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La consistenza delle nuvole
di Susanna Zattarin   

 

ImageGiunto alla terza edizione, quest’anno il «Candiani Summer Fest» presenta un tema alquanto impegnativo e stimolante. Per la  prima volta, infatti, si è deciso di assegnare un titolo unitario a tutta la programmazione estiva: Con la testa fra le  nuvole.

All’interno della manifestazione trova spazio la nuova edizione di «Jazz Groove», ciclo concertistico curato  dall’associazione culturale Caligola.

 

Ispirata dal titolo, il ciclo offre nel mese di luglio tre grandi eventi, che vedranno  sul palcoscenico: un maestro americano che ha fatto la storia del jazz contemporaneo, quale Anthony Braxton; un interessante protagonista delle nuove tendenze del jazz europeo, il virtuoso violinista rumeno Florin Niculescu; uno dei più raffinati  esponenti del jazz italiano, il pianista Danilo Rea. Accompagnato da Hugo Lippi (chitarra) e Fabien Marcoz (contrabbasso),  Florin Niculescu proporrà una nuova interpretazione dei classici di Django Reinhardt e a Stéphane Grappelli. Danilo Rea  presenterà un Omaggio a Fabrizio De Andrè, appropriato al titolo unitario dell’iniziativa.

 

In prima italiana assoluta, il  concerto Mathematical Clouds del nuovo gruppo Diamond Curtain Wall Quartet del sassofonista Anthony Braxton, con Taylor Ho  Bynum (tromba e trombone), Katherine Young (fagotto) e Mary Halverson (chitarra elettrica, effetti). Braxton è il fondatore  dell’AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians) di Chicago, del 1968. Con For Alto incide il primo vero e  proprio album per sax solo. Le idee radicali a cui dà forma in 3 Compositions Of New Jazz (ancora del 1968), fondamento per  l’Avant-Jazz, si basano su una visione ‘controllata’ dell’improvvisazione, che ha riferimenti nella filosofia e nella matematica. L’artista scardina le strutture tradizionali del genere, sconfinando nell’avanguardia colta europea. Influenzato dai maggiori sassofonisti di scuola jazz, come Coltrane e Dolphy, lo è altrettanto dai compositori contemporanei, come Stockhausen,

 

Cage e Schoenberg, tanto da comporre brani per orchestra ed opere. Da qui anche l’idea di utilizzare diagrammi, al posto di semplici titoli, per le varie composizioni: diagrammi che di frequente indicano la posizione dei vari musicisti durante l’esecuzione. Seppur decisamente d’avanguardia, le sue composizioni rivelano, soprattutto nella ritmica, l’influsso del bebop di Charlie Parker. La sua musica risulta quindi fortemente teorica - significativo che sia stato un giocatore professionista di scacchi - ma non meno intrisa di concezioni misticheggianti.

 

È infatti Braxton stesso a precisare che le dinamiche del suono non possono essere separate dalle implicazioni spirituali e fisiche, secondo intuizioni che trovano origine in culture esotiche, africane ed asiatiche. Nel 1972, a Parigi, registra in una sola session Saxophone Improvisations, Series F. (conformemente al suo approccio matematico, Braxtonstabilisce per ogni gruppo di improvvisazioni un numero di serie), dove il suono viene smembrato tra fragili accenti melodici e violenti slap-tonguing. Base per tutti gli sviluppi a venire dell’improvvisazione ‘solo’.

 

Seguiranno una serie di invenzioni e ri-codificazioni della sintassi improvvisativa del sax, sino a queste ultime ‘nuvole matematiche’.

 

Susanna Zattarin

 

Anthony Braxton & Diamond Curtain Wall Quartet

Martedì 1 luglio, Centro Culturale Candiani-Mestre (Ve)
Info
www.centroculturalecandiani.it