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Oye como toca Carlos - Il ritorno di Santana in Arena
Written by Giovanni Greto   

No translation for Carlos, sorry!

 

Non c’erano più i gruppi dei primi, magnifici, tre LP, oggi rimasterizzati in CD con affiancati alcuni bonus dall’infuocato live di Woodstock 1969 che lanciò definitivamente a livello mondiale il nome di Carlos Santana. Ma vediamo come crebbe la passione per la musica del chitarrista e compositore che dopo più di 40 anni di carriera si esibirà il 30 all’Arena di Verona cercando di catturare l’attenzione di migliaia, almeno così presumiamo, di affezionati spettatori.

 

Carlos nasce il 20 luglio 1947 ad Autlan de Navarro, in Messico. È stato il padre a contribuire alla sua crescita musicale, come rivelò Santana stesso in un’intervista di 16 anni fa. «Mio padre suona ancora oggi. La sua formazione musicale risente di influenze europee, francesi, tedesche e turche, per essere precisi. Papà ha cominciato a suonare la musica ‘mariachi’ - che è tipicamente musica da strada che include anche valzer e polke di origine europea - solo in un secondo tempo.

 

Certo, il rimanere a contatto fin da piccolo con la sua passione musicale ha avuto un’indubbia influenza sulla mia formazione artistica». Santana ha iniziato a suonare la chitarra, abbandonando il violino, nel 1961, l’anno prima che i genitori emigrassero negli Stati Uniti. Lui non ci voleva andare ma l’incessante pressione della madre e del fratello lo persuasero a seguirli a San Francisco.

 

Ma è nei locali di Tijuana, un paese messicano alla frontiera statunitense dove si era spostato prima di seguire i genitori, che cominciarono le sue esibizioni. Nel 1966 formò il suo primo gruppo, The Santana Blues Band, che l’anno seguente riuscirà ad ottenere il primo contratto discografico con l’uscita dell’album Santana: una meravigliosa copertina in bianco e nero per un album che rivoluzionerà la storia del pop introducendo nel rock e nel blues il calore e il ritmo delle percussioni latine. A Santana seguirà Abraxas, con la canzone Black magic woman, anche protagonista della seconda splendida copertina.

 

Il disco contiene inoltre Oye como va, un brano di Tito Puente, che arriverà ad essere conosciuto mondialmente proprio grazie alla versione di Carlos. E arriviamo a Santana III, secondo molti il capolavoro assoluto, che rimase per un mese e mezzo al numero 1 nelle classifiche U.S.A. Noi ci fermiamo qui, lui ha continuato e continua ad abbracciare il suo strumento e chissà che non riesca a riscaldarci il cuore nella cornice suggestiva del teatro veronese.

 

Giovanni Greto

 

Santana
30 giugno Arena di Verona
Info
www.eventiverona.it