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Halloween a chi?
di Fabio Marzari   

Che siano triestine o veneziane, l’importante è che non manchino le fave nelle nostre case ad accompagnare il consueto grigiore di novembre.

 

Le note color cioccolato, rosa o avorio delle palline di pasta di mandorla rappresentano una vera delizia per il palato. La differenza nella forma e consistenza è data dalla lavorazione, con maggiore o minore proporzione di pinoli e di mandorle.

 

Le fave rappresentano la risposta veneziana ai dolci che in questo periodo dell’anno ricordano i Defunti, e sono una prelibatezza iper-calorica, cui è francamente difficile poter resistere se sono preparate secondo la tradizione. A Venezia c’è la chiesa di Santa Maria della Consolazione o della fava (Plauto mi scusi!), di fronte al ponte della Fava che a sua volta confina con la calle della Fava.

 

L'etimologia del toponimo è discussa, si dice che il nome sia dovuto a un pasticcere del passato che, nel giorno dei morti, proponeva le fave dolci nella sua bottega che sorgeva in zona ed era meta di ‘pellegrinaggi’ di golosi.