VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow La perfetta imperfezione. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe
La perfetta imperfezione. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe
di Franca Lugato   
ImageOltre la soglia d’ingresso dell’Appartamento privato del Doge a Palazzo Ducale giganteggia una mappa antica del Leo Belgicus che ci introduce all’interno di quella complessa situazione geopolitica, nell’attuale regione del Benelux, dove una guerra lunga, feroce e sanguinosa venne combattuta nel XVI secolo sotto i vessilli della religione cattolica da una parte e di quella protestante dall’altra. È il prequel della mostra Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe, organizzata dalla Fondazione Musei Civici Veneziani assieme alla città di Anversa.

 

La città, situata sulla riva destra dello Schelda a pochi chilometri dal mare del Nord, grazie alla sua vantaggiosa posizione geografica, era diventata una delle città fiamminghe più ricche e popolose del Cinquecento: un crocevia di traffici, di culture e di arte.


L’Anversa dei ricchi mercanti, dei banchieri, degli imprenditori, dei colti professionisti, insomma di una borghesia facoltosa e abbiente subisce un duro colpo e la capitolazione nel 1585. La rivolta contro il governo autoritario del Re di Spagna Filippo II fu la causa della spaccatura tra i Paesi Bassi del Nord e quelli del Sud, con questi ultimi – più o meno l’attuale Belgio – che rimasero fedeli al sovrano spagnolo e al Cattolicesimo. La ricaduta sulle arti fu immediata e di grande portata, spostando il baricentro sull’Olanda e aprendo così la straordinaria stagione del Secolo d’oro dominato da artisti come Rembrandt e Vermeer.


Anversa, comunque, si assicura per tutto il Seicento un flusso costante di commesse dalla Chiesa controriformata, dalla Corte che aveva sede a Bruxelles, dalla nobiltà e dalla ricca borghesia, continuando a sostenere un ruolo centrale e di grande novità nel campo delle arti. Con Rubens e i suoi discepoli, da Van Dick a Jordaens, la città si riempie di grandiosi cicli pittorici a tema sacro, la committenza di corte e aristocratica continua a essere fiorente.

 

ImageConturbanti opere a sfondo mitologico vengono richieste non solo all’interno delle Fiandre. La ritrattistica continua a rappresentare un’eccellenza. I ricchi e compiaciuti burghers – gli abitanti della città – amano circondarsi di beni di lusso, dagli arazzi agli oggetti sbalzati in argento, dagli strumenti musicali (Anversa era la capitale mondiale per la costruzione dei clavicembali) ai cabinet da esposizione.

 

La mostra suggerisce tutto questo, con una ricchezza di opere che provengono da importanti collezioni pubbliche e private, dove in filigrana emerge la cultura artistica italiana, fonte di inesauribile di ispirazione per gli artisti fiamminghi. Dall’amore per Tiziano e Tintoretto, presenti in mostra con alcune opere, fino all’amato e imitato Caravaggio.


Una prima conclusione dell’esposizione è la straordinaria selezione di Nature morte, imperdibili quelle di Clara Peeters con pesci, crostacei e formaggi locali, che contengono gli eleganti vetri à la façon de Venise, tanto simili esteriormente agli originali veneziani da essere praticamente indistinguibili da essi. L’ultima sala propone un finale musicale: l’ascolto di alcuni brani prodotti da musicisti fiamminghi per la Repubblica di Venezia durante il periodo in cui la Cappella ducale venne affidata per più di trent’anni al fiammingo Adrian Willaert.

«Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe»
Fino 1 marzo 2020

Palazzo Ducale, Appartamento del Doge - Venezia
palazzoducale.visitmuve.it