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La sostanza delle idee. Apre a Venezia TolettaSpazioEventi
di Massimo Bran   

In una città ormai giunta sul crinale critico della sua sparizione in quanto tale, dopo almeno tre decenni di irreversibile abbandono a una monocultura turistica che progressivamente ha svilito l’idea alta stessa di turismo che pure Venezia aveva saputo prima coltivare, in una città in cui non vi è traccia alcuna di una seppur minima visione progettuale di sé futura, tutta rapita da quella dannata rendita di posizione per cui il dovere della qualità dell’offerta di servizi per vivere, da turisti e da residenti, questo luogo unico è davvero l’ultimo dei pensieri, in una città, in sostanza, su cui pochi scommetterebbero un centesimo in un suo alto futuro europeo, internazionale, da grande capitale culturale quale dovrebbe sempre essere, l’arte, l’offerta espositiva dei diversi linguaggi espressivi del fare arte oggi rappresenta davvero l’ultima vitale scialuppa cui aggrapparsi per salvarsi da questo stato di vita quotidiano sempre più degradato.

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Il fotografo è un viandante,  la sua è un’arte errante (Michele Alassio)

 

La Biennale certamente ha rappresentato in questi ultimi 25 anni almeno un motore straordinario nel consolidare e rilanciare la cifra di capitale artistica internazionale di Venezia: sapere che almeno una volta all’anno questa città platealmente è ancora in grado di dimostrare ciò che potrebbe e dovrebbe essere in ogni suo santo giorno rappresenta una forma di resistenza davvero potente. In questi ultimi, recenti anni l’insediamento di almeno una decina di fondazioni internazionali d’arte provenienti da ogni dove, e altrettante se ne preannunciano, è la dimostrazione plastica che la capacità attrattiva di questa città, nonostante il degrado di cui sopra, è ancora comunque fortissima, e non solo per apparizioni fugaci, one shot. Lo sappiamo, non basta, però è comunque un’ancora luminosa, l’ultima, su cui far conto per rimanere a galla. E però, e però… Uno dice, e insomma, non ti accontenti mai, che vuoi di più?
Molto. Diciamo che l’universo Biennale ha prodotto una scossa dirompente nel disincanto ormai atavico dei più che qui ancora vivono, proponendo fermenti contemporanei in vitale dialogo tra di essi in tutto il suo corpo urbano. Bene. Però il tutto si svolge su un terreno eminentemente espositivo. A mancare è l’altra faccia della medaglia, quella forse meno luccicante eppure nodale per dare completezza a questo percorso, ossia la dimensione laboratoriale, la capacità di queste grandi fondazioni, musei, gallerie di coinvolgere chi qui studia e lavora con le arti, a partire dalle centinaia di giovani che studiano e lavorano su questo terreno nelle università e nelle accademie, non solo a Venezia si intende. Insomma, a mancare è proprio un percorso circolare continuo, che coniughi intelligentemente e concretamente l’alto con il basso, la schiuma con il fondo. Certo, accendere un simile processo sarebbe compito di chi per funzione ha quella di produrre visioni sistemiche a livello dirigenziale, amministrativo. Ma qui, come sappiamo, siamo non all’anno zero, di più. E va da sé, perciò, che un simile tema rimanga lettera non morta, ma neanche apribile da chi sappiamo. E quindi l’impresa non può che farsi disperata. Eppure c’è chi, privatamente, rischiando di suo, scommette senza alcun ritorno garantito, ma anzi, su chi non ha i mezzi per neanche proporsi in scenari così alti e dispendiosi quali quelli di una Biennale. C’è chi, insomma, crede ancora che vivere e lavorare qui significhi anche costruire un nuovo senso di stare insieme, partendo dalla ricerca, dalla “scoperta” di nuove voci costruendo per esse nuovi spazi dove poter essere, esprimersi, produrre, mostrare. Questa nuova, straordinaria avventura, TolettaSpazioEventi, concepita e realizzata da Giovanni Pelizzato, titolare e animatore culturale di quella storica e vitale libreria veneziana che tutti noi da sempre frequentiamo e che risponde al nome de “la Toletta”, e da uno dei più importanti e “presenti” fotografi veneziani, quel Michele Alassio protagonista di progetti e mostre un po’ in tutto il mondo sempre con un occhio vivo a restituire meraviglie e disgrazie della sua stra-amata città, beh, è ben più che un balsamo per la nostra bruciatissima pelle. Uno di quei progetti per cui la sua sola ideazione e prima realizzazione ti rimettono in moto testa, anima, in una parola, la vita, sì, perché è di questo che si tratta e si parla qui: creare spazi di vita nell’ultima oasi rigogliosa di questo luogo, l’arte. . Un’oasi che per avere però un futuro più pieno e sensato deve prendersi cura delle sue acque, della sua linfa, che non possono che alimentarsi senza soluzioni di continuità coltivando chi viene ora, chi viene dopo. Chapeau.

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LO SPAZIO
TOLETTASPAZIOEVENTI
All’interno di un contenitore totalmente nuovo, originalissimo e inatteso – qual è materialmente il magazzino/deposito operativo di una libreria –, continua l’impegno culturale che ha sempre caratterizzato le attività della Libreria Toletta e in particolare del suo titolare Giovanni Pelizzato. Uno spazio di aggregazione, di dibattito e di confronto aperto alla presentazione di volumi, agli incontri con autori e a ogni altra attività connessa, mentre la parte espositiva, con la direzione artistica di Michele Alassio, viene dedicata esclusivamente alla fotografia e grafica contemporanea e non. Un programma espositivo basato su collaborazioni internazionali con i migliori autori presentati in mostre personali e sull’innovativo Venice Photo Prize, un concorso sostenuto da Banca Generali riservato ad assoluti esordienti nel campo fotografico.  
Fondamenta di Borgo, Dorsoduro 1134

LA MOSTRA

VENEZIA Serie 2019, 2020, 2021

Ad inaugurare Toletta SpazioEventi, l’esposizione di una selezione di fotografie tratte dalle ultime serie realizzate a Venezia dal fotografo Michele Alassio, direttore artistico dello spazio, che documentano lo stravolgimento che ha colpito la città nel solo arco di tre anni coincidenti con la realizzazione dei tre distinti progetti. Venice’s Autopsy realizzata tra il 2018 e il 2019 nel pieno dell'overtourism; Our Darkest Hour, its radiant time, prodotto nel 2020, durante il primo lokdown, dominato dalla drammaticità del momento, Mirages-joking with fire, realizzato nel 2021, alla paura si sostituisce la consapevolezza di non esporre più la città ad altre “apocalissi”. Non un semplice mostrare, soprattutto un provocare una reazione, avviare un approfondimento, stimolare delle riflessioni, ricercare delle soluzioni per Venezia, bellissima, unica e fragile.
Inaugurazione, 4 settembre h. 18.30
 
LIBRO

PASSING STEAMER

«La fotografia smette di essere un documento e può essere arte quando ciò che mostra non è il fine, ma il mezzo» .Michele Alassio ci conduce attraverso la sua personalissima indagine sulla fotografia operata attraverso la sua diretta esperienza, restituendola in un libro che è un sorta di “romanzo” di formazione declinato sul fotografare. Il libro, edito da laToletta Edizioni, uscito ad agosto 2021, sarà presentato da Giovanni Montanaro, autore della prefazione.
Presentazione libro, 18 settembre h. 18

 
latoletta.com