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Undici volte contemporaneo
di Paolo De Grandis   
Siamo al giro di boa! Con questa metafora voglio riassumere l’undicesima edizione di OPEN, proprio perché dopo dieci anni di intenso ed emozionante lavoro, si è presentata la necessità di spunti e stimoli nuovi da cui muovere, orizzonti lunghi su cui perdersi. E dunque, con l’emozione viva e un po’ ingenua del viaggiatore neofita e appassionato alla ricerca di frammenti di stratificazioni culturali, ho voluto dar voce a nuove collaborazioni sfociate nell’estensione dello spettro espositivo e in fertili sodalizi curatoriali.>>>

 

Con queste premesse ho dunque accettato con vivo piacere l’invito da parte dell’Isola di San Servolo ad ospitare per la prima volta OPEN. Il mutuo scambio ha così generato l’idea di proporre un progetto speciale appositamente concepito per l’isola, da tempo luogo accogliente di aggregazione, di proficuo scambio sociale voluto dalla Provincia di Venezia: luogo nel quale attimo per attimo pulsano gli incontri e gli scambi culturali, fucina di significati e valori.

 

È stata quindi una naturale conseguenza quella di collaborare con Gloria Vallese e il neonato gruppo C.R.E.A.M. per creare un intervento ambientale site specific. Quella di OPEN è una ricerca che mette in scena l’arte all’aperto su coordinate poetiche in bilico tra memoria e avanguardia, in cui tempo e spazio rispecchiano l’incidere personale e collettivo nell’esperienza. Tale prospettiva non può dunque non attirare l’attenzione di chi come me profonde grande impegno per qualificarsi con una posizione attiva e visibile nella realtà del vasto parterre dell’arte contemporanea. Un’operazione pionieristica, che ha visto negli anni il fedele contributo di curatori quali Chang Tsong-zung, Enrico Pedrini e Nevia Pizzul-Capello a cui devo la mia stima e il mio profondo ringraziamento.

 

Ma OPEN, come dicevo, è al suo giro di boa e ha dunque sentito l’urgenza di dare spazio e voce alla volontà di articolare un percorso culturale originale, sviluppato intensamente dall’intervento curatoriale di Anna Caterina Bellati che ha accettato la sfida con il proposito di valorizzare ulteriormente, e in qualche caso rilanciare, artisti di provate qualità senza limiti di tendenza. Puntare strategicamente sull’arte all’aperto (benché non solo su quella) è stata una scelta pressoché obbligata, nel momento in cui ho voluto superare i limiti locali. Se da principio è stata guardata con sospetto, come accade ed è sempre accaduto a quelle iniziative che si pongono in uno spazio d’avanguardia, OPEN è stata poi capita e sostenuta da molti e premiata inoltre, negli ultimi due anni, dal Presidente della Repubblica che ha voluto insignirla della Targa d’Argento, al quale devo oltremodo il mio sentito ringraziamento.


La mostra delinea contesti, modi di vivere e proposte che derivano da un’elaborazione delle soluzioni più promettenti dell’arte contemporanea internazionale. OPEN è interattiva e l’immersione è garantita fin dal primo impatto, quando l’incauto avventore si trova precipitato nel contesto espositivo ricco di suggestioni, a destreggiarsi nel caos dell’arte che da sempre ha un forte potere seduttivo. Qui l’indifferenza è bandita e la riflessione è d’obbligo. Come un tavolo da lavoro, in OPEN si rileva l’azione espressiva dell’arte nelle sue più svariate forme. Più precisamente un piano dove appoggiare gli strumenti di lavoro e di pensiero accanto a quelli di molti altri che, con conoscenze e sensibilità sull’argomento, stanno da tempo lavorando in ogni parte del mondo.

 

Paolo De Grandis
Ideatore e Curatore Open