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Lorenzo sold out!
di Alessandra Frontini   

Le stelle toscane vegliavano sulla sua nascita e ora tornano a splendere sull’incantevole Cortona e sul rientro a casa, dopo la parentesi romana, del figliol prodigo.

 

Com’è cambiato Lorenzo… Me lo ricordo con un paio di orridi bermuda a vita bassissima, cappellino con visiera sulla nuca, ciondoli di varie fogge appesi al collo, ripetere, tra una risata idiota  e l’altra, un tonto «Gimme five, all right!». È cresciuto e parecchio (per fortuna). Il dj da spiaggia degli anni ’80, scoperta ‘forzata’ di Claudio Cecchetto, si allontana  progressivamente dalla ‘poetica’ del Yo, brothers and sisters: siamo o non siamo un bel  movimento? (titolo del suo primo libro) che modellava il Jovanotti-pensiero di allora.

 

Oggi, a quarantadue anni, Lorenzo Cherubini pare aver capito molte cose. Aveva già cominciato nel

1991, pubblicando Una tribù che balla. Secondo i critici, quello fu l’album ‘della svolta’,  tesi confermata dalla direzione che il cantautore prese da lì in poi. In particolare, l’anno  successivo vide la luce Cuore, scritta in memoria del giudice Falcone e nel ’94 uscì il singolo Penso positivo, che conteneva già il seme della ricerca socio-politica che ritroviamo anche ne L’ombelico del mondo e dintorni. Ha viaggiato Lorenzo, incontrato realtà profondamente diverse dalla nostra; culture antiche e preziose ricche di dignità e silenzio.

 

Diventa padre e il suo sguardo sul mondo sembra mutare ancora. Nel 2000 canta Cancella il  debito al Festival di Sanremo, slogan-bandiera dell’omonimo movimento a favore delle  popolazioni del Terzo Mondo. L’anno scorso ha co-prodotto e contribuito (Cade la pioggia) a  La finestra dei Negramaro, favore reso da Sangiorgi in Safari, nuova fatica del nostro baldo  ex-giovane. Nel disco, registrato tra l’Italia, Los Angeles, Hannover, Berlino e Rio de  Janeiro, risuona la chitarra di Ben Harper, collaborazione già pregustata dal pubblico  durante l’ultimo festival dei fiori.

 

Il lettore CD fischietta Fango, sussurra A te e poi  grida Safari e finalmente è chiaro dove sia arrivato il sorprendente, sorridente riccioluto: a comprendere che «ci sono armi nei supermercati/e mettono i ‘beep’ nei vaffanculo/ci dicono  continuamente che nessuno è al sicuro/ma questo lo sapevo già/e non è mai stata una buona scusa/per barricarmi dentro casa/la tele accesa e la porta chiusa». Lorenzo è cresciuto e ha  capito che la paura è un ottimo, comodissimo sistema di controllo. Orwell non riempiva gli stadi, lui sì… speriamo bene.


Alessandra Frontini

 

Jovanotti-Safari Tour 2008
16 e 17 settembre Arena-Verona ore 21.30
Info
www.zedlive.com