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Un eterno contemporaneo. La chiesa del Redentore, simbolo dell'arte di Palladio
di Mariachiara Marzari   
«È strano che i grattacieli moderni siano quelli meno validi. I grattacieli in stile Rinascimento italiano sono di qualità eccellente, contrariamente a ciò che immaginavo prima di vederli. Perché prima del 1925 Brunelleschi e Palladio dominavano la scena. A New York, dunque, imparai ad apprezzare il Rinascimento italiano. È fatto così bene che lo si crederebbe vero» (Le Corbusier).

 

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Andrea Palladio è nato a Padova il 30 novembre del 1508. Nel corso della vita probabilmente ha sempre parlato  il dialetto locale e raramente ha varcato i confini della Serenissima. Sarebbe difficile sostenere che superi per originalità e abilità gli altri architetti che operarono tra il 1420 e il 1580. Eppure, dopo la morte, la sua cifra architettonica è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione che ha cambiato il volto dell'Europa, per poi varcare l'oceano e caratterizzare l'architettura americana.

 

A cinquecento anni dalla nascita (1508-2008) Palladio è, come sempre è stato, un contemporaneo. È facile immaginare dunque lo stupore derivato dalla Chiesa del Santissimo Redentore nella Venezia di fine Cinquecento! Il 20 luglio 1577 con una processione votiva per festeggiare la fine della terribile epidemia di peste, che nell’estate del 1575 era scoppiata a Venezia e aveva provocato in due anni 50.000 morti, era stato costruito un ponte di barche per raggiungere la costruenda chiesa. Un anno prima infatti, nel settembre del 1576, quando il male sembrava invincibile dagli sforzi umani, il Senato aveva fatto voto di realizzare una nuova chiesa intitolata al Redentore come tributo e ricompensa all’aiuto divino. Scegliendo rapidamente fra diverse opzioni valutando forma, localizzazione e progettista, nel maggio del 1577 veniva posta la prima pietra.

 

Provate ad immaginare l’Isola della Giudecca coperta di giardini e scarsamente abitata con la candida e maestosa facciata, armonicamente composta, dove dal linguaggio accademico dell’antico emerge l’indipendente validità dell’architettura, dove storia e attualità coabitano in una costante ricerca di un nuovo concetto di spazio, dove il disegno e la ritmica si valorizzano nella solida plasticità figurativa. La facciata del Redentore costituisce uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale e, di certo, l’esito più maturo e importante nel campo degli edifici religiosi progettati e realizzati da Palladio, ma più in generale emerge la grande esperienza maturata nella sua lunga carriera.

 

Nel 1570, infatti, il suo pensiero era stato codificato nei Quattro libri dell’architettura, testamento architettonico e trattato tecnico su tutto lo scibile del suo tempo nel campo della progettazione nonché primo grande successo editoriale dall'invenzione della stampa e, forse, primo esempio di come una comunicazione efficace e ben costruita e una valida operazione di marketing possano determinare il buon esito di un'iniziativa: sull'onda del successo editoriale, si determina così il successo dello stile palladiano che resiste nei secoli!

 

Mariachiara Marzari