VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow VENICENESS arrow VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Anna Buzzacchi
VENEZIANI A TAVOLA | Intervista ad Anna Buzzacchi
di Pierangelo Federici   
ImageArchitetto, svolge un'intensa attività professionale nel settore dell'edilizia residenziale nel centro storico di Venezia e in terraferma. Nella Commissione Edilizia del Comune di Venezia negli anni 1985-'90 e della Provincia di Venezia negli anni 1995-'99, è stata Presidente della Commissione Edilizia Territoriale di Venezia Centro Storico (2004-2009). È al secondo mandato alla Presidenza dell'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia.

L'intervista
Anche i non addetti ai lavori cominciano ad apprezzare lo sforzo di comunicazione e l'impegno istituzionale verso un dialogo diffuso, così come è stato impostato negli ultimi anni dall'attuale Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Venezia. È proprio per conoscere meglio questa Nouvelle Vague che ho chiesto ad Anna, amica di vecchia data, una chiacchierata sul lavoro che sta svolgendo.

Ciao Anna, comincerei quest'intervista proprio ripercorrendo la strada degli eventi pubblici che negli ultimi anni hanno caratterizzato l'attività dell'Ordine. Senza per questo abbandonare il ruolo naturale di rappresentanza istituzionale, l'ente che rappresenti ha animato per due edizioni consecutive il padiglione Venezia della Biennale Architettura con UP e Follow UP. Ci racconti com'è andata e se ci sono progetti per l'edizione del 2020?
Per la partecipazione all'allestimento del Padiglione Venezia dobbiamo innanzitutto ringraziare il Sindaco, che ci ha offerto l'occasione per avviare l'esperienza di comunicazione sui temi della città contemporanea e degli spazi urbani come luoghi dell'incontro.
Positiva è stata la valorizzazione dei contributi dei colleghi, anche giovani, che hanno potuto esporre le loro visioni per la città e le loro proposte per un rinnovato uso degli spazi. Per l'edizione 2020 non siamo stati ancora coinvolti.

Poi arriva l'evento nazionale dell'Ordine, Open!, la manifestazione degli studi italiani in un unico grande evento diffuso, che anche qui da noi ha avuto un buon successo e una notevole partecipazione di pubblico.
L'iniziativa nazionale di apertura degli studi degli architetti ai cittadini è stata dal nostro Ordine interpretata come occasione di dialogo con i cittadini, in cui l'architetto ha avuto il compito di ascoltare bisogni e desideri espressi in varie situazioni del territorio ed ha potuto far conoscere alcuni progetti, frutto dell'attività professionale.
Ci sono stati eventi, organizzati con la collaborazione di più studi con l'uso temporaneo di luoghi pubblici e privati, anche attualmente non occupati, che hanno visto la partecipazione interessata dei cittadini.

Infine, eccoci alla proposta di un vero e proprio Festival dell'Architettura. Lanciata con un primo evento nei primi giorni dello scorso ottobre, l'idea parte dal voler dare significato all'Architettura come “bene comune”, cioè?
Dopo il consenso ad Open! non si poteva attendere un anno per riprendere il dialogo con Open 2020 e così si è pensato che fosse importante proporre una festa alla città metropolitana per festeggiare l'architettura, come elemento che ci deve appartenere e di cui ci dobbiamo occupare, perché definisce gli spazi interni ed esterni che abitiamo. Festeggiare l'architettura significa implicitamente esprimere una domanda consapevole di buona qualità degli spazi per il nostro abitare.

La mia piccola rubrica si chiama Veneziani a Tavola, tratta di cucina. Lo so che non sei la “classica buongustaia” però, per stare in tema e siccome fin dall'Antica Grecia si usa dire che “non si può ragionare con la pancia vuota”, ci racconti le tue preferenze sul cibo?
Preferisco cibi semplici e poco elaborati ma, se qualcuno li prepara, so apprezzare anche qualche raffinata proposta. Il cibo preferito esprime per me un carattere identitario della mia città di origine: Mantova e, quindi, non può che trattarsi dei… tortelli di zucca!

Grazie del tempo che mi hai dedicato. Chiuderei con la più classica delle domande: i tuoi progetti per il futuro?
Considerata la mia età non può che trattarsi di un futuro prossimo, nel quale spero di poter continuare ad occuparmi della professione che in fondo amo e che mi diverte.

La ricetta
Dovessi scegliere una “ricetta” per l'architettura contemporanea, personalmente prediligerei quella dell'architetto Mario Cucinella (tra l'altro, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018): «I bisogni delle persone stanno cambiando e si prospettano nuove sfide economiche e ambientali. L'architettura è chiamata a offrire le giuste risposte in armonia con l'ambiente e il contesto culturale. Questo processo mi sembra più vicino alla complessità della natura piuttosto che a quella dell'artificio meccanico. Edifici con alto grado d'empatia, un'empatia creativa».
Cara Anna, rileggendo queste parole e comprendendo il significato che comunicano gli eventi organizzati dall'Ordine, mi viene da pensare che il lavoro dell'architetto e quello dello chef, in una visione contemporanea di salvaguardia ambientale e valorizzazione del territorio, non siano poi così distanti.

MILLEFOGLIE DI SPINACI, FORMAGGIO E SALMONE
Un po' per scherzo e po' sul serio, ecco la tua ricetta particolarmente facile, ma che si ispira visivamente all'opera più famosa di Stefano Boeri, quel “bosco verticale” che è un modello di edificio residenziale sostenibile, un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell'ambiente. L'architettura che aiuta la creazione di un proprio microclima, produce ossigeno e umidità, assorbe CO2 e polveri sottili.
Comincia procurandoti: pasta brisée, spinaci freschi, salmone affumicato, formaggio “primo sale”, burro e parmigiano. Fai sciogliere in padella due noci di burro e quindi unisci gli spinaci e una presa di sale, quindi fai cuocere per non più di cinque minuti. A fuoco spento aggiungi il parmigiano grattugiato e lascia riposare. Ora, stendi la pasta brisée e tagliane dei quadrati di circa 12/15 centimetri di lato, quindi infornali fino a quando risulteranno dorati. Disponi sovrapponendo sul piatto di portata: un primo quadrato di brisée una fetta di formaggio e un ciuffo di spinaci; poi un altro quadrato di pasta, una fetta di salmone e ancora spinaci; un terzo quadrato e così via, fino a ottenere un bosco verticale in scala 1:500 da servire accompagnato con burro e un calice di buona birra Pilsener.