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Identità e spazi infiniti. Svegliati e Sogna, l’eclettico battesimo di Signum Foundation
Il manifesto de La Biennale Arte 2009 Fare mondi apre alla glocalizzazione dell’arte: una visione universale con sfumature personali e locali. A guardare bene certe cose sembra che le identità nazionali restino salde, che il mondo non sia così omogeneo bensì ricco di sfumature diverse.

 

Proprio il tratto dell’identità che si confronta con il mondo esterno è alla base di una serie di progetti in situ che la Signum Foundation ha l’intento di costruire a Venezia, esplorando i terreni artistici strettamente collegati all'architettura, alla tradizione e alla storia della città che la ospita.

 

La ricerca del forte legame con Venezia non è solo ideale vetrina, ma snodo fondamentale per il confronto dialettico tra i linguaggi della contemporaneità, un incrocio di esperienze artistiche che caratterizza la base della nuova Fondazione. La mostra inaugurale, dedicata prevalentemente alla promozione di artisti polacchi, non poteva che esserne l’emblema.

 

Svegliati e Sogna è costruita intorno al tema del desiderio nelle varie accezioni e contesti - corpo, spazio e immagine -, riflettendo sull’insaziabile bisogno dell’uomo di “espressione visiva”.  Il percorso non è lineare, né cronologico, in un dialogo costante tra artisti viventi e loro predecessori. Le grandi sale del piano nobile e lo spazio del cortile si contrappongono ai contenuti spazi privati del Palazzo. Ci sono anche dei luoghi nascosti e degli angusti passaggi su diversi livelli. Metaforicamente si passa dagli spazi delle grandi problematiche sociali e politiche, all'intimo dell'uomo con i suoi desideri e segreti o, forse, desideri segreti. La tradizionale narrazione visiva - installazioni, dipinti, fotografie, video - viene arricchita di frammenti musicali e di film che trascendono la realtà storica e geografica creando la possibilità degli incontri impossibili.

 

Il capitolo iniziale è affidato al giovane artista polacco Robert Kusmirowski insieme a Sebastian Cichocki, curatore del Museo d’Arte Contemporanea di Varsavia.

 

Altri ospiti della Signum Foundation Luca Mosca e Gianluigi Melega, con le arie della loro recente opera Signor Goldoni e Pier Paolo Pasolini con sequenze dalla Rabbia (1963).

 

A fare gli onori di casa il grande compositore polacco del primo Novecento Karol Szymanowski,  con Il Re Ruggero nella regia di Mariusz Trelinski all'Opera di Wroclaw nel 2007.


Importanti gli artisti presenti, uno tra tutti Krzysztof Wodiczko, che quest’anno rappresenta la Polonia alla Biennale di Venezia. Negli spazi minori di Palazzo Donà, tra il salotto e una delle camere da letto, si nasconde il tesoro della collezione della Signum Foundation: la scultura spaziale della primadonna dell'avanguardia polacca, Katarzyna Kobro, circondata dai contemporanei disegni suprematisti di Kazimir Malevitch. Questi lavori, pur essendo in stretta relazione con il rigore del costruttivismo degli anni ’20, presentano uno dei  valori universali nell’arte di tutti i tempi: il desiderio dello spazio.


Mariachiara Marzari

«Svegliati e Sogna»
Inaugurazione 21 maggio ore 18 Signum Foundation
Info tel. 041 5289797 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo