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Quando deflagra la notte. Al Teatro Ca’ Foscari appuntamento con Marco Baliani e Silvia Piovan
di Livia Sartori di Borgoricco   
ImageA dieci anni di distanza dalla prima, la nuova Stagione del Teatro Ca’ Foscari con il titolo La via maestra: ricomporre il presente sceglie di riflettere sulla perdita di orientamento che segna il nostro oggi. Dopo l’apertura del mese scorso con Marta Cuscunà, la programmazione entra nel vivo il 7 novembre con un intenso spettacolo di Marco Baliani diretto da Maria Maglietta, il racconto di Una notte che solo dopo che è successa diventa sbagliata. Siamo in un’indistinta periferia, non bella, degradata.

 

È da poco passata mezzanotte quando Tano, ex paziente psichiatrico, esce dall’appartamento dove vive con la madre per portare fuori Uni, il suo cane. Sta girando una volante della polizia, impegnata a dare la caccia agli spacciatori del quartiere. I poliziotti individuano su una panchina un ragazzo di colore, ma lo perdono, perché Uni abbia forte e lo fa scappare. Come si fa ora? Abbiamo già chiamato i rinforzi, non si può fare brutta figura. Non importa, ne troviamo un altro, di ‘balordo’... Seguendo una narrazione non lineare, un accadimento di pochi minuti, cuore pulsante del racconto, si espande, si amplifica fino a permearlo dall’inizio alla fine, grazie anche alla maestria di Baliani che, a un tempo, è tutti i protagonisti di quella notte assurda, Tano, i poliziotti e persino il cane, tutti immersi nel paesaggio sonoro di Mirto Baliani che pervade l’intera tessitura dello spettacolo, fin dentro le pieghe drammaturgiche del racconto.

 

È un personaggio sfortunato Tano, suscita pena, ma il grande lavoro di questo spettacolo sta nel non condannare – non è teatro civile – ma nello sfruttare la dimensione di rito collettivo tipica del teatro per «mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità», dando voce anche “agli altri”, al sommerso – bassi stipendi, molto pericolo, tanta pressione – che porta a quel momento lì, proprio quello, in cui Tano esce di casa e la notte deflagra.

 

Mercoledì 27 è invece in cartellone un recital di Silvia Piovan dedicato alla poetessa polacca Wisława Szymborska, Premio Nobel nel 1996: Come Bach suonato su un bicchiere per un istante, una commistione fra teatro e poesia in cui l’io narrante, Malgosia – amica d’infanzia della poetessa – con lo stesso tono ironico, leggero e divertito che è nella scrittura di Szymborska, conduce lo spettatore sempre più a fondo nell’intimo spazio della poesia, dove ci si interroga sulla vita e sulla morte, sull’amore e sul ruolo del poeta, dove la parola si fa corpo oltreché voce.

«La via maestra: ricomporre il presente»
7, 27 novembre 2019

Teatro Ca’ Foscari, Santa Marta - Venezia
www.unive.it/teatrocafoscar i