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Wunderkammer
di Marisa Chelodi   

Se la Bellezza in terra dovesse avere un nome probabilmente sarebbe Ganimede, il mitico pastore la cui avvenenza fu tale e tanta da indurre il padre degli dei, Zeus, a rapirlo dal suo mondo mortale e a portarlo sull’Olimpo, tra le divinità. Così, proprio nell’attimo del rapimento, Ganimede sollevato in volo dall’aquila-Zeus rimane sospeso tra terra e cielo nella cornice meravigliosa della sala della tribuna di palazzo Grimani, quasi a voler custodire e celebrare l’immenso tesoro di bellezza che pervade le stanze di questo unico e raro palazzo veneziano.

 

Ed è infatti la scoperta della bellezza, di una bellezza forse inattesa e certamente sorprendente, a caratterizzare la riapertura delle porte di palazzo Grimani, dopo più di vent’anni di restauri. Come la magnifica sala della tribuna con lanterna e lacunari in cui è collocata la statua di Ganimede, che si apre inattesa agli occhi del visitatore nel percorso tra le raffinate atmosfere rinascimentali delle sale del palazzo, ricreando all’improvviso uno spazio classico di rara suggestione, destinato in origine ad ospitare più di 130 tra opere greche e romane, così l’intero impianto di palazzo Grimani si palesa alla vista, incastonato e protetto tra le calli di Venezia, come uno scrigno prezioso che non esibisce ma custodisce gioielli di grande valore.

 

Nato su un nucleo originario medievale, successivamente ristrutturato in epoca gotica e poi modificato e ampliato nel Cinquecento, in Ruga Giuffa, a due passi da Campo Santa Maria Formosa, palazzo Grimani, dimora cinquecentesca dei nobili fratelli Vettore e Giovanni Grimani, fonde e intreccia motivi dell’architettura classica e romana con quelli rinascimentali. In questa curiosa, rara e riuscita fusione di influenze e scelte sembra infatti risiedere il segreto dell’unicità di palazzo Grimani, frutto dell’amore per l’arte e l’architettura di un personaggio al centro del suo tempo, il patriarca d’Aquileia Giovanni, secondo l’ipotesi suggestiva e accreditata che propone il proprietario della fabbrica stesso, al centro di un vivace circolo di ingegni moderni, quale responsabile delle scelte costruttive, stilistiche e decorative.

 

In linea con il carattere di eccezionalità della fabbrica si pone l’intervento di restauro che ha riportato alla luce la preziosità degli elementi stilistici e architettonici, dei materiali e dei cromatismi, dei soggetti e dei temi della decorazione inserendo con delicatezza e abilità le migliori soluzioni tecnologiche e impiantistiche necessarie a garantire il corretto funzionamento di una macchina museale.

 

Eccezionale anche l’impegno con cui si è ricostruita la vicenda della collezione artistica della famiglia Grimani, già all’epoca riconosciuta come una delle più importanti e prestigiose, che non si limitava alle antichità greche e romane, estendendosi anche alla pittura fiamminga - Memling, Bosch, Patinir - al grande tedesco Dürer, al geniale Jacopo de' Barbari, e ai maggiori artisti italiani del Cinquecento - Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Giorgione, Tiziano, Tintoretto - e disegni, arazzi, gemme, cammei, ceramiche e molto altro. Così il nuovo museo di palazzo Grimani si offre ora come quinto nucleo del Polo museale veneziano, a fianco delle Gallerie dell’Accademia, della Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro, del Museo d’Arte Orientale e del Museo Archeologico Nazionale

 

Marisa Chelodi

 

Palazzo Grimani
Visite tutti i giorni, lunedì escluso, 9.30 11.30 13.30 Ruga Giuffa
Info
www.palazzogrimani.org