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Narratore emotivo
di Carlotta Scarpa   
Protagonista a Venezia di questa stagione invernale è l’acclamato artista sudafricano William Kentridge. Una trilogia di eventi legati alla sua versatile figura artistica segna il suo passaggio in laguna coinvolgendo la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Teatro La Fenice e il Teatro Malibran. Questo perché l’artista si è dedicato fin dagli esordi della sua carriera al teatro in veste di attore, regista e sceneggiatore.>>>

 

Nel 1992 realizza il primo progetto teatrale con l’Handspring Puppet Company Woyzeck sull’Highhveld, a cui seguono Faust in Africa (1995), Il ritorno di Ulisse (1998), Zeno alle quattro del mattino (2001) che prelude alla versione più lunga e complessa Confessioni di Zeno (2002) fino alla scenografia del Flauto Magico di Mozart al Teatro San Carlo di Napoli (2006).

 

Ed è proprio il Ritorno di Ulisse di Claudio Monteverdi con il revival di produzione diretto da Luc de Wit, l’orchestra Ricercar Consort e la Handspring Puppet Company, ad aver aperto il 28 novembre scorso al Teatro Malibran il felice sodalizio.

 

L’attività teatrale è una costante del lavoro di Kentridge, ma il suo principale interesse rimane il disegno e la creazione di film d’animazione. Inizia il suo percorso artistico già negli ultimi anni Settanta con disegni e incisioni espressionisti. Della fine degli anni Ottanta sono i primi film d’animazione realizzati a partire da disegni a carboncino. L’arte di Kentridge indaga la memoria personale e collettiva e insiste con forza sulla relazione tra desiderio, estetica ed etica. I suoi lavori esplorano il confine tra dolore ed emarginazione nella società contemporanea. Utilizza l’elemento narrativo, il segno grafico e la musica per creare una suggestiva condivisione emotiva.

 

Nella ricostruzione scenica delle storie narrate si colgono tematiche simboliche quali la morte, la solitudine esistenziale, l’amore e la grandezza della natura che, seppur nate dall’immaginario poetico e dal sostrato personale dell’artista, entrano facilmente a far parte di un immaginario collettivo e di un bagaglio emotivo che diviene universale.

 

Queste le linee guida di (REPEAT) from the beginning/Da Capo, la mostra allestita a Palazzetto Tito sede della Fondazione Bevilacqua La Masa nella quale vengono presentati disegni, sculture e un’installazione di tre video dai titoli Breathe, Return, Dissolve. A preludio della mostra, Il Teatro La Fenice ha ospitato il 30 novembre la prima proiezione del video che dà il titolo al progetto creato dall’artista sul sipario frangifuoco del palcoscenico.

 

E dunque il palcoscenico, isola dell'immaginario, ben volentieri si è prestato a ricostruire mondi favolistici, onirici, stravaganti, perché il teatro, la musica, le storie narrate vivono ormai per sempre in questa dimensione di sogno, storie d'evasione anche quando sono altamente drammatiche, per lasciarsi avvolgere da atmosfere inusuali, di sonorità, architetture, costumi.

 

Ed è con questo piacere della scoperta che si può godere di un percorso espressivo capace di emozionare tra piccole e grandi sorprese. Queste opere diventano così la testimonianza di un percorso simbolico di cambiamento, riflessione personale e universale insieme. Completa il ciclo espositivo veneziano dedicato a Kentridge l’esposizione delle sei tazzine da caffè e le sei tazze da cappuccino della serie illy art collection, disegnate dall’artista in occasione del 75° anniversario di illy arte.


Carlotta Scarpa

 

«(REPEAT) from the beginning/Da Capo»
Fino al 16 gennaio 2009 Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito
Info tel. 041-5207797
www.bevilacqualamasa.it