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Femminile singolare. Palazzo Grassi, Italics e la donna nell’arte contemporanea
di Carlotta Scarpa   

ImageE l'arte creò la donna. Da musa ispiratrice e oggetto di rappresentazione, misterioso e concupito, talvolta idolatrato o addirittura odiato, a protagonista dei giorni nostri. L’attenzione delle personalità artistiche femminili è infatti uno studio relativamente recente della storia dell’arte.

 

L’arte al femminile è stata trascurata fino alla fine del XIX secolo, spesso valutata come evento insolito che destava meraviglia se non sospetto. I primi tentativi di rivalutazione si hanno all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso.

 

Da Sofonisba Anguissola a Camille Claudel, da Lavinia Fontana a Frida Kahlo, da Marietta Robusti Tintoretto a Tamara de Lempicka, all'intensa Artemisia Gentileschi, l’interesse per queste figure artistiche si mosse in concomitanza con i grandi movimenti di opinione sulle libertà femminili generando in certi frangenti il rischio del preconcetto inverso. Di pari passo alla rivalutazione storica, si sviluppa in questi anni una sempre più attiva e fiorente espressione artistica per mano di donne, fino a giungere alla massiccia presenza odierna.

 

Testimonianza di tale importante presenza è la rassegna di Palazzo Grassi Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008 che su oltre cento artisti presenta in mostra venti donne che hanno conquistato una dimensione estetica autonoma di rilievo, stimolando, con il loro lavoro, curiosità, lanciando spesso provocazioni, affrontando temi esistenziali di portata universale.

 

Un universo sfaccettato e complesso: dalle problematiche legate al lavoro quale mezzo di reclusione nelle mura domestiche o di riscatto nelle opere di Carol Rama e Monica Bonvicini fino alle fotografie di Letizia Battaglia o ai documentari di Angela Ricci Lucchi legati alle problematiche di denuncia politica e di protesta sociale.

 

Altre chiavi di lettura si possono cogliere in relazione all’inserimento del corpo e delle sue percezioni quale materia da indagare e inserire nel processo artistico, come nel diario alimentare di Vanessa Beecroft o nelle figure emaciate e filiformi di Margherita Manzelli, fino al coinvolgimento dello spettatore in situazioni che possono offrirgli nuove percezioni spaziali, come nel pavimento magnetico di Micol Assael.

 

Ma anche la materia di cui sono fatti i sogni contraddistingue questo percorso ricco di fascino che vede le creazioni di Carla Accardi dialogare con il linguaggio dell’Arte Povera di Marisa Merz fino alle impalpabili strutture di Alice Cattaneo.

 

Queste e molte altre sono tutte visioni di una rinata celebrazione artistica, intesa come testimonianza dello sguardo femminile che cattura, interpreta, sogna alcuni aspetti interiori ed esteriori della vita. Per festeggiare l’8 Marzo, Palazzo Grassi offrirà a tutte le donne la possibilità di godere gratuitamente di questa mostra sotto una luce insolita ricca di spunti per riflettere.


Carlotta Scarpa

 

«Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008»
Fino al 22 marzo
Info tel. 041-5231680
www.palazzograssi.it