VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow A Palazzo Grassi il grande Gioco di Henri Cartier-Bresson
A Palazzo Grassi il grande Gioco di Henri Cartier-Bresson
di Redazioneweb   
Image

Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu, co-organizzata con la Bibliothèque nationale de France e in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson, è un progetto inedito pensato per Palazzo Grassi (11 luglio-10 gennaio 2021) basato sulla “Master Collection”, una selezione di scatti operata dallo stesso Cartier-Bresson nel 1973, su invito di due amici collezionisti, Dominique e John de Menil. Fu infatti lo stesso fotografo a scegliere, tra le proprie stampe a contatto, le 385 immagini che considerava migliori. Esistono solamente 6 esemplari di questo prezioso nucleo dell’opera di Cartier-Bresson, custoditi rispettivamente presso il Victoria and Albert Museum di Londra, la University of Fine Arts di Osaka, la Bibliothèque nationale de France, la Menil Foundation di Houston, ma anche presso la Pinault Collection e naturalmente presso la Fondation Henri Cartier-Bresson.

Cinque curatori d’eccezione François Pinault, Annie Leibovitz, Javier Cercas, Wim Wenders, Sylvie Aubenas, più Matthieu Humery, curatore principale della mostra, sono chiamati a offrire il loro punto di vista sul lavoro dell’“Occhio del secolo”. La parola “jeu” in francese si avvicina a “je”, che significa “io”. Il “Grand Je” viene celebrato in primo luogo attraverso l’omaggio all’opera di un unico artista e, simultaneamente, attraverso l’“io” di ogni curatore che emerge, in controluce, nella scelta delle immagini. Le regole del gioco sono semplici: ognuno dei cinque curatori è stato invitato a selezionare una cinquantina di immagini dell’artista, circoscritta agli scatti scelti dallo stesso Henri Cartier-Bresson contenuti nella “Master Collection”. Ogni curatore, inoltre, ha operato la propria selezione senza conoscere quella degli altri. Nello stesso modo l’allestimento, così come ogni elemento della mostra, è stato lasciato a discrezione di ciascun curatore. Il percorso risulta, quindi, essere composto da cinque esposizioni autonome e indipendenti tra loro dove i cinque curatori ci raccontano in totale libertà la loro storia, le loro sensazioni e il ruolo che queste immagini possono aver rappresentato per il loro lavoro e la loro vita.

 

Image

 

 

FRANÇOIS PINAULT

Tra i più grandi collezionisti di arte contemporanea del mondo. Attraverso la Pinault Collection ha sviluppato un progetto culturale destinato a promuovere l’arte contemporanea e renderla accessibile a tutti.

 

Dal 2006, il progetto della Pinault Collection si sviluppa attorno a diversi assi: un’attività museale a Venezia con Palazzo Grassi, Punta della Dogana e il Teatrino; un programma di mostre presentate in altre istituzioni (Mosca, Seul, Monaco, Dinard, Lille, Dunkerque, Essen, Stoccolma, Rennes, ecc.); una cooperazione importante con grandi istituzioni museali in tutto il mondo per lo sviluppo di una politica di prestiti e nuove acquisizioni congiunte (Centre Pompidou, LACMA, Philadelphia Museum of Art, ecc.); un sostegno ad artisti emergenti con la creazione di una residenza a Lens in partenariato con le istituzioni regionali (FRAC, Louvre-Lens, ecc.); un sostegno a storici dell’arte moderna e contemporanea con la creazione del Premio Pierre Daix nel 2015; attività di mecenatismo come il restauro della casa di Victor Hugo, a Guernsey.

 

 

Image

  

ANNIE LEIBOVITZ

Ha iniziato la sua carriera come fotoreporter per «Rolling Stone» nel 1970, mentre era ancora una studentessa al San Francisco Art Institute. Da allora le sue immagini sono apparse regolarmente sulle copertine di molte riviste.

 

Fra i numerosi e importanti lavori della Leibovitz vi sono alcuni dei ritratti più iconici del nostro tempo: attori, registi, scrittori, musicisti, atleti, sportivi, politici e uomini d’affari, oltre a fotografie di moda, estendendo i confini del suo ritratto collettivo della vita contemporanea.

 

 Oltre ai lavori in ambito editoriale ha realizzato diverse campagne pubblicitarie memorabili. Annie Leibovitz ha un particolare interesse per la danza e nel 1990 ha documentato la creazione del White Oak Dance Project con Mikhail Baryshnikov e Mark Morris. Nominata “leggenda vivente” dalla Biblioteca del Congresso, vive a New York con le sue tre figlie: Sarah, Susan e Samuelle.

 

Image

 

 

JAVIER CERCAS

Professore di letteratura spagnola, nel 2001 ha pubblicato Soldati di Salamina, un successo clamoroso sia in Spagna sia all’estero, che ha ricevuto elogi da autori prestigiosi del calibro di Mario Vargas Llosa, George Steiner, J.M. Coetzee e Susan Sontag.

 

Da allora, Cercas si è dedicato alla scrittura a tempo pieno, un’audace esplorazione tra realtà e finzione, occupando un ruolo di primo piano nella narrativa spagnola. Collabora regolarmente con il quotidiano «El País».

 

 

 

 

 

Image

 

 

WIM WENDERS

Regista. Wim Wenders trasmette la poesia caotica del suo universo attraverso film dalle molteplici ispirazioni caratterizzati da una bellezza pura.

 

Tra la costante evocazione della sua Germania e i tributi agli uomini che ammira, il suo cinema ci parla di movimento, effimerità, angoscia e speranza.

 

Promotore del Nuovo Cinema Tedesco, le sue opere sono un concentrato di critica e cinefilia. La sua passione per l’America traspare da molte sue pellicole.

 

 

 

Image

 

 

SYLVIE AUBENAS

Curatrice generale delle biblioteche, ha trascorso la maggior parte della sua carriera presso la Bibliothèque nationale de France (BnF).

 

Contemporaneamente, ha tenuto corsi di storia della fotografia all’Università di Parigi IV Sorbona per dodici anni. Dal 2007 è a capo del Dipartimento di Stampe e Fotografia della BnF. Ha conseguito una specializzazione in storia della fotografia. Dal 1994 cura numerose mostre in Francia, in Europa e negli Stati Uniti.

 

 

 

 

 

 

Image MATTHIEU HUMERY

Curatore di mostre e specialista della fotografia, Matthieu Humery vive e lavora a Parigi, Arles e New York. Dopo aver diretto il dipartimento di fotografia da Christie’s, per il quale ha organizzato numerose vendite monografiche a New York e Parigi, Matthieu Humery ha curato diverse mostre, tra cui Irving Penn, Resonance a Palazzo Grassi nel 2014.

 

La sua ultima mostra 50 years, 50 books. Masterworks from the library of Martin Parr è stata presentata nell’ambito del 50. anniversario dei Rencontres d’Arles nel 2019. Cofondatore del Los Angeles Dance Project, Humery ha avviato numerosi progetti che intrecciano coreografia e arte contemporanea.

 

 

 

 

 

 **Leggi anche Tre sguardi sull'arte di oggi negli spazi di Tadao Ando 

 

www.palazzograssi.it