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Accademia, new wave!
di Mariachiara Marzari   

ImageIn attesa dell’uscita, il 2 marzo 2009, dell’ultimo disco degli U2 No line on the horizon, arrangiato e prodotto dal ‘solito’ Brian Eno, Venezia e tutti gli appassionati hanno potuto, grazie all’Accademia di Venezia, cogliere l’attimo e la forza creativa ed eclettica di questo mago della musica come arte pura.

 

Pioniere dell’ambient-music e del glam-rock, videoartista sempre più impegnato, filosofo della musica, scultore, cantante, polistrumentista, maitre-à-penser della cultura pop, padrino della new wave, della dance elettronica e della new age, produttore, talent-scout.

 

ImageTutto questo è Brian Eno, autentico guru della scena musicale mondiale degli ultimi tre decenni. Se la musica resta la sua attività principale, l'arte è sempre al centro dei suoi pensieri. Sperimentatore, ricerca l'alchemico equilibrio, combinando musica e immagini, per creare un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suoni mai due volte nello stesso modo, ma capace di evocare un reale visionario, ambienti alternativi in cui lo spettatore può immergersi totalmente in un contesto specifico e al tempo stesso mantenendo uno stretto legame tra la mente, il corpo e gli strumenti offerti dalla sfera tecnica. Anticipato dalla proiezione di Imaginary Landscapes, a film on Brian Eno, l'opera che Duncand Ward e Gabriella Cardazzo gli hanno dedicato nel 1989, seguita dal video di Eno Mistaken memories of mediæval Manhattan (1980-81) e da un'altra opera sempre di Eno, Thursday afternoon (1984), l'artista inglese è stato protagonista indiscusso della lectio magistralis in occasione dell'inaugurazione del 258° anno accademico che l'Accademia di Belle Arti di Venezia ha celebrato nell'Isola di San Servolo, nuovo spazio didattico dedicato proprio alla sezione multimediale e di laboratorio.

 

Proprio in isola Brian Eno ha trovato l'ideale atmosfera sospesa per ricreare un ‘ambiente sonoro’, per rendere immediatamente percepibile quel processo di demolizione della realtà teorizzato e applicato. Nelle sue alchimie da scienziato autodidatta, Eno procede per sottrazioni.

 

ImageNel 1968 aveva già teorizzato la “Musica per non musicisti”, patrimonio non più di compositori ed esecutori, ma di "geniali incompetenti", manipolatori di nastri, synth, equalizzatori e altri marchingegni elettronici. Poi, con le sue "strategie oblique", aveva deciso di svuotare la musica stessa della sua polpa, riducendola a un puzzle indistinto di suoni e toni, riciclati in studio con complesse operazioni di ingegneria genetica. Così scarnificata, mutilata delle sue tradizionali strutture armoniche, la musica diviene nient'altro che parte di un ambiente, ne assorbe l'atmosfera e i rumori, tramutandosi in un sottofondo che non richiede più un ascolto accurato (ecco l'ultima "sottrazione"). Musica che nel rapporto simbiotico con lo spazio trova la sua principale ragion d'essere.


Un'esperienza per gli studenti e il numeroso pubblico fortemente voluta da Carlo Montanaro, Direttore dell'Accademia, che ha traghettato il più antico istituto d'alta cultura operante in città - il 24 settembre 1750 il Senato Veneto sancì la nascita dell'Accademia veneziana che si dotò di statuto nel 1756 - nel futuro. Anche l’istituzione artistica si trova alle prese con una situazione economica difficile - per i tagli dei finanziamenti statali che l’hanno colpita, come è avvenuto per gli Atenei veneziani di Ca’ Foscari e Iuav - ma sta compiendo uno sforzo per aprirsi maggiormente alla città e per promuoversi.

 

Non solo la presenza di Brian Eno, ma anche l'apertura di nuove sezioni didattiche e l'occupazione di sempre più spazi in città, unitamente alle iniziative più recenti, gli incontri con gli artisti di Italics - la mostra sull’arte italiana degli ultimi quarant’anni, in corso a Palazzo Grassi - e l’apertura di un nuovo spazio espositivo in uno dei Magazzini del Sale delle Zattere, inaugurato con la mostra dedicata agli allievi del pittore Carmelo Zotti, in contemporanea con quella allestita al Museo Correr. L’invito, accettato, a Brian Eno per l’inaugurazione dell’anno accademico si inserisce in questa nuova politica di apertura alla città e di proposta culturale, che si spera possa dare i suoi frutti.


Il segno dei tempi, i 258 anni di storia non pesano sulle spalle dell’Accademia di Venezia, ma anzi diventano pilastri imprescindibili per plasmare il rinnovamento e garantirne il futuro. Non bisogna dimenticare che l'Accademia ha saputo sempre esprimere grandi artisti che con il loro contributo hanno favorito la crescita delle nuove generazioni fra i quali Piazzetta, Tiepolo, Zanchi, Diziani, Morlaiter, Selva, Canova, Hayez, Lipparini, Matteini, Grigoletti, Politi, Molmenti, Favretto, Nono, Ciardi, Milesi, Tito, Cadorin, Cesetti, Saetti, Giuliani, Arturo Martini, Alberto Viani, Mario de Luigi, Carlo Scarpa, Afro, Santomaso, Emilio Vedova. Insomma non proprio avara questa “scuola”…

 

Accademia di Belle Arti di Venezia
Dorsoduro, 423-Venezia
Info tel. 041-2413752
www.accademiavenezia.it