VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow Archivio
Nigra sum sed formosa. L’Africa leggendaria della regina di Saba
di Anna Trevisan   
nigra_home.jpg«Chi è colei che sale dal deserto, simile a colonne di fumo, profumata di mirra e d'incenso e d'ogni aroma dei mercanti?». Per alcuni esegeti biblici, la sensuale donna 'nigra [...] sed formosa' del Cantico dei Cantici è la Regina di Saba: colei che nel Primo Libro dei Re «sentita la fama di Salomone - si legge - venne per metterlo alla prova con enigmi». Secondo la leggenda etiope, la regina delle terre di Saba (che alcuni studiosi collocano nel Corno d’Africa) ebbe un figlio dal Re Salomone: Menelik, primo imperatore di Etiopia.

 

Dell’Etiopia, della sua arte e della sua storia leggendarie racconta fino al 10 maggio la grande mostra Nigra sum sed formosa. Sacro e bellezza dell’Etiopia Cristiana, ospitata non a caso a Venezia, città che già nel ’400 instaurò saldi e duraturi legami con questa zona d’Africa.


Fotografie, filmati e musiche aprono in modo suggestivo l’esposizione, presso la sede dell’Università Ca’ Foscari. Codici miniati e rotoli magici, croci preziose e icone (influenzate dall’arte del pittore veneziano Nicolò “Mercurio” Brancaleon, giunto in Etiopia nel 1481) e testimonianze dei viaggiatori europei in Etiopia raccontano di un Paese per noi ‘esotico’ ed al contempo ‘familiare’, perché fortemente legato alla tradizione religiosa biblica e cristiana (il Cristianesimo è infatti presente in Etiopia fin dalla prima metà del IV secolo).


Preziosi reperti, molti dei quali esposti al pubblico per la prima volta, e magiche atmosfere suggerite da un sapiente allestimento (proiezioni sulle pareti, ricostruzioni in 3D di alcuni luoghi sacri dell’Etiopia, audio-video guide) accompagnano il visitatore in un viaggio il cui filo narrativo si intreccia anche con la storia di veneti e veneziani.

 

Nelle acqueforti di Lino Bianchi Barriviera, per esempio, realizzate tra il 1939 e il 1949, c’è tutto il fascino della mitica città di Lâlibalâ e delle sue chiese rupestri, fondata, secondo la leggenda, tra le montagne del Lasta nel XII secolo dal re Lâlibalâ come “nuova Gerusalemme” per accogliere i pellegrini impossibilitati a raggiungere la Città Santa conquistata dal Saladino.


Vera punta di diamante dell’esposizione è il Mappamondo (conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana ed eccezionalmente prestato per l’occasione), capolavoro cartografico realizzato nel 1460 circa dal monaco di San Michele di Murano, Fra Mauro. In un grandioso planisfero è raffigurato tutto il mondo fin ad allora conosciuto, comprese «tute queste prouincie e citade e fiumi e monti [dell’Etiopia] cum li suo nomi».

 

Anna Trevisan

«Nigra sum sed formosa»
Fino al 10 maggio Università Ca’ Foscari
Info tel. 041-2346947 www.nigrasum.org