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Impressioni cangianti. La leggerezza luminosa di Emma Ciardi
Emma Ciardi, «con i suoi grandi occhi, seri e pensosi, chiari e profondi come degli specchi», ama viaggiare tra Ottocento e Novecento per l’Italia, l’Europa e l’America, con l’ausilio del suo «buon ombrello bianco e il vero», alla ricerca di luoghi da dipingere en plein air così come le ha insegnato il padre Guglielmo Ciardi, accademico e innovatore pittore veneziano.

 

All’osservazione diretta, che comporta fotografie, schizzi su taccuini e bozzetti su tavolette, segue la rielaborazione dell’emozione filtrata attraverso il ricordo, nel suo atelier.

 

La sua è una pittura di evasione, brillante e corposa, dalla pennellata morbida e dalle campiture iridescenti che con tocchi rapidi e minuti movimentano la superficie della tela. Se le sue radici affondano nel vedutismo di Guardi e di Canaletto, la sua tecnica si nutre dell’immediatezza di Turner e di esperienze macchiaiole e impressioniste.

 

È una professionista nel mondo dell’arte come lo fu Rosalba Carriera nel Settecento. Osservando l’interessante antologica a cura di Myriam Zerbi, allestita nelle sale di Villa Pisani sulle rive del Brenta, ci si lascia conquistare dalla leggerezza cristallina delle vedute della laguna con le gondole e i bragozzi, così come dall’ariosità luminosa delle scene di ville e giardini con damine e gentiluomini secondo il revival settecentesco.

 

Luisa Turchi

«Emma Ciardi. Impressionismo veneziano»
Fino al 23 maggio Museo Nazionale Villa Pisani-Stra (Ve)
Info www.villapisani.beniculturali.it