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Ri-voluzione ad arte. La Guggenheim rende omaggio alla Collezione Gianni Mattioli
di Redazione   

Compie 100 anni il Manifesto del Futurismo a firma del jeune poète italien Filippo Tommaso Marinetti che fu pubblicato su «Le Figaro» di sabato 20 febbraio 1909.

Il testo sovversivo di Marinetti era inteso innanzitutto come una rivoluzione letteraria, ma allo stesso tempo incitava a un radicale rinnovamento di tutti gli aspetti della cultura italiana, esortando alla violenza, alla velocità e alla tecnologia.

 

L’anno seguente, precisamente l’11 febbraio e l’11 aprile 1910, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini sottoscrissero manifesti sulla pittura futurista. I cinque artisti sono tutti presenti all’interno della storica collezione di Gianni Mattioli, ospitata presso la Collezione Peggy Guggenheim come prestito a lungo termine.


A partire dal 18 febbraio la Collezione Peggy Guggenheim rende omaggio al Futurismo e alla preveggenza di uno dei più grandi collezionisti del XX secolo con Futurismo nella Collezione Gianni Mattioli, uno speciale riallestimento della collezione arricchita da tre opere futuriste appartenenti a Peggy Guggenheim (Mare=Ballerina di Severini, Velocità astratta + rumore di Balla e la scultura di Boccioni Dinamismo di un cavallo in corsa + case), da alcuni prestiti provenienti da collezioni private (opere di Boccioni e Sironi), nonché da una recente donazione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, Il ciclista (1916) di Mario Sironi, uno dei primi capolavori dell’artista.

 

«Futurismo nella Collezione Gianni Mattioli»
Dal 18 febbraio al 31 dicembre

Collezione Peggy Guggenheim
Info tel. 041-2405404
www.guggenheim-venice.it