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Roma e Venezia: dialogo italiano. Le città d'arte raccontate da Gian Antonio Stella e Paolo Fallai
di Redazioneweb   
battaglie_perse.jpgfallaifontanepiatto-2.jpgSabato 4 dicembre all’Event Pavilion del Fondaco dei Tedeschi due nomi di spicco del giornalismo italiano dialogano sul tema: Roma e Venezia: narrare e salvaguardare le città d’arte fra unicità e contraddizioni, ricchezza e ambiente. Le due firme del «Corriere della Sera» sono Gian Antonio Stella, editorialista del quotidiano di via Solferino e autore del libro Battaglie perse e Paolo Fallai, giornalista e autore del libro A Roma di notte le fontane si muovono.

 

Gian Antonio Stella riporta all’attenzione del pubblico alcuni testi formidabili di Indro Montanelli, in cui una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano lanciava alti lai di denuncia contro la devastazione del territorio, tema di stretta attualità, allora come oggi. Testi che spiegano ciò che l’Italia è oggi e ciò che avrebbe potuto essere. O magari tornare a essere. «La distruzione di un paesaggio è un crimine che dovrebbe valere ai responsabili la galera a vita».

Indro Montanelli, per decenni celeberrimo per le sue polemiche politiche, le sfuriate sui difetti degli italiani, gli elzeviri ricchi d’ironia, le rasoiate a questo o quell’uomo di potere, la franchezza dei dialoghi con i lettori, è stato il giornalista più conosciuto dell’ultimo secolo. Eppure una larga parte del suo lavoro, soprattutto, ma non solo, negli anni in cui il nostro Paese viveva una straordinaria stagione di euforia economica ma insieme di degrado culturale, ambientale, paesaggistico, è rimasta ignota. O quasi.

 Ancora si ricorda la storica battaglia per salvare Venezia, ma restano stupefacenti il silenzio, l’oblio, la rimozione su decine di altre battaglie («quasi tutte perse» sospirava) combattute per il nostro patrimonio e in difesa dell’articolo 9 della Costituzione. Dall’assalto edilizio all’avvelenamento delle acque, dalla decimazione degli alberi al saccheggio dei siti archeologici, dalle coste sarde alle Dolomiti: non c’è tema sul quale non abbia lanciato l’allarme. Spesso ignorato anche da coloro con i quali avrebbe forse potuto dialogare, offrendo a questo Paese prospettive diverse.


Il libro di Paolo Fallai invita a percorrere le strade di Roma, ascoltando le sue storie: quelle accadute e quelle che sarebbero potute accadere. Si può scoprire una città che non è fatta di cartoline, ma di scorci di una bellezza insolita, libera e gratuita, che arriva all’anima e per cui non serve il biglietto d’ingresso. Basta allenare la curiosità, il senso critico e la gratitudine.
In quasi tre millenni di storia Roma ha visto tutto. È stata governata da personalità eccezionali e mediocri imbroglioni. Ha conosciuto il genio e l’imbecillità, solo la presunzione non riesce proprio a tollerarla. Trova sempre il modo di punirla, rivelando un aspetto di sé che non era stato colto. Ecco quindi particolari inattesi come la mano di Cicerone che indicava il prezzo del vino, la Torre Argentina che argentina non è, la statua di Marco Aurelio salva perché lo scambiarono per Costantino, il prezioso ponte romano acquattato sotto la strada per Ostia. Ecco curiosità che cambiano una prospettiva, come sapere che Torpignattara deve il suo nome alla madre dell’imperatore Costantino o ricordare in largo dei Librari, con la sua chiesa ritrovata, l’epoca fiorente dei primi stampatori. Ecco luoghi che collegano passato e presente, come il monastero di San Saba, che da secoli dà ospitalità ai pellegrini. Ecco monumenti che ancora non ci sono, come quello a Ugo Forno, morto a dodici anni combattendo per la Resistenza. Ed ecco nomi che la Storia ha cambiato, per esempio piazza Adolf Hitler divenuta piazzale dei Partigiani e il Ponte del Littorio oggi intitolato a Giacomo Matteotti.


L’incontro è aperto al pubblico su prenotazione alla mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo e fino ad esaurimento posti.


Gian Antonio Stella e Paolo Fallai
Roma e Venezia: narrare e salvaguardare le città d’arte
fra unicità e contraddizioni, ricchezza e ambiente

4 dicembre, ore 18
Fondaco dei Tedeschi – Event Pavilion (4° piano), Venezia