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Viva, viva San Martin
di Fabio Marzari   

Seppure rari come il gorilla albino, a Venezia esistono o resistono ancora, dei bambini, che, con l’aiuto delle famiglie e di alcuni volenterosi insegnanti, mantengono in vita alcune tradizioni antiche, tra le quali, spicca, per quanto assai più lontana nel tempo di quella importata nelle modalità di svolgimento di Halloween, quella di San Martino.

 

Si tratta di una festa popolare durante la quale, in passato, si usava mangiare castagne e vino nuovo cantando sotto le finestre delle case, sperando che gli abitanti all’interno buttassero altre castagne. Attualmente, di questa antica festa rimane l'usanza di sbattere tra di loro oggetti che fanno tanto rumore, come pentole e coperchi, e di domandare qualche spicciolo ai negozianti o ai passanti, soprattutto veneziani.

 

Per l'occasione, viene cantata una simpatica filastrocca: San Martin xè andà in sofita/A trovar la so novizia/La so novizia non ghe gera/'L xè cascà col cùeo per tera/El s'à messo 'n boletin/Viva, viva San Martin.

 

ImageNon poteva mancare un dolce legato all’iconografia del Santo, il san Martino è un dolce di pasta frolla a forma del santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini. Lo si può trovare sia in versione semplice che ricoperto al cioccolato. Ne esiste anche uno fatto con le mele cotogne, per intenditori. Tutte le vetrine di pasticcerie, fornai e negozi di generi alimentari di Venezia e della terraferma, traboccano di questo originale biscotto.

 

Ovviamente anche per il San Martino vi sono luoghi cult dove acquistarlo e poter cogliere appieno il sapore semplice della pasta frolla fatta col burro e la farina setacciata a mano. Un indirizzo per tutti: Colussi, calle lunga San Barnaba.