite Yourcenar con i commenti e gli scritti personali annotati sul copione dello stesso Albertazzi. Uno spettacolo che riporta al tempo in cui, come diceva Flaubert, «…gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo».


È una prima nazionale anche il secondo spettacolo in programma (27 e 28 settembre), Apologia di Socrate, una produzione Ergo Sum adattata e diretta da Alessandra Pizzi, con Enrico Lo Verso nei panni del grande filosofo condannato a morte ingiustamente.

 

L’Apologia, incondizionata difesa da parte del giovane Platone della figura e dell’insegnamento del suo amato maestro, diventa l’archetipo dell’errore giudiziario e in questa versione vicentina vuole raccontare una vicenda umana, che è quella di molti: di chi ogni giorno è soggetto al giudizio della folla, perché diverso, e di chi sotto il peso di un’errata accusa ha perso la vita.

 

A latere degli spettacoli, un programma di incontri e dibattiti ne approfondisce i temi: il 21 settembre Maurizio Scaparro, insieme a Ferdinando Ceriani e Pino Micol ripercorre l’avventura culturale, teatrale e umana condivisa con Giorgio Albertazzi; il 27 il filosofo della storia Umberto Curi, e il grecista Luciano Chiodi indagano la modernità dell’Apologia a 2400 anni di distanza.

 

«72. Ciclo di Spettacoli Classici»
19-22, 21, 27, 28 settembre 2019

Teatro Olimpico-Vicenza
www.tcvi.it/it/classici