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Coverstory. La danza della libertà alle Gallerie delle Prigioni
di F.M.   

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Le Gallerie delle Prigioni a Treviso rappresentano uno dei luoghi più interessanti per l’arte contemporanea in Italia e a ogni mostra succedutasi dall’apertura nell’aprile 2018, questo luogo nato nel XIX secolo per la reclusione denota la sua grande capacità di essere uno spazio di apertura e di internazionalità. Merito della committenza di Luciano Benetton e del lavoro immaginifico di restauro di Tobia Scarpa, che ha preservato e riscoperto importanti caratteristiche storiche e architettoniche del luogo.
Le Gallerie delle Prigioni hanno per destinazione la conoscenza e il confronto, facendo incontrare diversi contesti, orientamenti e prospettive culturali. Una parte di questa ricerca riguarda lo studio e la reinterpretazione delle narrazioni contenute all’interno del progetto Imago Mundi.

 

Ne è un esempio la mostra collettiva When you dance you make me happy, in corso alle Gallerie fino al 10 novembre, in cui sono presentate opere scelte dalla collezione personale di Luciano Benetton. Una esibizione incentrata sul corpo umano, contenitore di lotta esistenziale, da cui scaturiscono ingegno e creatività.

 

La danza è una metafora e ci guida in un viaggio che parte dall’introspezione per condurre a diversi atti performativi. Il corpo si muove, si ferma, riprende a muoversi e acquista forza all’interno di un gruppo, in un crescendo che va dalla decadenza al trionfo.

 

Il curatore Nicolas Vamvouklis è stato capace di conferire al percorso espositivo un taglio giocoso, ma allo stesso tempo rigoroso, senza mai riempire gli spazi, lasciando al visitatore la possibilità di interazione con l’opera d’arte che non sovrasta la struttura: nelle stanze/celle si susseguono sculture, quadri, stampe e video di artisti internazionali.

 

Il percorso espositivo procede dall’antitesi tra dimensione interiore e mondo esterno, sfera pubblica e sfera privata, partendo dall’idea del corpo come guscio, che è dimora ed è prigione. Una collezione rappresenta un atto creativo e nel corpus della stessa si delinea una identificazione tra il collezionista e le sue opere, in questo senso la mostra offre la possibilità di intercettare le esperienze contenute nella Luciano Benetton Collection.

 

Le immagini scandiscono un ritmo infuso di energia che il visitatore è invitato a lasciar pulsare per rispondere con il proprio movimento: ecco da dove scaturisce l’idea di una danza ideale. Nelle presenze della collezione si denota una notevole capacità predittiva di fama futura, infatti alcuni degli artisti in mostra, da anni presenti nel corpus della Collezione di Luciano Benetton, sono assurti oggi al ruolo di star nella Biennale Arte in corso e in altre manifestazioni internazionali, un esempio tra tutti: Lynette Yiadom-Boakye. Oltre a lei, questi gli artisti presenti: Hamed Al Moctar, Arman, Stuart Bird, Iskra Blagoeva, Ecke Bonk, Seni Camara, Bianca Casady, Nick Cave, Mohammed Charinda, Felix Deac, Birgit Dieker, Nathalie Du Pasquier, Roman Dziadkiewicz, Leo Gabin, Barkley L. Hendricks, Karoline Jeuffroy, Joseph Kosuth, Dapper Bruce Lafitte, Helmut Lang, Deborah Luster, Joseph Lyombo, Maripol, Atefeh Marjani, Angel Miov, Asli Narin, Ousmane Ndiaye Dago, Hermann Nitsch, Hélio Oiticica, Giangi Pezzotti, Anna Elionora Olsen Rosing, Haralampi G. Oroschakoff, Iona Rozeal Brown, Accra Shepp, Mario Toral, Arturas Valiauga.

«When you dance you make me happy. Hightlights from the Luciano Benetton Collection»
Fino 10 novembre 2019
Gallerie delle Prigioni, Piazza del Duomo 20-Treviso
www.imagomundiart.com