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Memoria essenziale. L’arte concettuale di Yoko Ono nel flusso della realtà
yokoono_home.jpgLa Fondazione Bevilacqua La Masa anticipa la celebrazione di Yoko Ono alla Biennale di Venezia con Anton’s Memory, una mostra che, come il titolo rievoca, ripercorre «la vita di una donna vista attraverso gli occhi del figlio».

 

Passano così i ricordi e le immagini codificate che fanno parte del vissuto personale del figlio adulto che ripensa alla madre. L’allestimento di grande efficacia, pensato per gli spazi di Palazzetto Tito, presenta una composizione inedita attraverso
il linguaggio filmico e sonoro in relazione a sculture, dipinti e disegni nonché installazioni interattive
.

 

Entrando nelle sale ci si trova immersi in un mondo ricco di fascino al centro del quale emergono la versione originale (1964) e la riedizione dell’audace performance Cut Piece in cui da una parte il corpo come organismo vivente riunisce e palesa in sé le contraddizioni dell’esistenza, dall’altra l’esperienza interiore si fa espressione quale riflessione personale e universale insieme.

 

Yoko Ono ha sicuramente segnato il panorama artistico internazionale: a partire dagli anni Sessanta ha infatti precorso i tempi con l’arte concettuale diventando poi membro di spicco del movimento Fluxus. La memoria, l’oblio del sé razionale, l’esaltazione della vita come flusso incontenibile, l’epifania nomadica, la relazione tra arte e vita sono costanti del linguaggio espressivo di Yoko Ono, che si è distinta proprio per il suo essere aperta all’eterno farsi e disfarsi dell’esistenza.

 

Carlotta Scarpa

 

Yoko Ono - Anton's memory

Dal 28 maggio al 20 settembre Fondazione Bevilacqua
La Masa - Palazzetto Tito - Info www.bevilacqualamasa.it